Lui è un grande motociclista e viaggiatore, ha unito da sempre le sue passioni, è un vigile del fuoco e quindi l’auto verso il prossimo scorre nelle vene. Tra le imprese della sua vita c’è stata quella di percorrere Perugia Pechino in motrino per portare un messaggio di pace come ambasciatore UNICEF, ne è nato un libro, che trovate in queste librerie specializzate
Per sapere di più sugli altri viaggi di Alessandro Bacci vi consiglio il suo sito www.alessandrobacci.it
perugia pechino in motorino

1. Alessandro, tu sei ambasciatore UNICEF per i vigili del Fuoco, cosa significa come impegno?

Oltre ad un impegno che mi porta molto in giro, per me è anche una responsabilità che svolgo con impegno e con piacere.
La mia “missione” consiste nel recarmi in quei luoghi dove ci sono dei progetti in corso e controllare l’andamento dei lavori, che di solito finanziamo con una raccolta di fondi.
In questo modo si evitano i sprechi e si cerca di rimediare alle esigenze in tempo reale.
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2. Come è nata l’idea di Perugia Pechino in Motorino?

Perché mettersi in testa di arrivare in Cina in sella ad un cinquantino?
Era il 2004 e, appena tornato da Caponord, volevo fare un altro giretto in motorino, in quei giorni si parlava tanto della Cina, sia come potenza economica, sia come sede delle prossime olimpiadi, in un attimo le idee divennero appunti su di un fogliaccio. Cartina alla mano si può fare. In molti presero la cosa come una sfida, io come un’altra avventura da vivere nel migliore dei modi.
Perché mettersi in testa di arrivare in Cina in sella ad un cinquantino? Questa domanda diretta da parte di un giornalista mi ha fatto riflettere come non avevo fatto finora, preso dalle mille cose da fare per organizzare un viaggio del genere.  La risposta è semplice e naturale, a me piace viaggiare, e non occorre per forza una grande moto o attrezzature ed equipaggiamento di prim’ordine, ci vuole voglia di fare nuove esperienze, passione e determinazione.
       

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3. Quale è stata la vostra missione?

L’obbiettivo di quel viaggio-missione era riportare l’attenzione del mondo sulla legge cinese che permetteva di avere solamente un figlio, e tutti lo volevano maschio, cosi accadeva che le femmine venivano abbandonate o addirittura nelle campagne uccise. Non ci si credeva ma era così, l’ignoranza e la credenza della popolazione delle zone rurali permetteva che l’uccisione di una neonata fosse quasi una cosa normale, fortunatamnte oggi la legge è cambiata e le coppie possono avere due bambini, e mi auguro sempre che uno di questi sia maschio.
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4. Quale è stato il momento più toccante?

L’incontro con i colleghi cinesi, siamo stati i primi stranieri autorizzati ad entrare dentro una loro caserma (vigili del fuoco), ed nei loro occhi si vedeva l’orgoglio, la voglia di comunicare con un mondo, che nonostante la censura, avanzava anche nella Cina.
Mi rimarrà per sempre lo sguardo imbarazzato dei colleghi, che non hanno potuto ricambiare un semplice gesto come quello dello scambio delle mostrine d’ordinanza, l’ho fatto in quasi tutto il mondo, ma qui il governo non vuole, ma per me conta più il sorriso ed una stretta di mano, quella il governo non è riuscita a proibirla.

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5. Cosa ti hanno dato i bambini che hai incontrato in questo viaggio?

I bambini danno sempre tanto, nella loro innocenza molto più di un adulto, e come in tutti i viaggi gli ho dedicato quelle attenzioni, che forse dalle nostre parti sono scontate, ma a certe latitudini non sono così diffuse.
Ho fatto quello che dovrebbero fare, giocare, giocare con loro a nascondino, a mosca cieca, giochi internazionali sempre di moda, ma dimenticati dai nostri figli sempre più tecnologici.
Il gioco non sempre è permesso, qui bisogna dare una mano alla famiglia, lavorando, accudendo gli altri bambini e così via, l’infanzia scorre in maniera dura, anticipandogli quello che gli toccherà da adulto.
La difficoltà linguistica è stata superata da semplici gesti, da un abbraccio ed un occhiata, di quelle che ti arrivano al cuore.
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6. Di cosa parla il libro?

Perugia Pechino in motorino racconta le fasi di questa avventura, dalla progettazione e preparazione, alla raccolta fondi, naturalmente tutto il viaggio, e come tutte le avventure non mancano i colpi di scena.
Un avventura attraverso l’Europa dell’est, Russia e Mongolia, e poi giù attraverso il Deserto del Gobi fino in Cina.
Una storia fatta di amicizia e passione per i viaggi, un viaggio con un mezzo inadatto, ma con piloti determinati.
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Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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