America Perduta di Bill Bryson, un moderno Sal Paradise

America Perduta

un viaggio attraverso gli Usa

di Bill Bryson

edito da Feltrinelli

“Proprio appena a sud di Grand Juction, Tennessee, passai il confine ed entrai nel Mississippi. Un cartello al lato della strada diceva BENVENUTO NEL MISSISSIPPI. SPARIAMO PER UCCIDERE.”

A chi non è mai capitato di andare a vedere quante pagine ha un libro ancora prima di iniziare a leggerlo? Soprattutto durante gli anni scolastici, quando alcuni testi erano più un supplizio che un piacere, il numero di pagine da leggere era un dato che poteva suonare a condanna a morte. Il libro che vi presento oggi è stato tutt’altro che un supplizio, piuttosto un altro divertente viaggio in compagnia dello scrittore nordamericano Bill Bryson. Forse per abitudine o in omaggio ai tempi delle letture imposte, prima ancora di arrivare alle dediche anch’io ero già scivolato veloce a vedere il numero magico. 300 pagine compongono America perduta. In viaggio attraverso gli USA. Ce la faremo?

america-perdutaDi Bryson avevo già letto In un paese bruciato dal sole (2001), un consigliatissimo libro sull’Australia. Anche questa volta il viaggio intrapreso dallo scrittore è raccontato con un umorismo contagiante, sarcasmo in grandi quantità e piccole dosi d’irriverenza sparse lungo i 22.475 km che costituiscono questo road trip. Dopo quasi vent’anni trascorsi nell’uggiosa Inghilterra, l’autore decide che è giunto il momento di sbaraccare e rientrare in patria. Non ci fosse stato l’oceano di mezzo, sicuramente Bryson avrebbe infilato moglie e figli in una vecchia Chevrolet e li avrebbe condotti trionfalmente fino alla sua amata-odiata Des Moines in Iowa.

Ma parliamo un po’ del viaggio che porta lo scrittore, ormai straniero nel suo stesso paese, ad attraversare in solitaria trentotto stati americani. L’odissea stradale nasce dalla nostalgia delle cose passate, dalla voglia di recuperare momenti lontani che ti prende quando ti rendi conto che il tempo passa inesorabile, che chi amiamo non ci sarà per sempre e, soprattutto, che gli anta ormai sono arrivati. Bryson raramente si sofferma sui dettagli del paesaggio, il color vermiglio di un tramonto o le dolci colline della California. C’è poca poesia nei suoi libri ma non per questo la lettura è meno amena. Quello che davvero gli interessa è riscoprire quei posti lontani – più nel tempo che non nello spazio – mete delle estenuanti vacanze in famiglia dell’infanzia. Luoghi che a malapena figurano sulle cartine geografiche come Pella, Iowa o Traverse City, Michigan. Sempre in compagnia dei ricordi del padre, prova a rivivere da adulto quelle sensazioni provate scoprendo con gli occhi di un bambino posti nuovi e allora affascinanti. Non si tratta comunque solo di un ritorno al passato. Come lasciarsi scappare l’occasione di conoscere città nuove che non sempre rispetteranno le attese. Così, può capitare che un giorno nella strepitosa New York deluda più di una visita a Oxford, Mississippi; che un museo di Washington sia intrigante come la soffitta di casa, dove si trovano oggetti di tutti i tipi buttati lì alla bel e meglio. Come un moderno Sal Paradise, le mani sul volante e lo sguardo fisso all’orizzonte, Bryson ci scorrazza per gli States e ci racconta una sfilza di storie personali esilaranti che fanno volare via come niente tutte e 300 le pagine del libro.

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America perduta. In viaggio attraverso gli USA è stata una scoperta del tutto casuale. Stavo cercando un altro libro quando mi è caduto l’occhio su questo titolo. Quasi come un segno del destino, della serie “il libro giusto, nel posto giusto, nel momento giusto”, siccome passerò negli Stati Uniti i prossimi tre mesi. Come l’autore spero di riuscire a  vivere sulla mia pelle il più puro Amercan way of life. I chilometri percorsi da Bryson nel Dixie, il profondo sud, mi serviranno per scegliere qualche destinazione particolare durante le scappate del fine settimana. Le sue impressioni sulla gente e sui luoghi sono per il momento le mie linee guide. Tutto quello che so sul leggendario sud statunitense.

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