FRIDA KAHLO in mostra: una storpia con le palle.

Frida era una ribelle, un maschiaccio, una con il fuoco dentro. Frida non ha mai chiesto niente a nessuno, se l’è preso e basta. Come in quel primo incontro all’anfiteatro Bolivar con Diego Rivera, il genio e padre dei murales, il gigante buono, di cui tutti hanno timore e soggezione, e che lei invece chiama beffardamente “elefante”. E lui la sposa. Lui che ha avuto mille e più donne, ha colto in lei il fuoco, l’ardore, la passione, che però non sfocia mai in sentimentalismo.

Un matrimonio che sarà osteggiato dai più, soprattutto da quelli che non capiscono l’unione tra l’elefante e la colomba. Frida rifiuta ovviamente l’abito classico e si veste da India, con la gonna a pois con grandi volant e il rebozo.

Frida Kalo e Diego Rivera

[box style=’info’] In questi giorni trovate i quadri di Frida in mostra all’Orangerie a Parigi a vedere la mostra “ Frida Kahlo e Diego Rivera, l’arte in fusione” fino al 13 gennaio 2014, oppure potete godere dell’arte di Frida a Roma, presso le Scuderie del Quirinale, che ospiteranno la mostra a cura di Helga Prignitz-Poda, dal 20 marzo al 13 luglio 2014.[/box]

Manuelita alla mostra di Frida a Parigi
Manuelita alla mostra di Frida a Parigi

Frida non rispetta nessuna imposizione sociale, va contro tutto, soprattutto contro le convenzioni borghesi, misogine e patriarcali, si veste da maschiaccio, ha amanti di entrambi i sessi, solo davanti a Diego si arrende, perché non può combattere contro quella che Goethe chiama la “divina spietatezza della chimica”. Perché da lui non si può separare, perché senza di lui nulla ha senso. L’amore cambia le persone. Frida cambia nei confronti di Diego, è un’altra quando sta con lui. Più lui la tradisce, più lei lo ama. Un amore assoluto e puro che la assorbe completamente, scioglie il vulcano Frida per trasformarla nella moglie Frida, innamorata del suo elefante, incollata a lui sempre, soprattutto nelle prime file delle manifestazioni rivoluzionarie. Come lei stessa scrive: “Vivere senza Diego non potrei. Per me è mio figlio, è mia madre, mio padre, mio marito,è il mio tutto”.

Il letto Volante -Frida Kahlo

E, forse proprio il suo lato ribelle, la sua repulsione verso tutto ciò che “è così perché così deve essere”, sopita nel suo amore per Diego, esplode nella sua arte, sui suoi quadri, nei suoi pennelli. Frida sputa sulla tela la sua anima. Frida spalma sul foglio le sue viscere, intrise di sangue, dolore e morte. Bellissima la definizione di Trockij:l’arte di Frida è come un nastro attorno a una bomba”.

Frida Kalho la colonna spezzataFrida la ribelle. Frida la pasionaria. Frida la pazza. Frida quella con le sopracciglia unite. Frida la moglie di Diego Rivera. Frida quella piena di corna. Frida la lesbica. Frida con la colonna vertebrale spezzata. Frida quella poverina alla quale è uscito il corrimano dell’autobus dalla vagina. Frida che da quell’inferno si è rialzata e lo ha dipinto con le farfalle. Frida quel dolore incommensurabile lo ha trasformato in un pennello per dipingere. Frida e il suo amore incrollabile per Diego. Frida e i suoi quadri pieni di morte. Frida e tutti i suoi tormenti. Frida e le sue trecce unite sulla testa. Frida che, alla sua prima mostra in Messico ci è andata con tutto il letto, malata e morente, ma mai vinta. Frida e il suo doppio, l’altra Frida, quella che trovava sempre la forza per affrontare tutto, mentre lei, la prima Frida, non ce la fa più.

[box style=’success’] Frida talmente forte da amare il gigante buono fino alla fine, fino a per sempre. Anche se non era stato leale, come le aveva promesso. Frida e il suo Diego, che la tradisce, ma non esiste al di fuori di lei. E infatti dice della sua piccola grande moglie:

“E’ stata l’unica donna nella storia dell’arte ad aver strappato il suo petto con assoluta schiettezza e brutalità per rivelare la verità biologica dei sentimenti che riguardano le donne”.[/box]

Se vi affascina questa “storpia con le palle” quanto affascina me vi consiglio di leggere:

  • Vita di Frida Kahlo” di Hayden Herrera;
  • Diego e Frida. Un amore assoluto e impossibile sullo sfondo del Messico rivoluzionario” di Le Clézio Jean-Marie;
  • Querido doctorcito” Lettere a Leo Eloesser di Frida Kahlo, che contiene il prezioso carteggio tra Frida e il suo medico, anche dell’anima, durato circa 20 anni.

Autoritratto con il vestito di seta

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