Sono una ragazza di origini Piemontesi che si è trasferita da anni a Riccione; che in passato ha viaggiato parecchio per lavoro, cambiandone diversi, e che si é messa in discussione diverse volte nella vita, su vari fronti. Fin quando l’anno scorso ho deciso di prendermi un anno tutto per me per fare quello che sognavo da tempo…partire da sola x 2 continenti con uno zaino in spalla e con la voglia di scoprire, apprendere e imparare quello che la vita ha da darmi.

1. Cosa ti ha spinto ad andare in giro per il mondo a fare volontariato?

Erano anni che volevo fare un’esperienza all’estero di volontariato, per riuscire a entrare davvero a contatto con gente, culture, situazioni, differenti dalla nostra… e penso che l’umiltà, il coraggio, un po’ di pazzia e il “cuore” siano stati gli elementi fondamentali che mi hanno spinto a farlo.

2. Come hai trovato i centri dove collaborare, ti sei affidata a qualche organizzazione?

Li ho trovati su internet e poi “da cosa é nata cosa”.
Sono stata solo con 2 associazioni: “Sentieri nel mondo” ad Ocotepec in Chiapas Mexico, grazie a Francesco Costa (dove è stata veramente una grande esperienza), e “Parrocchia di San Benito” a Peten in Guatemala (ottime persone, purtroppo sono stata poco) dove per due mesi ho aiutato a cucinare, fare corsi di cucina, servire i pasti e portare alimenti. È gente che non ha nulla; poi nel resto del mio percorso ho aiutato persone anche semplicemente preparandole un pasto caldo o barattando un posto letto ecc…

3. Che tipo di preparazione ci vuole per fare volontariato consapevolmente?

Preparazione? Non ho fatto alcuna preparazione particolare, se non quella di studiarmi un po’ i posti. 
Ma quando arrivi nulla é come hai immaginato; posso solo dire che servono tanta voglia di fare e spirito di adattamento. Poi l’allegria e la voglia di vivere di quelle persone fanno il resto.

4. Sei stata sia in Asia che in Centro America, in che si è differenziata maggiormente l’esperienza?

Fondamentalmente in Centro America, conoscendolo già un po’ (ero stata a lavorare in Messico anni prima e in vacanza tra Amazzonia e costa del Brasile a fare kitesurf) ed essendo più pratica, con la lingua spagnola, sono riuscita a dedicarmi più al volontariato. Invece in Asia, non essendoci mai stata, l’ho scoperta per la prima volta e mi sono tolta quel tabù che avevo su questa parte del mondo; ho assaporato luoghi e costumi tra Myanmar, Vietnam, Cambogia, Malesia ed Indonesia.

5. Cosa hai imparato da questi 10 mesi?

“A fare e disfare un zaino!” a parte gli scherzi…
Ho imparato tanto, e sicuramente anche cose di cui non me ne sono ancora resa conto. Ho imparato a gestire gli imprevisti, a stare con me stessa (cosa impegnativa), da sola e a volte anche senza distrazioni come tv, internet, amici ecc.; a non essere vincolata dall’orologio (perso il primo giorno che sono arrivata a Città del Messico e ancora non ce l’ho), a confrontarmi con realtà e culture differenti adattandomi a canoni di igiene e pulizia, di buono e sbagliato, differenti da quelli a cui siamo abituati

6. Che progetti hai per il futuro?

Ancora non lo so, essere dovuta tornare prima mi ha un po’ destabilizzata, ma ho un progetto in mente e sicuramente sarete i primi a saperlo …sinceramente penso di ripartire a breve.

7. Cosa consiglieresti a chi vuole fare questa esperienza per la prima volta?

“Non é mai troppo tardi” ti servirà a qualcosa, sia nel bene che nel male sicuramente rimarrai nel cuore di parecchia gente, anche se per poco tempo; e a te rimarranno quelle esperienze impresse per tutta la vita dentro di te.
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