La maggior parte delle persone visitano La Villa Romana del Casale e Caltagirone in giornata mentre si spostano dalla costa orientale della Sicilia ad Agrigento e diciamo che per un lato li capisco molto bene. Purtroppo la Sicilia “continentale” non sta tanto a cuore all’amministrazione quando le zone costiere, un vero peccato. A me piace viaggiare con lentezza, non fare troppe cose in un giorno, sia perchè solitamente quando viaggio lavoro sia perchè se vedo troppe cose non me le godo, quindi anche a Piazza Armerina ho deciso di fermarmi per tre giorni, perchè poi quando ci stai scopri che ci sono molte cose da vedere davvero interessanti.

#yogaround

La Villa Romana del Casale

Uno dei palazzi imperiali meglio conservati che sono rimasti, tanto che nel ’97 è diventato patrimonio dell’UNESCO, pensate che ogni anno viene visitata da più di 400.000 persone. Come spesso accade nei resti romani, è giunta a noi così preservata perchè secoli addietro fu vittima di un terremoto e fu ricoperta dai detriti. Si pensa che nelle vicinanze esistesse un vero e proprio complesso abitativo, quello che si è scavato ad oggi è forse la residenza di quello che viene chiamato pretore, ma si è visto che tutto intorno si trovano resti di molte case e persino di un teatro, peccato però che manchino i soldi per gli scavi.

La villa è un complesso davvero ampio, ci sono le terme, la palestra, varie sale per gli ospiti un enorme corridoio di 60 metri, una basilica e tanto altro, la vera unicità di questo luogo sono i suoi mosaici, eseguiti alla perfezione con dei disegni davvero articolati. Avere oggi giorno questo infinito patrimonio artistico ci permette non solo di ammirare la bravura degli artisti di migliaia di anni fa, ma di ricostruire gli usi e i costumi dell’epoca. I romani, infatti avevano l’abitudine di rappresentare l’uso della sare nei suoi adorni e in luoghi molto ampli, come il corridoio potevano raccontare il prestigio e le opere o dell’imperatore del tempo o di chi abitava quella casa. I mosaici mostrano l’importanza cruciale che aveva la Sicilia all’epoca in quanto si trovava al centro dell’impero, tra l’Africa a Roma, una tappa necessaria per le rotte mercantili, infatti alcuni studi dicono che vicino la Villa del Casale si trovasse vicino ad un fiume navigabile che ora è sparito.

Consiglio vivamente di prendere una guida per effettuare il giro, da soli si vedono i mosaici, ma si ha una visione davvero parziale della cosa e se leggete un libro/guida dopo un po’ vi sarete stancati, meglio interagire con una guida esperta anche perchè potrete soddisfare molte curiosità. Cercate d’andare di mattina e in una giornata di sole perchè la struttura protettiva degli scavi è di legno e toglie molta luce.

Ci sono delle piccole cose che ho amato, sicutamente il mio mosaico preferito è quello del corridoio, dove viene rappresentato il momento in cui si carica la nava e da un lato ci sono tutti i “trofei” d’occidente e dall’altro quelli d’oriente, con tantissimi animali feroci. Ad un certo punto c’è una tigre con davanti un piatto argentato con un cucciolo dentro, quello è un dettaglio davvero interessante, perchè rappresenta la tecnica con cui si “rubavano” i cuccioli alla mamma. Si trovava una tigre con i piccoli si gettava vicino uno scudo argentato concavo, la tigre si rifletteva e vedendo la sua immagine piccola pensava che fosse un cucciolo e quindi cercava di abbracciarlo fallendo, in quel momento un cacciatore arrivava da dietro e rubava i tigrotti, come descritto nel mosaico, forse sono stati i romani i primi a causare la quasi estinzione delle tigri.

Un’altro mosaico che mi è piaciuto un sacco è forse il più famoso di tutti, quello delle donne in bichini che fanno sport, rappresenta la rappresentazione ideale del corpo femminile in movimento, è incredibile quanto sia simile a quello che abbiamo oggi, escluse le plastiche.

Forse non sapete ma se mettessero in sicurezza il cammino, anche in Sicilia si potrebbero fare dei percorsi a piedi tra le rovine romane meravigliosi, dalla Villa del Casale c’è un sentiero che porta a Filosofiana, un’altra enorme villa contemporanea alla Villa del Casale, dove oltre alle terme e alle sale da pranzo c’è anche tutta la parte relativa alla lavorazione del grano dato che la Sicilia era il granaio del regno, purtroppo su questa seconda struttura non si è investito molto, nè nel suo restaruo, nè nella messa in sicurezza del percorso a piedi, sarebbe un modo del tutto unico di sviluppare il turismo in questa zona.

Vale la pena visitare Piazza Armerina?

Una cosa che dovrebbe fare il turismo è portare indotto nei paesi limitrofi le grandi attrazioni, ma putroppo nel centro della Sicilia questo concetto non è mai passato. Il problema di questa regione non è che non ci siano cose da vedere è che nessuno se ne interessa nè le valorizza. Ammetto che nei miei giorni nella Sicilia continentale mi sono fatta parecchio il sangue amaro.

Piazza Armerina è una città bellissima, di grossa importanza storica e artistica, è di stampo medioevale, costruita arroccata su una rocca e ha tantissimi edifici in barocco e stile normanno. Si dice che ci siano più di cento chiese, ma non sono solamente le chiese a spiccare, anche diversi palazzi nobiliari. L’edificio più importante è sicuramente la Cattedrale, Maria Santissima delle Vittorie, dall’esterno imponente e al centro di una grande piazza e all’interno riprende l’architettura bianca con disegni blu tipica di questa zona. Anche San Rocco e Sant Ignazio sono molto belle, ma a dire il vero basta camminare per rendersi conto di quante chiese palazzi e stradine meravigliosi ci siano, come vi avevo preparato prima, nulla è curato, tutto è abbandonato a se stesso, spesso chiuso. Personalmente vi consiglio di farci un giro, è sicuramente iconografica e poi non sia mai che capiscano che curando i luoghi i turisti ci vanno e portano soldi?

Caltagirone e le sue Ceramiche

Io sono napoletana, sono cresciuta con le ceramiche di Vietri e a dire il vero mi piacciono tantissimo, ne ho un sacco a casa, fatte a posta per me, alcune anche con disegni unici. Tra le cose strane che facevo da bambina io ero molto appassionata di arte del ‘500 -‘600, eh si non ero normale, e ho girato credo per i primi 16 anni della mia vita tutte le mostre di antiquariato italiane, diventando molto esperta in albarelli e bocce di diverse provenienze e quelle di Caltagirone sono alcune delle più pregiate, ne ho viste centinaia nella mia vita, così quando sono andata a Caltagirone ero piuttosto eccitata, pensavo di comprarmi la versione moderna di una bella boccia o magari qualcosa per la cucina. Ammetto che questo aspetto mi ha un po’ deluso, ci sono tanti negozi di ceramiche, ma non si contaminano molto con l’ambiente, non ci sono pareti di maioliche o fontane o elementi che richiamino questa tradizione all’interno della città. Sì, certo c’è la scala, ma io mi immaginavo una enorme scala foderata di maioliche, tipo il Chiostro di Santa Chiara in versione scala, invece ci sono dei piccolissimi tozzetti colorati tra un gradino e l’altro. So che mi odierete in molti leggendo queste parole, ma io mi aspettavo di più. Tra Maggio e Giugno a Caltagirone fanno le luminarie, ossia riempiono di luci la città e sulla scala fanno dei disegni con i fiori, molto carino devo dire, vale la pena di andare. La cosa positiva di Caltagirone è che è più curata rispetto a Piazza Armerina, suggerisco di farci una passeggiata, magari sceglierla per pranzo o per cena.

Gli scavi di Morgantina

A molti sfugge ma sempre nelle vicinanze si trova un altro piccolo gioiello, la Città di Morgantina, un insediamento che risale al V secolo A.C. una città siculo-greca che prosperò fino al I secolo A.C., ma l’insediamento è stato popolato fin dalla preistoria, infatti negli scavi si possono osservare 1000 anni di storia dell’uomo.

Oltre che per l’importanza architettonica, per bellissimo teatro, per il macellum e i resti dei colonnati l’agorà lo stoà più di 20 ettari di sito archeologico, Morgantina è molto importante anche per i ritrovamenti rinvenuti durante gli scavi. Parliamo di micenee e submicenee stupende, della statua della Venere di Morgantina e il Tesoro di Morgantina composto da 15 pezzi in argento risalenti alla città di Morgantina nel I secolo A.C., dato che agli scavi partecipò l’Università di Princeton si appropriò di alcuni pezzi del tesoro per portarli al Getty Museum di Malibu, ma dopo un contenzioso nel 2011 siamo riusciti a farceli restituire e si trovano al museo di Aidone. Qualcosa mi dice che l’avrebbero viste più persone a Malibu, mentre in Sicilia, per quanto siamo tutti felici che sia rimasto in Italia, non è decisamente valorizzato e pubblicizzato.

Piantagioni di fichi d’india al Gigliotto

Dove dormire:

Secondo me in questa zona si deve prendere il massimo dalla terra, io consiglio di dormire fuori dai centri abitati che non sono molto curati e scegliere di fare un soggiorno rurale.

Agriturismo Gigliotto: una tenuta davvero gigante, parliamo di 200 ettari di terreno, un’azienda agricola in cui tutto è prodotto da loro. Un antico monastero dei benedettini del 1300 che è stato ristrutturato e trasformato in agriturismo. Le stanze intorno al patio con il pozzo sono le camere da letto, nel refettorio c’è la sala da pranzo con una terrazza mozzafiato, altre strutture sono vengono affittate anche interamente come piccole casette. C’è una piscina enorme con vista sulla valle, loro hanno tantissimi terreni coltivati, entrando si attraversano piantagioni di fichi d’india e vigne sterminate. Infatti le cantine Gigliotto producono ben 7 etichette di vini tra rossi bianchi e zibibbo, è ovviamente possibile fare una visita guidata nelle cantine e un’ottima degustazione. Ho avuto la fortuna di fare la visita alle cantine con il loro enologo che mi ha raccontato nel dettaglio come avviene il processo dalla vendemmia alla conservazione delle bottiglie. Entrambe le notti che vi ho alloggiato ho mangiato lì, le porzioni sono davvero abbondanti, è cucina tradizionale siciliana, molto rustica, tutte materie prime 100% locali, dall’olio alle arance. E visto che parliamo di cibo, mi hanno preparato le salsicce dei nebrodi alla griglia, non avevo mai mangiato una cosa così buona, credo di averne mangiate tipo 3 o 4, magrissime, con il finocchietto selvatico, non me le dimenticherò mai.

Riserva del Noce: Se non amate lo stile rustico e preferite una soluzione più piccola e moderna vi raccomando la Riserva del Noce, si trova dall’altro lato della valle verso Caltagirone, la campagna circostante non è bellissima, ma l’hotel si. Se hotel lo vogliamo chiamare, sono solo 5 stanze che danno su una piscina molto bella circondata da uliveti. Un luogo decisamente rilassante, l’arredo è tutto bianco, molto moderno, ricorda un po’ le ville di ibiza, ci sono dei cani tenerissimi e, non poteva mancare, il proprietario è uno chef pazzesco. Quando mi ha detto, “faccio degli antipasti e un primo” pensavo ad un tagliere di affettati e le bruschette, ma quando mi sono seduta a tavola ero estasiata, parmigiana, pera cotta con miele e mandorle, mozzarella con un olio pazzesco, involtini di verdura, avrei continuato per ore. Si mangia al tavolo sociale con gli altri ospiti e c’era un gruppo di tedeschi che ha deciso di rimanere 5 giorni, che era in estasi e il giorno dopo a colazione ha chiesto che gli rivenisse cucinata la pasta con il pesce del giorno prima. Anche la colazione superlativa, ho mangiato un fagottino con la ricotta che non ho mai più trovato.

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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