Mi chiamo Stefano e sono un ragazzo di ventinove anni della provincia di Lecco. Viaggiare é sempre stata la mia passione e partire solo non ha mai rappresentato un problema, sia che si trattasse della classica vacanza in college a Londra a 14 anni (con una guida adulta ovviamente) o di un intercambio scolastico a 16 in Australia. Terminata l’Universitá a Milano sono partito per Sidney con un visto vacanza-lavoro di un anno. Una volta a casa ho riutilizzato la stessa formula per trasferirmi in Canada. Scaduto il visto a Vancouver ho preso un volo per Santiago per rivedere dei vecchi amici e finito di stabilirmi nella capitale cilena.
A due anni dal mio arrivo in sudamerica ho deciso di rimettermi in viaggio e di tornare a Vancouver, questa volta per terra, lungo la Pan-American Highway, il sistema di strade piú lungo del mondo. Racconto le mie storie su www.panamericano.it e sulla pagina Facebook/panamericano.it

Stefano di Panamericano.it

1. Come mai hai deciso di percorrere tutta la Panamericana?

La Panamericana é un sogno per tanti viaggiatori. Il suo stesso percorso non é formalmente stabilito, cosí come il punto di inizio e di arrivo e tutto ció contribuisce ad alimentare il suo mito. Una teoria sostiene che il chilometro zero si trovi in un incrocio nel centro di Santiago, a poca distanza dal mio appartamento. Lungo il tragitto oltre ad ecosistemi diversissimi e luoghi strordinari si trovano alcuni dei surf-spot migliori del mondo. Per queste ragioni sono sicuro che questo viaggio rappresenta il miglior investimento per i miei risparmi.

2. Hai un libro o un personaggio che ti ha ispirato?

Il libro che mi ha cambiato la vita é stato On the road di Kerouac. Mio padre me l’ha regalato alla vigilia della mia prima puntata in California a 21 anni. Non immaginava la trasformazione che avrebbe provocato nel mio modo di pensare e di vivere, altrimenti avrebbe optato per un profumo o una cravatta. Da allora non ho smesso di consigliare la lettura a tutti i miei amici e da poco é uscito anche il film per gli appassionati delle arti visuali e per i pigri.

3. Che vita avevi in Italia prima di partire?

Vivendo in Brianza e lavorando nell’industria digitale il mio destino scritto é quello del pendolare ed il tragitto quotidiano in treno a Milano é stressante di per sé. L’incombente crisi economica, i salari bassi, l’assenza di meritocrazia e le scarse possibilitá di crescita lavorativa mi hanno convinto ad andarmene nel 2008

Surf in Sudamerica

4. Quanto tempo ti sei dato per questa avventura e che itinerario hai in mente nello specifico?

Il percorso della Panamericana rimane la mia linea guida, ma mi piace deviare il mio cammino e creare la ‘mia’ strada. Conto di raggiungere il Canada in sei mesi, fermandomi per tempi piú lunghi nei luoghi che stimolino di piú la mia immaginazione e la mia voglia di surf. Il mio sogno é fare volontariato in una scuola per bambini problematici e passare le ore libere in acqua. Ho esperienza come professore di inglese, una buona conoscenza della geografia e grande passione per gli sport: saprei come rendermi utile.

5. Dove dormi in viaggio? Ostelli, tenda o couchsurfing?

In viaggio scelgo sempre gli ostelli per la facilitá nel stringere nuove amicizie ed i prezzi bassi. Gli ostelli si trovano sempre nelle zone della movida ed offrono inclusi servizi fondamentali come il wi-fi e molto spesso la colazione. Quando invece raggiungo una cittá in cui ho degli amici sono un couch surfer molto rispettoso e gioviale. Busso alla porta con il whisky preferito degli uomini ed il cioccolato d’elezione delle ragazze. Mi piace cucinare pur non essendo un gran cuoco ed altrimenti mi occupo dei piatti sporchi.

6. Cosa ti piace di più del viaggiare da solo?

Amo viaggiare solo ma non la solitudine. Arrivare da solo in una nuova cittá ti costringe a sorridere ed aprirti agli altri. Ho passato momenti divertentissimi con gente di passaggio e conosciuto persone fantastiche che non avrei mai incrociato fossi rimasto a Lecco per tutta la vita.

7. Quale è la cosa che ti ha sorpreso di più di te stesso?

Pur vivendo una vita felicissima e piena di amore ed amici trovo la voglia di partire e rimettermi in discussione. Il giorno in cui non avrò voglia di visitare posti sconosciuti e vedere facce nuove inizieró a preoccuparmi.

8. Un consiglio che daresti a chi non ha mai viaggiato da solo?

Il mio consiglio é scegliere un buon ostello e partire. La veritá é che non vi troverete mai soli: molte persone viaggiano in solitario per motivi diversi e generalmente hanno storie interessanti da raccontare davanti a una birra. Le barriere linguistiche non sono ragioni sufficienti per non avventurarsi ed ancora meno la distanza da casa. Famigliari ed amici non smetteranno di volervi bene perché siete lontani.

9. Un errore che non rifaresti?

Potessi tornare indietro ai miei anni universitari parteciperei al programma Erasmus. Imparare una lingua straniera, capire come vivere indipendentemente, crearsi un network professionale internazionale sono solo i principali vantaggi dell’ esperienza e non dipendono per nulla dalla destinazione scelta. Senza entrare nei dettagli delle feste nei dormitori.

10. L’insegnamento più importante ad oggi?

I miei genitori mi hanno insegnato la tolleranza ed il rispetto incondizionato per le persone. In viaggio capita di incrociare gente non piacevole, siano esse un venditore locale che cerca di fregarti o un backpacker ubriaco che vuole muovere le mani. Io sorrido e seguo per la mia strada. Questo li colpisce piú forte di un pugno sul naso.
Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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