Viaggio a ogni costo: autostop dall’Italia al Medio Oriente di Diana Barbieri

“Avevo provato ad ascoltare le voci che mi dicevano di adattarmi e vivere una vita normale per sette, lunghi anni. Avevo cambiato ragazzi, amici, case, ditte, ruoli aziendali.

Era il momento di dire BASTA.

E di provare ad ascoltare l’altra voce, quella folle e impopolare che mi diceva che era tutto sbagliato, che il mio posto non era lì, che quella non ero ciò che potevo e volevo essere”.

Diana Barbieri, conosciuta sui Social come “Close to Eternity”  rievoca con noi i ricordi del momento della sua rinascita, il suo esordio come viaggiatrice a tempo pieno nel suo libro “Viaggio a ogni costo: autostop dall’Italia al Medio Oriente

 Ci avvisa che la conquista della libertà è un percorso sudato, lungo e tortuoso.

Ma come nasce una viaggiatrice intraprendente? Qual è la scintilla che fa scattare tutto?

Molto spesso, come nel caso di Diana, tutto nasce dalla forza della disperazione, da un’incapacità di adattarsi irragionevolmente al mondo che ci hanno costruito intorno e che sentiamo non rappresentarci.

Da lì, la decisione folle di mollare tutto e partire verso l’ignoto, per vivere viaggiando a tempo pieno.

Curiosità, entusiasmo, uno zaino troppo pesante e tanta inesperienza. Ma anche tanta voglia di scoprire il mondo e conoscere nuove culture, assaggiando il gusto dolce dell’ospitalità e della gentilezza degli sconosciuti che incontra lungo la strada e che sembrano non chiedere nulla in cambio, se non un sorriso e la possibilità di compiere la propria piccola buona azione quotidiana.

“Perché in autostop?” “Come nasce l’idea di fare un viaggio così avventuroso, in autostop dall’Italia al Medio Oriente?”

Per Diana, il primo istinto era stato cercare un modo per spendere poco e viaggiare nel lungo periodo. Con il tempo però, Diana rimane affascinata dalle implicazioni di questo stile di viaggio semi-sconosciuto. È un pretesto per ottenere l’interazione più estrema che si possa avere con le persone del luogo e capire al meglio la loro cultura: il modo perfetto per trovare persone con cui interagire totalmente random, come se si fosse chiusi in una stanza a parlare con una persona estratta a sorte. “Più ci si pone in una condizione di bisogno del prossimo, maggiore è il numero di interazioni con gli autoctoni che si possono compiere”.

Diana utilizza anche Couchsurfing per risparmiare e interagire, ma l’esperienza è diversa: “Chi utilizza Couchsurfing è già predisposto a conoscere stranieri e ha spesso una mentalità aperta non rappresentativa della realtà del luogo. L’ospitante medio ha un grado di benessere più elevato della media, perché possiede lo spazio per ospitare e ha avuto la possibilità di imparare almeno le basi di una lingua straniera. L’autostop è spesso diffuso in Paesi poveri invece, proprio perché vige la regola della massima solidarietà. Senza una rete di aiuto, nessuno va da nessuna parte”.

«Il tuo aver avuto bisogno di aiuto ha dato un senso alla giornata di chi ti ha aiutato. Quindi sono io a ringraziarti».

Parole incredibili, potenti, che Diana si sente rivolgere più volte, da persone che non rivedrà mai più.

Parole che colmano il cuore di emozioni e compensano al fango sulle mani per piantare la tenda nei boschi e per le lunghe ore di attesa di un passaggio sotto la pioggia torrenziale.

Ma anche per il rapporto tossico nato con un compagno di viaggio, figlio della società machista e dallo stampo patriarcale che ancora è dura a morire e che si insinua prepotente nei viaggi avventurosi di ragazze troppo caparbie e libere per essere socialmente accettabili.

“Viaggio a ogni costo” parla proprio di questo: è una storia di caparbietà, di resilienza, di grandi difficoltà ma anche di grande coraggio ed evoluzione interiore.

Dopo sette anni, Diana continua a seguire il suo sogno e la potete seguire sui suoi Social:

 https://linktr.ee/closetoeternity

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