Cosa fare sul Monte Amiata: Borghi- Trekking ed Eremi

La Toscana è decisamente una delle regioni più amate dagli stranieri e dagli italiani, anche se spesso tendiamo a ritornare nei posti più conosciuti senza esplorarne di nuovi. I Monte Amiata ne è un valido esempio, è molto amato dai toscani, poco conosciuto dagli altri. La zona del Monte Amiata è davvero ampia e abbraccia diverse località, ovviamente mi limiterò a raccontare solo quelle che conosco, con la speranza di tornare quanto prima a scoprirne di nuove.

Trekking nel Parco Faunistico del Monte Amiata e Riserva Natuale del Monte Labbro

Questi due parchi sono strettamente connessi e anche molto vicini si possono organizzare escursioni in entrambi partendo dallo stesso punto. Ci sono molti percorsi in natura, non troppo complicati e se chiedete informazioni anche all’ente stesso vi potrà mettere a disposizione delle guide ambientali per spiegarvi la fauna e la flora del territorio.

Eremo di David Lazzaretti:

uno dei trekking più belli è quello di circa 3h che attraversa tutto il Monte Labbro fino ad arrivare all’eremo, vi ricordo che si può anche scegliere di fare una parte in macchina e solo l’ultima parte a piedi nel caso in cui non aveste abbastanza tempo. Durante il percorso incontrerete facilmente l’asinello amiatano, una razza autoctona davvero simpatica. Il cammino non è difficile, il terreno è brullo, mi raccomando le scarpe da trekking alte alla caviglia, L’eremo è davvero suggestivo, c’è una piccola torretta e la grotta dove è stato sepolto Lazzaretti. [più in basso vi parlerò di questo personaggio meraviglioso.

Dal Rifugio Cantore alla Vetta del Monte Amiata:

Partendo dal rifugio Cantore è possibile camminare, non in inverno, fino alla vetta del monte Amiata, è un trekking di difficoltà media, sono circa 5km e ci si impega 3h complessive, è un percorso ad anello, sulla vetta c’è il Rifugio Pianello con punti di ristoro. Durante l’inverno la stessa camminata si fa con le ciaspole, ma il tempo necessario aumenta, vi consiglio di fare l’escursione invernale sempre con una guida che conosce la strada.

Prato delle Macinaie:

Questo percorso tecnicamente è la prima parte per raggiungere la vetta, ma si può fare anche indipendentemente; è una passeggiata piuttosto facile attraverso una macchia di faggi. Sono 5km e generalmente si completa in un’ora e mezza.

Chi era Davide Lazzaretti:

La prima volta che sono andata sul Monte Amiata mi sono innamorata di questo personaggio e mi sono chiesta come mai non venisse studiato a scuola e non fosse di importanza nazionale, poi studiano la sua storia, ho capito perché, ma meglio fermare le mie osservazioni politiche. Nacque ad Arcidosso nella prima metà del 1800, da una famiglia molto povera, conduceva una vita umile che alternava con periodi “dissoluti” che scritto nel 1800 vorrei capire che significa, diciamo che raccontava di avere spesso delle visioni. Si arruola in guerra per l’unità d’Italia e al suo ritorno dice di aver avuto una visione molto potete e che deve urgentemente parlare con il Papa sulla sua visione di una nuova Chiesa, il Papa all’epoca era Pio IX, ma non riuscì ad incontrarlo. Così torna sull’Amiata e si rifugia nell’eremo di Sant’Angelo presso Montorio Romano, inizia a predicare valori di comunione e umiltà. Intorno a lui si crea un movimento consistente, fondano 3 chiese che hanno un potere assenzialista per i bisognosi e spingono i membri a mettere in comunione i loro averi per aiutare chi ha meno. Viaggiò molto per portare il suo messaggio, fece lunghi periodi di isolamento in varie zone della Toscana, fino a proclamarsi “Re dei Re”, unto dal Signore. La sua comunità, chiamata Giurisdavidica, ossia del diritto di Davide, sembrò assumere i caratteri di un socialismo mistico e utopistico: egli prese le difese della Comune di Parigi e raccolse consensi anche da figure che, nella Chiesa, avevano posizioni sociali favorevoli ai ceti più deboli e diseredati, come San Giovanni Bosco, che lo ospitò e lo sostenne. Ovviamente questo movimento che prese sempre più consenso fu bandito dallo stato italiano e dalla Chiesa che infatti lo scomunicò e condannò come eretico. Continuò a predicare l’avvento di una nuova Chiesa e un giorno intraprese una marcia sul Monte Labbro che arrivò fino al paese di Arcidosso, marcia che fu prontamente sedata dai carabinieri che gli spararono al petto uccidendolo.

Cosa vedere ad Arcidosso:

Arcidosso è forse il paesino simbolo del Monte Amiata, è di stampo medioevale, tutto in pietra, davvero molto carino, ci sono tantissimi eventi durante l’anno, uno dei più famosi è la sagra del marrone in autunno.

Castello di Arcidosso: è il vero tesoro del paesino, una rocca aldobrandesca  che durante il Medioevo è passata sotto diverse giurisdizioni, è possibile visitare le stanze e anche il Museo Davide Lazzaretti che si trova al suo interno, museo davvero molto bello che ti permette di avvicinarti di più alla figura di questo personaggio così controverso e con ancora molti documenti e ogetti della sua vita.

Merigar Centro Buddista Tibetano: sembra strano ma tra i monti dell’Amiata c’è la più grande comunità europea Dzogchen , un tipo di buddismo tibetano, portato in questo luogo davvero molto energetico da Chögyal Namkhai Norbu, purtroppo scomparso da qualche anno. In questo centro è possibile assistere a diversi eventi, c’è un calendario davvero molto fitto tutto l’anno e si può anche andare solo a visitarlo e chiedere di fare un tour illustrativo, in cui vi spiegheranno la filosofia e il simbolismo di questo luogo. Io consiglio sempre prima di avvisare che si sta arrivando, ma ad ogni modo le persone che vi lavorano sono molto disponibili. C’è anche un bellissimo negozio dove è possibile trovare testi davvero interessanti.

MACO: Museo di Arte e Cultura Orientale

Il museo si trova proprio davanti alla porta del Castello, è gestito dagli stessi volontari che si trovano a Merigar ed è una porta verso la filosofia tibetana, ci sono moltissime opere d’arte interessanti ed è possibile fare una simulazione in 3D sia di Merigar che di altri luoghi.

Dove mangiare ad Arcidosso: come sempre vi consiglio dove ho mangiato io (ci sono stata 3 volte) il Ristorante il Castello è davvero eccezionale, è tutto cucinato in casa, sono piatti toscani della tradizione delicati e ottimi.

Dove dormire ad Arcidosso:

I Rondinelli: non posso non suggerirvi questo posto dove ho organizzato ben 2 capodanni yoga. È davvero meraviglioso, un bellissimo casale di pietra immerso in un bosco di castagneti, è perfetto per chi ama passeggiare nella natura e secondo me anche per chi ama isolarsi. L’agriturismo ha anche un buon ristorante che serve prodotti locali e una jacuzzi riscaldata con vista, ma la dovete prenotare prima. Ha una sala yoga stupenda in una struttura a parte con un enorme camino, ho adorato fare yoga lì.

Castello delle Fornaci: anche questo è un bellissimo agriturismo, con stile rustico, un bellissimo giardino con jacuzzi all’aperto e ha una vista sul borgo di Arcidosso.

B&B Borgo Tepolini: se amate soggiornar in una dimora storica questo posto fa per voi, le stanze sono in un palazzo d’epoca molto curato, che dispone anche di un ampio parco dove poter passeggiare.

Molino del Ponte: un agriturismo immerso nella natura, un vecchio mulino, vicino ad un ruscello e con una piscina rialzata esterna.

Cosa vedere a Santa Fiora:

Il borgo di Santa Fiora entra nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, la parte alta ha il suo classico aspetto medioevale con tante piccole case di pietra, ma a parer mio la sua grande unicità è la meravigliosa Peschiera, creata nel XVI secolo per mano degli Sforza, sfruttando le sorgenti del fiume Fiora, visibili ancora nel pavimento della Chiesa della Madonna delle Nevi. Per molti secoli vi si allevarono pesci per la comunità, ora è un piacevolissimo luogo dove passeggiare. Questo paesino è pieno di piccoli luoghi da immortalare, tra i suoi tanti eventi segnalo la notte del 30 di Dicembre durante la quale si organizzano falò in diversi luoghi del paese e c’è una festa popolare davvero bella che “scaccia via” gli spiriti dell’anno passato.

Museo delle Miniere di Mercurio del monte Amiata: questo è uno dei musei più strani che vi troverete a visitare, è di creazione abbastanza recente, parliamo del ’98 ed è stato creato per ricordare l’importanza minaria di questa zona e soprattutto il lavoro e la vita di tutti i minatori che ci hanno lavorato e spesso ci sono morti. Oltre alla sua importanza storica c’è anche una collezione di minerali del centro Italia, che a parer mio può risultare piuttosto interessante.

Dove mangiare a Santa Fiora: nuovamente consiglio personale, io adoro il Barilotto, si mangia benissimo, sia la carne che tutti i primi toscani, consiglio il cinghiale che adoro.

Dove dormire a Santa Fiora:

Ca’ di Leo: un B&B moderno ed elegante nel centro del paesino di Santa Fiora. Travi in legno e ambiente caldo.

Podere di Maggio: questi proprietari hanno diverse strutture, offrono sia una podere come casa vacanza, ovvero la possibilità di affittare un vero casale immerso nella natura, sia delle bellissime tende all’interno di un glamping con tanto di prato e piscina.

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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