Christian viaggia per il mondo e lavora on-line come sviluppatore

Mi chiamo Christian, classe 1991 e sono uno sviluppatore web dal 2011, ho vissuto in un piccolo paesino della Toscana per circa 20 anni, poi mi sono trasferito a Milano per lavoro ed ho iniziato una carriera professionale che mi ha portato a lavorare in grandi realtà digitali in Italia per 7 anni.

1. Quando hai scelto di fare lo sviluppatore hai pensato che sarebbe stato un lavoro perfetto per diventare nomade digtiale?


Si, già alle scuole superiori pensavo che questo lavoro mi avrebbe dato l’opportunità di lavorare senza ufficio, sognavo di lavorare sotto una palma come le foto che si vedono su Google e pensavo che un giorno avrei realizzato il mio sogno.

 

2. Cosa ti ha spinto a lasciare casa e iniziare a vivere in maniera nomade?

 

Dopo anni in cui pagavo affitti alti e dovevo lavorare sempre di più per vivere tranquillo e vivere i miei anni ho deciso di dare un taglio a tutto e seguire il mio sogno: lavorare da remoto viaggiando nel mondo.

Ho preso questa decisione in un periodo in cui stavo lavorando tantissimo sia da dipendente che da libero professionista, così ho deciso di mollare il posto fisso per dedicarmi interamente alla mia attività da libero professionista, fondando anche una società che vende servizio online insieme ad un altro socio.

3. Come scegli l’itinerario e dove spostarti?

 

L’itinerario lo scelgo in base al mio habitat preferito, ovvero posti sempre caldi dove è possibile vivere spendendo pochissimo e svegliarsi vista mare, dove con uno stipendio minimo italiano riesco a fare una vita da turista nel posto in cui vado.

 

4. Quanto la community dei nomadi digitali è importante per chi fa questo lavoro?

 

La community è importantissima, io stesso prima di prendere la decisione di mollare tutto e viaggiare mi sono confrontato più volte con altri Nomadi Digitali sia virtualmente che di persona, per capire bene quali sono i limiti, le difficoltà, se davvero era la cosa giusta da fare. Mi sono confrontanto con persone che fanno questa vita da oltre 15 anni e mi hanno tutti detto che non sarebbero mai tornati indietro, ed è quello che è successo poi a me.

 

5. Come ti organizzi quando ti sposti? Quanto tempo resti nelle location, dove vivi?

 

Solitamente guardo sempre il costo della vita del posto che mi interessa visitare, guardo quanto è sicuro, se ci sono molti posti da visitare, com’è possibile spostarsi, i costi dei voli interni e cerco di costruirmi un itinerario che più o meno rispetto, salvo imprevisti.

Il tempo minimo di permanenza in uno stato è di un mese, a volte anche 2-3 mesi, mi è capitato anche solamente dieci giorni se per esempio avevo altri programmi da fare in altri stati come conferenze o trovare amici in giro nel mondo.

Vivo solitamente in Hotel o alloggi su airbnb, a volte utilizzo gli ostelli che sono molto utili per fare community soprattutto in Thailandia dove la presenza di Digital Nomads è molto forte.

Cerco anche di fare esperienze particolari come per esempio dormire in capanne di legno a picco sulla spiaggia in isole sperdute, oppure immerso nella selva in Bungalow, oppure vivere in case rurali tipiche dei posti che visito, mi fanno vivere ancora di più esperienze che sicuramente stano a lavorare in ufficio difficilmente avrei fatto.

 

6. Come è stato essere nomade durante la pandemia? Come ti seri organizzato?


Quando è scoppiata la pandemia mi trovavo in Thailandia, dovevo volare in Vietnam ma ho scoperto poche ore prima che il mio passaporto non sarebbe stato accettato, così ho visto al volo una destinazione sicura ed ho preso un volo all’ultimo secondo per il Laos.

Pochi giorni dopo avrebbero bloccato tutti i confini del mondo, ho quindi deciso dopo qualche settimana di non prendere voli di rimpatrio e rimanere in Laos sperando che la pandemia non colpisse anche quello Stato (e così è stato).

Ho vissuto quindi 5 mesi da solo in Laos girando più o meno da nord a sud tutti i posti da visitare, facendo esperienza uniche e bellissime.


7. Dove sei stato ad oggi?

 

Ad oggi ho viaggiato in 30 paesi nel mondo, tanti in Europa ma quelli più particolari sono stati: Marocco, Egitto, Thailandia, Malesia, Laos, Stato non riconosciuto Karen nella giungla Birmana e Colombia

8. Quale è il posto dove ti sei trovato meglio e perché?


Il posto dove mi sono ritrovato meglio è sicuramente la Thailandia, è un posto magnifico che ti consente di uscire a pancia piena spendendo 2€, di alloggiare davanti al mare oppure immerso nei templi, dove è possibile uscire da soli senza avere problemi, dove se perdi il portafogli per strada te lo riportano e dove è possibile fare un networking incredibile con altri viaggiatori in solitaria oppure nomadi digitali che lavorano da remoto.

 

9. Pensi che continuerai sempre a girare o cerchi una nuova base?

 

Attualmente non sto cercando una base fissa ed il mio obiettivo è di girare gran parte dei Caraibi e tornare in Asia dove penso di farmi una base d’appoggio visto l’alto livello di qualità della vita / costo.

Voglio visitare più paesi possibili cercando però di non perdere quella voglia di scoperta di posti nuovi, che viaggiando per mesi e mesi senza tornare a casa poi inizia a perdere perchè ti abitui sempre a cose nuove, penso ci debba essere ogni anno qualche mese in cui torni a casa e ti venga di nuovo quella voglia di prendere un volo di sola andata per continuare il viaggio.

 

10. Progetti futuri?

 

Sicuramente portare avanti i miei obiettivi professionali al meglio, vivere in modo sereno e tranquillo spendendo la mia vita davanti a spiagge magnifiche. Il mio progetto è quello di sensibilizzare altri giovani a capire che solitamente la vita che facciamo ci viene imposta dalla società in cui viviamo e c’è sempre una via di uscita per realizzare i nostri sogni, sopratutto se è quello di viaggiare, oggigiorno ci sono tantissime possibilità per farlo, senza dover aspettare ogni anno le ferie di Agosto per partire due settimane.