Il Viaggio dei Viaggi di Gianluca Barbera

“Il viaggio dei viaggi”

Si può esplorare il mondo in 500 passi?

di Gianluca Barbera

 

Dal giorno della sua uscita in libreria (il 14 maggio), sono stati in molti a chiedermi come è nato il mio nuovo romanzo, “Il viaggio dei viaggi”, quale è stata la sua genesi, l’idea scatenante. Fin qui ho sempre risposto in modo laconico. Certi segreti devono restare tali. Ma ora ho cambiato idea. Sarà l’estate, sarà che nel frattempo molte cose sono accadute. Ecco dunque come è andata.

Una sera, stavo leggendo le memorie di Darwin comodamente sdraiato sul divano quando mi ritrovai all’improvviso con la mente su una nave rompighiaccio che si apriva faticosamente la via attraverso un’immensa distesa bianca, tra iceberg alti decine di metri che venivano verso di noi cupi e silenziosi. Mi sembrò un’immagine potente, e subito afferrai lo smartphone e buttai giù un inizio di romanzo, che poi si trasformò in questo passaggio ispirato da Darwin: “Una settimana dopo aver lasciato lo Stretto di Magellano ci infilammo in un braccio di mare che si insinuava tra possenti montagne dalle cui pareti si staccavano enormi blocchi di ghiaccio che scivolavano in acqua prendendo il largo, alla deriva. Iceberg alti e spettrali come la cattedrale di Westminster o il Duomo di Milano. Tonnellate e tonnellate d’acqua. Forse addirittura un terzo dell’acqua dolce di tutto il pianeta. Per valli e canaloni, lungo i versanti più scoscesi, vedevo fiumi di ghiaccio scendere verso il mare con un rumore assordante. Enormi blocchi precipitavano dai dirupi producendo un rimbombo così cupo da gelare il sangue: parevano cannonate sparate da una nave da guerra o dagli spalti di un fortino. Senza contare che, crollando in acqua, sollevavano giganteschi cavalloni che si abbattevano sulle coste spazzando via ogni cosa”. Ecco come tutto è cominciato. Spesso è da una semplice immagine che parto. Andai avanti con la storia di Darwin intorno al mondo (che in seguito nel romanzo è diventata il secondo capitolo). E da lì ecco nascere a poco a poco l’idea di scrivere un romanzo sui più grandi viaggiatori ed esploratori di tutti i tempi, collocandola però ai giorni nostri. Come fare? L’impresa si prospettava tutt’altro che semplice. Cominciai con lo scegliere i personaggi affidandomi alle mie personali inclinazioni, badando però a fare in modo di raccontare, attraverso quei personaggi, l’arte di viaggiare in tutte le sue forme: con il corpo, con la mente, avanti e indietro nel tempo, per mare, cielo e terra, nel cosmo, negli abissi marini, nelle profondità della terra, nel cyberspazio, e perfino nell’aldilà.

Mi ripromisi, in ogni caso, di tenere ben visibile davanti agli occhi, come stella polare, la lezione imparata da Robert Louis Stevenson (l’autore de “L’isola del tesoro”, il romanzo perfetto). A rendere indimenticabile un romanzo, egli sosteneva, a farne un classico, è la sua capacità di suscitare incanto, di rappresentare scene memorabili, che facciano sognare a occhi aperti e rimangano impresse nella mente del lettore; scene e situazioni capaci di ricondurci all’infanzia, a ciò che amavamo quando eravamo ragazzini, alle «pulite avventure all’aria aperta (…) Robinson Crusoe che indietreggia dinanzi alle orme dei piedi, Achille che grida contro i Troiani, Ulisse che piega il grande arco. Questi sono momenti tutti culminanti nella leggenda e ognuno di essi ci s’imprime nell’occhio della mente per sempre».

Il passo successivo fu trovare un filo rosso che collegasse tutte le storie e i personaggi e li collocasse nella contemporaneità. Fu a quel punto che mi venne l’idea della scolaresca che, in visita al museo dei viaggi e delle scoperte, stregata dal fascino degli strabilianti oggetti esposti, e grazie a un libro dagli insoliti poteri, precipita in una grande avventura attraverso i secoli e lo spazio, come a bordo di una macchina del tempo, imbattendosi in Darwin, Livingstone, Cook, Belzoni, Magellano, Selkirk, Marco Polo, Walpole e Gray, Nobile e Amundsen, Armstrong e Aldrin, e tanti altri personaggi che hanno fatto la storia dei viaggi di esplorazione e di scoperta.

Il libro avrebbe dovuto uscire il 2 aprile, ma il lockdown lo bloccò ai nastri di partenza fino al 14 maggio. Ora finalmente è in libreria. Buona lettura a tutti.

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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