Clamore in Asia di Claudia Moreschi

Clamore in Asia

5 mesi nel Sudestasiatico da sola

di Claudia Moreschi

Clamore in Asia gioca con le iniziali del mio nome e del mio cognome, quel “Clamore” che già da un po’ di tempo è il nickname che mi accompagna in rete. Clamore in Asia è il nome che ho voluto dare al mio viaggio di cinque mesi in Asia e che è diventato anche il titolo del mio primo libro, un eBook che ha visto la luce pochi mesi dopo il mio rientro in Italia, per dare sfogo a un carico immenso di emozioni e di aneddoti. Ma prima faccio un passo indietro.

È un giorno di inizio maggio, nel 2014, e fuori – me lo ricordo benissimo – splende un sole caldo. Quel giorno raccolgo tutto il mio coraggio e la mia determinazione per dire basta: è arrivato il momento di cominciare a volermi bene sul serio dicendo addio un lavoro che non fa più per me da troppo tempo e che mi fa solo stare male. Quel giorno dico basta: dico addio al mio vecchio lavoro a tempo indeterminato e decido di prendermi una pausa.

La mia nuova vita non può non cominciare nel modo a me più congeniale: con un viaggio. Ma non un viaggio qualsiasi: questa volta in mente ho un viaggio lungo, in solitaria, solo accennato e tutto da improvvisare, con una data di partenza stabilita, ma senza una data di ritorno certa. Certa è anche la destinazione: il Sud-est asiatico, una parte di mondo che mi ha già toccato il cuore e che voglio approfondire con calma (che so già mi aiuterà a trovare tante risposte in questa delicata fase della mia vita).

Parto il 12 novembre, con in tasca un biglietto di sola andata per Bangkok, uno zaino pesante, ma non troppo e un bel po’ di ansia, ma soprattutto di energia. Sono carica! Trascorro una settimana a Bangkok, poi mi sposto lentamente verso nord, dove faccio varie tappe fino a raggiungere il Laos, sempre spostandomi via terra e con i mezzi locali. Trascorro un altro mese nella zona settentrionale del Laos, tra trekking tra i villaggi tribali, viaggi in barca, villaggi sperduti e templi, quindi entro in Vietnam, mi fermo ad Hanoi e lentamente percorro il paese fino a sud; sta ormai per scadere il mio visto di un mese quando lascio a malincuore il Delta del Mekong per entrare in Cambogia, che segna per me un ritorno e una grande riconferma (la Cambogia è un posto speciale, la Cambogia non è solo Angkor Wat).

Passa un altro mese. Risalgo il Mekong e torno in Laos – il paese che più mi resterà nel cuore – per dedicarmi questa volta al sud, una parte poco esplorata, ma incredibile, che non finisce mai di sorprendermi. Lascio passare un altro mese e quindi prendo un treno a Vientiane diretto a Bangkok, ritornando là dove tutto è iniziato. Questa volta vado nel sud della Thailandia, esploro la zona di Krabi, le isole di Koh Lanta, Koh Jum e Phi Phi. È aprile quando arrivo a Singapore, mi lascio travolgere e stupire dalle contraddizioni di una città incredibile e da lì rientro in Italia.

Superato a fatica lo shock del rientro (come qualcuno mi ha detto “Là tutto era troppo diverso”), lascio sedimentare le mie emozioni, le mie riflessioni di vita e di viaggio e sento che lo spazio del mio blog non è sufficiente per raccontare tutto quello che ho sperimentato. Così nasce Clamore in Asia, il racconto di quei cinque mesi, scritti sulla scia delle emozioni e della nostalgia, sotto forma di una sorta di diario di viaggio che vuole anche essere un dispensario di informazioni pratiche e suggerimenti utili per tutti coloro (siamo in tanti!) che sentono il richiamo del Sud-est asiatico e si apprestano a scoprirlo.

Ma non solo. Clamore in Asia è la mia testimonianza di come sia elettrizzante cambiare vita e provare a inseguire i propri sogni, le proprie aspirazioni, le proprie passioni. Racconta di come sia possibile ed esaltante viaggiare da soli (anche e soprattutto da sole) e di quante cose questa esperienza insegni. Tutti possono farlo: serve solo un po’ di coraggio, alla fine neanche più di tanto.

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