Nicola: viaggio in Cargobike con il suo cane Erin direzione Nord

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Mi chiamo Nicola e da sempre amo lo sport e la natura, due cose che ho unito scegliendo ormai da tanti anni di dedicarmi alla vita outdoor (sono guida ambientale escursionistica, guida cicloturistica, istruttore/soccorritore parchi avventura)

1. Qualche mese fa hai deciso di partire in Cargobike con il tuo cane e arrivare fino a Capo Nord. Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?

Capo Nord è da sempre una di quelle mete che ho sognato di raggiungere. La decisione l’ho presa durante il lockdown perché avevo bisogno di darmi un obiettivo e viaggiare almeno con la fantasia. Così quest’anno ho messo in pratica questo sogno e sono partito

2. Come hai deciso di intraprendere questo viaggio e come ti sei preparato?

La progettazione è durata due anni. Oltre alla preparazione fisica ovviamente, c’è stato tutto lo studio sull’itinerario, l’equipaggiamento, l’abbigliamento, l’alimentazione e non ultimo tutto ciò che riguardava Erin (vaccinazioni, documenti, leggi, ecc)

3. Quali sono state le tappe più significative del tuo viaggio e quali sono state le difficoltà che hai incontrato?

Ogni giorno è stato significativo ed indimenticabile.

Ma alcuni lo sono stati ancora di più: sicuramente quando ho superato gli Appennini (una delle giornate più dure), la prima notte in tenda con Erin, il primo confine (l’Austria), tutte le tappe in cui abbiamo raggiunto le varie capitali europee e anche altre città famose, i giorni trascorsi nelle foreste della Repubblica Ceca e tante altre.

4. Come ti sei organizzato per poter portare con te il tuo cane e come ha reagito lui all’esperienza?

Erin da 10 anni mi segue in quasi tutte le mie avventure. Abbiamo esplorato, zaino in spalla, mezza Italia, scalato decine e decine di vette sugli Appennini e fatto tanti cammini e trekking. Ma non aveva mai viaggiato con me in bicicletta.

Ho cercato di abituarla gradualmente a stare sulla Cargobike. Innanzitutto in un ambiente sicuro e privo di rumori. Le ho fatto prendere confidenza con il trasportino in cui avrebbe viaggiato usando la sua pallina preferita. Il passo successivo è stato farla entrare e poi abbiamo iniziato a muoverci lentamente spingendo a mano la bicicletta finché non siamo usciti in strada. Da qui in poi abbiamo testato tutte le varie situazioni: traffico, rumori, strade sconnesse, sentieri, vento, pioggia ecc.

5. Qual è stato il momento più emozionante del tuo viaggio e perché?

È stato quando ho dovuto prendere la difficile decisione di fermarmi. Al di là della rinuncia, che non è stata semplice da digerire, ho rivissuto tutte le emozioni della condivisione di questa avventura pazzesca con Erin. E pensare che sarebbero finite da lì a pochi giorni è stato emozionante e triste allo stesso tempo.

6. Ci hai detto che, alla fine, l’ultima tappa è stata Stoccolma. Comunque un itinerario notevole. Puoi dirci di più?

Ho dovuto fermarmi per problemi fisici: un paio di contratture e problemi ai legamenti di ginocchio e caviglia (ho avuto un incidente in moto l’estate scorsa).

Rinunciare alla meta finale è stata dura e sarà una cosa che non riuscirò mai realmente a digerire perché il mio sogno era arrivarci con Erin. Ma ciò non toglie nulla all’esperienza vissuta che è stata davvero unica e indimenticabile. Il viaggio più bello della mia vita e tutto perché Erin era con me.

La condivisione di un’avventura così grande con una creatura speciale come lo sono i nostri cani, è l’apice della felicità.

7. Quali sono stati i momenti più sfidanti del tuo viaggio e come li hai superati?

Quasi ogni giorno ci sono stati problemi, imprevisti, ostacoli, difficoltà di vario tipo ecc.

Sicuramente la consapevolezza di me stesso e l’esperienza mi hanno aiutato non poco, ma soprattutto è stata la presenza di Erin; era lei la mia vera forza, mi era semplicemente impossibile arrendermi davanti a un ostacolo perché il forte senso di responsabilità nei suoi confronti mi ha sempre dato la forza di arrivare a fine tappa.

8. Cosa hai imparato da questa esperienza e cosa porterai con te per il futuro?

Ho sempre viaggiato lentamente, che fosse a piedi o in bicicletta. Viaggiare aiuta ad aprire la mente, ad andare incontro alle persone ed essere predisposti al dialogo, a superare pregiudizi e luoghi comuni, a imparare usanze e abitudini di popoli stranieri, a guardarsi dentro e migliorare.

9. Hai qualche consiglio o suggerimento per chi vuole intraprendere un viaggio simile al tuo?

Non rinunciate mai ai vostri sogni e non lasciateli in un cassetto a prendere polvere.

C’è sempre un’alternativa e una soluzione a tutto. I limiti siamo noi a crearli. E mettendovi alla prova troverete in voi stessi delle capacità che neanche pensavate di avere. Quindi spostate sempre un po’ più in là quei limiti, buttatevi in un progetto e prendetevi del tempo per i vostri sogni.

10. Quali sono i tuoi progetti futuri e quali sono le tue aspettative per il futuro?

Voglio continuare a sognare a occhi aperti, a buttarmi nei miei progetti un po’ folli e ad esplorare questa terra meravigliosa. E finché Erin sarà al mio fianco cercherò sempre di farlo con lei. Infatti sto già lavorando alla nostra prossima avventura.

 

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Autore

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 75 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi edito Feltrinelli.