Prima volta a Ho Chi Minh (Saigon): cosa fare in 2, 3 o 4 giorni
Sono atterrata a Ho Chi Minh senza sapere che la città si stava preparando alla festa più importante dell’anno. Le strade erano piene di fiori, lanterne rosse e famiglie vestite a festa, molti negozi stavano chiudendo e io mi sono ritrovata, per pura coincidenza, a vivere il Capodanno Vietnamita nel cuore di Saigon. È stato uno di quei casi in cui il viaggio decide per te, e a posteriori sono grata che sia andata così.
Ho Chi Minh è una città che divide. C’è chi la attraversa in un giorno e la liquida come caotica, rumorosa e poco interessante, e c’è chi ci torna più volte perché ne ha colto il ritmo. In questo articolo ti racconto come viverla la prima volta, in 2, 3 o 4 giorni, partendo dalle domande che ci si fa prima di partire e arrivando a un itinerario giorno per giorno, con i posti che ho amato, quelli meno conosciuti e qualche opinione personale che forse non troverai altrove.
Se stai pensando d’organizzare un viaggio in Vietnam e ancora non hai ben chiaro che itinerario fare ti suggerisco il mio articolo: Organizzare un viaggio in Vietnam di 2-3-4 settimane: 5 itinerari da nord a sud
In questo articolo
Saigon o Ho Chi Minh: perché la città ha due nomi
Quanti giorni servono a Ho Chi Minh
Quando andare: clima e stagione delle piogge
Visitare Ho Chi Minh durante il Capodanno cinese (Tết)
Ho Chi Minh è sicura per chi viaggia in solitaria?
Come non farsi travolgere dal caos dei primi giorni
Dove dormire a Ho Chi Minh la prima volta
Come arrivare dall’aeroporto e come muoversi
Itinerario: cosa fare a Ho Chi Minh in 2, 3 o 4 giorni
Escursioni in giornata da Ho Chi Minh
Cosa mangiare a Saigon e dove
Domande frequenti
Saigon o Ho Chi Minh: perché la città ha due nomi
La prima cosa che confonde chi prepara un viaggio nel sud del Vietnam è il nome. Sulle mappe trovi Ho Chi Minh City, sui biglietti aerei la sigla SGN, le persone del posto dicono quasi sempre Sài Gòn. Sono la stessa città, con una storia lunga e stratificata dietro.
Prima dell’arrivo dei vietnamiti quest’area era un porto commerciale khmer chiamato Prey Nokor, la “città della foresta”. Con il tempo il nome è stato vietnamizzato in Sài Gòn, poi francesizzato in Saïgon durante il periodo coloniale, e Saigon è rimasta la capitale del Vietnam del Sud fino alla fine della guerra contro gli americani. Nel 1976, dopo la riunificazione del paese, la città è stata ufficialmente ribattezzata in onore di Ho Chi Minh, il leader del Vietnam del Nord.
Il vecchio nome però non è mai scomparso. Nella lingua di tutti i giorni si continua a dire Saigon, soprattutto per indicare il centro, mentre Ho Chi Minh City indica l’intera area metropolitana. Dal 2025 Saigon è tornata anche un nome ufficiale: è quello del quartiere amministrativo centrale, il cuore storico dove si concentrano quasi tutti i luoghi che vedrai nei primi giorni.
Già che ci siamo, ti segnalo un cambiamento recente che può confonderti. Dal primo luglio 2025 Ho Chi Minh si è fusa con le province vicine di Binh Duong e Ba Ria-Vung Tau, e nell’ambito della stessa riforma è stato abolito il sistema dei distretti. Per questo sulle mappe aggiornate non troverai più il famoso “Distretto 1”, anche se tutti, guide, tassisti e blog compresi, continuano a usarlo come riferimento. Anche io in questo articolo parlerò di Distretto 1 e Distretto 3, perché è il modo più semplice per orientarsi.
Quanti giorni servono a Ho Chi Minh
Per me due giorni sono davvero il minimo, quel tanto che basta per dire di aver capito qualcosa della città. Con tre o quattro giorni inizi a conoscerla davvero, e la differenza si sente.
Conoscere una città significa anche ascoltarne la vibrazione, capire come vivono le persone, entrare nelle storie che i palazzi raccontano. Ho Chi Minh è un luogo dove per anni si è combattuta una guerra che ha segnato il Novecento, e molti edifici che oggi ospitano caffè e boutique sono stati testimoni di quella storia. Per questo ti consiglio di dedicare almeno una mattina a un free walking tour, come ho fatto io: una guida locale ti spiega cosa ha rappresentato ciascun palazzo e trasforma una passeggiata tra monumenti in un racconto.
Più giorni resti, più hai modo di entrare nei mercati di quartiere, di camminare dove la città vive lontano dai turisti, di sederti in un caffè e osservare. Ho Chi Minh si lascia capire lentamente, e chi la giudica dopo una giornata frenetica tra un museo e l’altro spesso si perde la parte migliore.

Quando andare a Ho Chi Minh: clima e stagione delle piogge
Ho Chi Minh ha un clima tropicale, caldo tutto l’anno, con due stagioni principali. La stagione secca va più o meno da dicembre ad aprile ed è il periodo più comodo per visitare la città, con giornate soleggiate e meno umidità, anche se marzo e aprile possono essere molto caldi. La stagione delle piogge va da maggio a novembre: piove spesso nel pomeriggio, con acquazzoni intensi ma di solito brevi, dopo i quali la città riprende il suo ritmo.
Viaggiare durante la stagione delle piogge è possibile, basta organizzare le visite all’aperto la mattina e tenere i musei e i caffè per il pomeriggio. Se invece hai la possibilità di scegliere, il periodo tra dicembre e febbraio è quello che preferisco, anche perché può coincidere con il Capodanno lunare.
Visitare Ho Chi Minh durante il Capodanno Cinese (Tết)
In Vietnam il Capodanno lunare si chiama Tết ed è la festa più importante dell’anno, l’equivalente del nostro Natale e Capodanno messi insieme. La data cambia ogni anno seguendo il calendario lunare e cade tra la fine di gennaio e la metà di febbraio. Nel 2027 il primo giorno dell’anno, l’anno della Capra, sarà sabato 6 febbraio.
Io ci sono capitata per caso, e se avessi di nuovo la possibilità lo rifarei senza pensarci. Vale assolutamente la pena, a patto di partire preparati. Durante il Tết molti ristoranti, negozi e attività chiudono per diversi giorni, i mercati restano fermi, spostarsi diventa più complicato perché mezzo paese torna dalla propria famiglia. Devi mettere in conto che non potrai fare tutto e che non vedrai tutto.
In cambio vivrai un’atmosfera che difficilmente ritroverai. Tutti i templi sono aperti e affollati, ci sono cerimonie ovunque, danze e balli per strada, parate e addobbi, e a mezzanotte la città si illumina con i fuochi d’artificio. Lo spettacolo più bello è la strada dei fiori di Nguyen Hue: ogni anno la via pedonale del centro si trasforma in un percorso di composizioni floreali e sculture che rappresentano l’animale dell’anno, e passeggiarci la sera, tra famiglie che si fotografano e bambini vestiti a festa, è un’esperienza che ricordo con grande emozione.
Il mio consiglio è di trascorrere il Tết in una grande città come Ho Chi Minh e di evitare le zone rurali. In campagna rischi di trovare solo il disservizio, con tutto chiuso, senza l’energia e la vitalità che una metropoli in festa sa regalare. Prenota alloggi e spostamenti con largo anticipo, perché i giorni intorno alla festa sono quelli in cui i vietnamiti viaggiano di più.



Ho Chi Minh è sicura per chi viaggia in solitaria?
Sì, Ho Chi Minh è una città sicura, anche se viaggi da sola. I vietnamiti sono persone gentilissime e collaborative, pronte ad aiutarti anche quando la lingua è un ostacolo, e io non ho mai avuto problemi.
Come in tutte le grandi città serve un po’ di attenzione ai piccoli furti. Gli scippi da parte di chi passa in motorino esistono, quindi porta la borsa a tracolla dalla parte opposta alla strada e non camminare con il telefono in mano sul bordo del marciapiede. L’unica zona che la notte trovo meno tranquilla è quella intorno a Bùi Viện, la via dei locali notturni, dove tra musica, alcol e luci rosse l’atmosfera può diventare caotica. La si può visitare, basta sapere dove ci si trova e rientrare in Grab.
Come non farsi travolgere dal caos dei primi giorni
Il primo impatto con Ho Chi Minh è fortissimo. Milioni di motorini che scorrono come un fiume, clacson continui, caldo umido, odori di cucina che arrivano da ogni angolo. È normale sentirsi sopraffatti nelle prime ore, e succede anche a chi viaggia da anni. Il nostro cervello, davanti a una quantità di stimoli così alta, va in allerta, e la stanchezza del volo amplifica tutto. Sono sincera, però io ho trovato più caotica Hanoi, forse perché è meno moderna e il traffico, specialmente quello di motorini, è davvero incontenibile, sembra una marea che ti sovrasta.
Il primo consiglio che ti do è di non giudicare la città nelle prime ventiquattro ore. Concediti un primo giorno più leggero, scegli un alloggio dove poter rientrare a riposare nelle ore più calde e alterna i momenti in strada con pause in un caffè o in un parco. Ho Chi Minh è piena di piccoli rifugi, cortili, pagode silenziose, caffè ai piani alti dei vecchi palazzi, e saperli trovare cambia completamente l’esperienza.
Poi c’è l’arte di attraversare la strada, che all’inizio spaventa tutti. Il segreto è camminare a passo lento e costante, senza fermarti all’improvviso e senza correre: i motorini sono abituati a girarti intorno e prevedono i tuoi movimenti. Se ti blocchi o cambi direzione li confondi. Le prime volte puoi metterti accanto a una persona del posto e attraversare insieme a lei. Dopo un paio di giorni ti accorgerai che quello che sembrava caos ha una sua logica, e il caos stesso diventerà parte del fascino della città.


Dove dormire a Ho Chi Minh la prima volta
Per un primo viaggio di pochi giorni la scelta più comoda è il vecchio Distretto 1, il centro storico, da cui puoi raggiungere a piedi quasi tutto quello che c’è da vedere. Al suo interno ci sono zone con caratteri diversi.
Io ho dormito proprio di fronte al mercato di Ben Thanh e mi sono trovata benissimo. Le strade intorno sono piene di hotel, ristoranti e bar, è una zona abbastanza turistica ma molto comoda: potevo andare ovunque a piedi e avevo sempre una grande varietà di posti dove mangiare a pochi passi. È quella che ti consiglio se è la tua prima volta.
Se preferisci un’atmosfera più elegante, l’area di Ben Nghe, tra la Cattedrale, il Teatro dell’Opera, la via pedonale Nguyen Hue e il fiume, è la più centrale e raffinata, con gli hotel storici e i rooftop, a prezzi più alti. Chi cerca invece budget contenuti e vita notturna sceglie la zona di Pham Ngu Lao e Bùi Viện, che però la sera è rumorosa: se vuoi dormire, scegli una strada laterale e non la via principale.
Se resti quattro giorni o più, puoi considerare il vecchio Distretto 3, a pochi minuti dal centro, più tranquillo e residenziale, con viali alberati, caffè e un ritmo più locale. È una buona scelta per chi ama camminare senza meta e osservare la vita di quartiere. La zona di Thao Dien, oltre il fiume, è amata da expat e famiglie, ma per una prima visita breve è troppo lontana dai luoghi principali.
Gli hotel che ti consiglio
Nel vecchio Distretto 1, a pochi passi dal mercato di Ben Thanh, una buona scelta di fascia media è il
- Liberty Central Saigon Centre, un quattro stelle moderno su Lê Thánh Tôn con piscina sul tetto, comodissimo per muoversi a piedi verso tutti i luoghi del centro.
- The Odys Boutique Hotel, sempre in zona Ben Thanh, su Nguyễn Thái Bình, un quattro stelle dal carattere più intimo, vicino al Museo di Belle Arti e alla fermata della metropolitana.

- Caravelle Saigon se invece vuoi concederti qualcosa di speciale, si affaccia su piazza Lam Sơn, proprio di fronte al Teatro dell’Opera: è l’hotel storico dei corrispondenti di guerra di cui ti parlo nell’itinerario, e dormirci significa avere il Saigon Saigon Rooftop Bar a un ascensore di distanza.

- Au Lac Legend Hotel, nel vecchio Distretto 3, per un soggiorno più tranquillo e residenziale, un quattro stelle su Nguyễn Thị Minh Khai che prende il nome dall’antico regno vietnamita, a breve distanza dalla Cattedrale e dal Palazzo della Riunificazione. La piscina infinity sul tetto è pazzesca, vi sembrerà di essere in un film di James Bond.

- Novotel Saigon Centre, un’opzione affidabile di fascia media su Hai Bà Trưng, ha delle camere davvero grandi, che a Saigon non è una cosa così scontata, piscina e una posizione di confine che ti permette di raggiungere il centro a piedi.

- Hôtel des Arts Saigon MGallery, un cinque stelle che si ispira all’Indocina francese degli anni Trenta, con una collezione d’arte nelle sale comuni e un rooftop con piscina e vista sulla città.

Come arrivare dall’aeroporto e come muoversi in città
L’aeroporto internazionale di Tan Son Nhat si trova a pochi chilometri dal centro e, traffico permettendo, in mezz’ora o poco più sei in hotel. Io mi sono mossa sempre con Grab, l’app per prenotare auto e moto con autista che in Sud-est asiatico sostituisce il taxi. La trovo comodissima perché prenoti senza dover parlare: con le lingue asiatiche c’è un evidente problema di pronuncia, e poter indicare la destinazione direttamente sulla mappa evita incomprensioni e trattative sul prezzo, che vedi prima di partire.
Il centro storico invece si visita tutto a piedi ed è molto comodo. Per i quartieri più lontani, come Cholon o il mercato dei fiori, uso di nuovo Grab, che costa poco. Dalla fine del 2024 Ho Chi Minh ha anche la sua prima linea di metropolitana, che parte dalla zona del mercato di Ben Thanh e del Teatro dell’Opera, utile soprattutto per raggiungere le zone a est della città.


Itinerario: cosa fare a Ho Chi Minh in 2, 3 o 4 giorni
Prima di entrare nel dettaglio dei giorni, un suggerimento che per me fa la differenza: dedica almeno una mattina a un tour privato con una guida. Oltre a quello che puoi leggere su una guida cartacea, parlare con una persona del posto ti apre un mondo. Io ho trovato affascinanti le spiegazioni che collegavano i palazzi del centro ai simboli e agli episodi della guerra: ti mostrano l’edificio dal cui tetto partivano gli elicotteri durante l’evacuazione del 1975, l’hotel dove alloggiava la stampa americana, i luoghi delle conferenze stampa militari. Sono storie che molti di noi hanno visto solo nei film e che qui ritrovi nella realtà. Viaggiare in Vietnam senza leggere e conoscere il peso che la guerra con gli americani ha avuto su questo paese sarebbe davvero un peccato.
L’itinerario che ti propongo è costruito a moduli: i primi due giorni sono il nucleo essenziale, il terzo e il quarto aggiungono quartieri e musei per chi può fermarsi di più.
Giorno 1: il centro storico e la Saigon della guerra
Il primo giorno è quello ideale per il free walking tour, che di solito tocca tutti i luoghi simbolo del centro. Si parte dalla Cattedrale di Notre-Dame, costruita dai francesi alla fine dell’Ottocento con mattoni arrivati da Marsiglia, e dall’Ufficio Postale Centrale lì accanto, uno dei palazzi coloniali più belli del Vietnam, dove ancora oggi puoi spedire una cartolina sotto il grande ritratto di Ho Chi Minh.
Da qui si raggiunge il Palazzo della Riunificazione, l’ex residenza presidenziale del Vietnam del Sud. Il 30 aprile 1975 i carri armati dell’esercito nordvietnamita ne sfondarono il cancello, segnando la fine della guerra. All’interno puoi visitare le sale di rappresentanza rimaste ferme agli anni Sessanta e i bunker sotterranei.

Durante il tour ti faranno vedere anche il palazzo al numero 22 di Lý Tự Trọng, un tempo 22 Gia Long, che passeresti senza notarlo: è l’edificio della celebre foto dell’elicottero sul tetto durante l’evacuazione di Saigon, spesso scambiato per l’ambasciata americana, che in realtà ospitava dipendenti americani e un ufficio della CIA. Lungo il percorso incontrerai anche il Teatro dell’Opera e gli hotel storici dove alloggiavano i corrispondenti di guerra.

Nel pomeriggio passeggia lungo la via pedonale Nguyen Hue e non perdere il palazzo al numero 42, la Café Apartment. È un vecchio condominio degli anni Sessanta di nove piani in cui, appartamento dopo appartamento, si sono insediati caffè, piccoli ristoranti, negozi e boutique. Io ci sono arrivata grazie alle guide ed è una delle cose che mi sono piaciute di più: sali le scale, entri in un caffè diverso a ogni piano e dai balconi hai una vista bellissima sulla via. Gli ascensori sono a pagamento, ma molti locali rimborsano il biglietto se consumi.



Per il tramonto ti consiglio un aperitivo su un rooftop, e se ti piace l’idea di bere un cocktail dentro la storia, vai al Saigon Saigon Rooftop Bar, al decimo piano dell’Hotel Caravelle, di fronte al Teatro dell’Opera. Durante la guerra il Caravelle ospitava le redazioni di ABC, NBC e CBS, e su questa terrazza i giornalisti si ritrovavano a bere e a scambiarsi notizie mentre guardavano i combattimenti in lontananza. Oggi il bar ha una lista di cocktail ispirati alla storia dell’hotel e della città, alle pareti ci sono le fotografie dell’epoca e la vista sul centro è splendida. Poco distante c’è anche il rooftop dell’Hotel Rex, l’altro luogo simbolo di quegli anni: qui si tenevano i briefing quotidiani dell’esercito americano, che i corrispondenti chiamavano ironicamente “Five O’Clock Follies”.
Giorno 2: mercati, libri e il Museo dei Residuati Bellici
La mattina presto è il momento migliore per il mercato di Ben Thanh, quando trovi più bancarelle aperte e puoi osservare la vita di tutti i giorni prima dell’arrivo dei gruppi organizzati. Oltre a frutta, spezie e cibo di strada, ci sono molti banchi che vendono articoli sportivi prodotti in Vietnam, dove si possono fare acquisti interessanti. Ricordati che qui si contratta.
Poi dedica qualche ora al Museo dei Residuati Bellici, che per me è una tappa imprescindibile. Racconta la guerra dal punto di vista vietnamita, con fotografie, aerei e carri armati nel cortile e intere sale dedicate alle conseguenze sui civili e agli effetti dell’agente arancio. È un museo duro, che lascia il segno: preparati emotivamente e concediti un momento di decompressione all’uscita.


Per riprendere fiato, raggiungi la via dei libri Nguyen Van Binh, una stradina pedonale alle spalle dell’Ufficio Postale. È una specie di fiera del libro permanente, con librerie, editori e caffè all’ombra degli alberi, e ci sono anche libri in inglese, quindi è facile trovare qualcosa da portare a casa. A me è piaciuta moltissimo.


Nel pomeriggio fai un salto in Lê Công Kiều, la via degli antiquari a due passi dal mercato di Ben Thanh: una strada di circa duecento metri con decine di botteghe. Se ami gli oggetti con una storia, ravanando un po’ puoi trovare chicche sia del periodo della guerra sia di epoche precedenti, ricordando che accanto ai pezzi autentici ci sono anche molte riproduzioni. La sera è il momento giusto per lo street food, di cui ti parlo più avanti.
Giorno 3: il mercato dei fiori, la medicina tradizionale e Cholon
Il terzo giorno ti porta fuori dal centro turistico, verso ovest, in una Saigon più autentica. Inizia dal mercato dei fiori di Hồ Thị Kỷ, il più grande della città, dove arrivano i fiori da Da Lat e dal Delta del Mekong. È un mercato molto vero, frequentato soprattutto da vietnamiti, e ti regala uno spaccato della vita quotidiana fatto di colori, profumi e piccoli vicoli dove si mangia benissimo.
A poca distanza c’è il Museo FITO della medicina tradizionale vietnamita, ospitato in un edificio in legno che sembra un’antica farmacia. Racconta l’enorme influenza della medicina cinese su quella vietnamita e, attraverso di essa, il legame profondo tra le due culture. Strumenti antichi, erbe, vasi e manoscritti: è un museo piccolo e poco conosciuto che consiglio a chi è curioso di capire il Vietnam oltre la storia della guerra.


Nel pomeriggio prosegui verso Cholon, il quartiere cinese di Saigon, nato come città commerciale della comunità cinese. Qui trovi pagode piene di fumo di incenso, come il tempio di Thiên Hậu dedicato alla dea del mare, botteghe di erboristi, mercati all’ingrosso e un’atmosfera completamente diversa dal centro. Per capirlo davvero è utile una guida, almeno per la prima parte, poi puoi continuare a perderti da sola tra le sue strade.
Giorno 4: pagode, musei e una Saigon più lenta
L’ultimo giorno puoi usarlo per scoprire angoli meno conosciuti della città, camminando senza meta tra templi buddhisti nascosti lungo le strade. Una tappa che merita è la Pagoda dell’Imperatore di Giada, un tempio taoista costruito dalla comunità cinese all’inizio del Novecento, avvolto nel fumo dell’incenso e popolato di statue in legno intagliato.
Poco lontano trovi il Museo di Storia di Ho Chi Minh City, il più antico museo del sud del paese, e il Museo della Campagna di Ho Chi Minh, che racconta le ultime fasi della guerra e ha un giardino pieno di aerei e carri armati dell’epoca. Se ti interessa l’aspetto etnico e culturale, ti consiglio il Museo delle Donne del Sud, dedicato al ruolo delle donne nella storia del Vietnam meridionale. A me ha colpito molto la sezione sugli abiti tradizionali: spiega come, attraverso il vestito, si capisse da dove veniva una persona e a quale gruppo apparteneva.
Chiudi la giornata al mercato di Tân Định, molto meno turistico di Ben Thanh, che si trova a pochi passi dalla chiesa di Tân Định, la famosa chiesa rosa di Saigon. In alternativa, il quarto giorno puoi dedicarlo a un’escursione fuori città.


Escursioni in giornata da Ho Chi Minh
I tunnel di Cu Chi: il mio punto di vista
I tunnel di Cu Chi sono l’escursione più proposta da Ho Chi Minh. Si tratta della rete di gallerie sotterranee usata dai vietcong durante la guerra, a circa due ore di strada dalla città. Su questo ho un pensiero forse poco comune. Capisco il desiderio di vedere da vicino un luogo del genere, ma non mi piace la ludicizzazione della guerra. I tunnel visitabili sono stati allargati per far entrare i corpi occidentali e messi in sicurezza, ti fanno fingere di essere un vietcong, c’è la possibilità di sparare con armi dell’epoca: è tutto molto teatrale, e credo che teatralizzare una tragedia così grande sia poco rispettoso. Per questo personalmente non ci sono andata. Rispetto chi invece sceglie di farlo, e se decidi di andarci ti suggerisco di farlo con una guida preparata che ne racconti la storia con serietà.
Il Delta del Mekong: perché sconsiglio la gita in giornata
Molte persone cercano di vedere il Delta del Mekong in giornata partendo da Ho Chi Minh. Io lo sconsiglio tantissimo: passi la maggior parte del tempo sul pullman, vedi una versione molto turistica e poco autentica del delta e torni a casa con l’impressione di averlo solo sfiorato. Il Mekong merita almeno una o due notti, per vivere i mercati galleggianti all’alba e la vita lungo i canali. Ti ho raccontato come farlo nel mio articolo su cosa fare sul Delta del Mekong.

Una giornata intera a Cholon
Se preferisci restare in città, un’ottima idea è dedicare una giornata intera a Cholon, il quartiere cinese. Puoi farlo con un tour organizzato, per entrare nelle sue storie e nei suoi templi con qualcuno che te li spieghi, e poi continuare a camminare per conto tuo, oppure vagare direttamente in autonomia lasciandoti guidare dalla curiosità. In entrambi i casi è un modo per vedere un volto di Saigon che molti visitatori ignorano.
Cosa mangiare a Saigon e dove
Saigon è una di quelle città in cui puoi mangiare a livelli da ristorante stellato spendendo pochissimi euro, perché qui la qualità del cibo non è proporzionale al costo. In Vietnam è normalissimo mangiare street food seduti su sgabelli di plastica bassissimi sul marciapiede o in locali molto essenziali, ed è spesso lì che si mangia meglio. Fidati delle bancarelle affollate di vietnamiti.
Tra i piatti da provare almeno una volta c’è il phở, la zuppa di noodle di riso con brodo di manzo speziato, che a Saigon si accompagna con un piatto di erbe fresche da aggiungere a piacere. Il bánh mì è il panino nato dall’incontro tra la baguette francese e la cucina vietnamita, farcito con paté, carni, verdure in agrodolce, coriandolo e peperoncino. Il cơm tấm, il riso spezzato con costoletta di maiale grigliata, è il piatto simbolo del sud. Poi ci sono il bánh xèo, una crêpe croccante ripiena di gamberi e germogli da avvolgere in foglie di insalata, i gỏi cuốn, involtini freschi di carta di riso, e il bún thịt nướng, vermicelli con carne grigliata. Per finire, un cà phê sữa đá, il caffè vietnamita con latte condensato e ghiaccio, che a Saigon è quasi un rito.
Ecco i posti che ti consiglio, provati da me:
Bánh Mì Huỳnh Hoa (26 Lê Thị Riêng) è il bánh mì più famoso della città, con oltre trent’anni di storia, enorme e ricchissimo di ripieno. C’è quasi sempre la fila, ma scorre veloce.
Bánh Mì Bà Huynh (Madam Win) è un’altra ottima scelta per un bánh mì fatto con cura.
Phở Minh, in via Pasteur, è il posto giusto per una ciotola di phở come la mangiano i saigonesi.
Nhà Hàng Ngon (160 Pasteur) è un ristorante in una bella villa coloniale con un menu lunghissimo di piatti da tutto il Vietnam, spiegati anche in inglese: perfetto la prima sera per assaggiare un po’ di tutto. Non confonderlo con Quán Ăn Ngon (138 Nam Kỳ Khởi Nghĩa), il locale nella sede originale, con un concept simile e un’atmosfera da giardino vietnamita: io li consiglio entrambi.
Domande frequenti
Serve il visto per il Vietnam?
No, i cittadini italiani possono entrare in Vietnam senza visto per soggiorni turistici fino a 45 giorni. Per periodi più lunghi o per entrare e uscire più volte dal paese, per esempio combinando Vietnam e Cambogia, si può richiedere online un e-visa valido fino a 90 giorni. Controlla sempre le regole aggiornate prima di partire.
Che moneta si usa e servono contanti?
La moneta è il dong vietnamita (VND). Nei ristoranti più grandi e negli hotel si paga con la carta, ma per lo street food, i mercati e le botteghe servono contanti, quindi tieni sempre qualche banconota con te. Gli sportelli bancomat in centro sono numerosi.
Come avere internet a Ho Chi Minh?
Per usare Grab, le mappe e le app di traduzione la connessione è indispensabile. Io viaggio con una eSIM, che installi prima di partire e attivi appena atterri: puoi prendere la tua con Holafly.
Serve un’assicurazione di viaggio?
Il Vietnam non la richiede, ma te la consiglio sempre, soprattutto in un paese lontano dove le spese mediche private possono essere alte. Io uso Heymondo, con cui hai uno sconto dedicato ai lettori di Viaggiare da Soli.
Come vestirsi per visitare templi e pagode?
Spalle e ginocchia coperte, soprattutto nelle pagode e durante le cerimonie. Un foulard leggero in borsa risolve qualsiasi situazione e ti protegge anche dall’aria condizionata dei musei.
Si lascia la mancia?
La mancia è facoltativa e sempre apprezzata, in particolare per le guide, i massaggi e il servizio nei ristoranti più curati.
Meglio Hanoi o Ho Chi Minh?
Sono due città molto diverse e, se puoi, vale la pena vederle entrambe. Hanoi è più legata alla tradizione, con il suo quartiere vecchio e i laghi, mentre Ho Chi Minh è più moderna, dinamica e cosmopolita, con la storia della guerra ancora leggibile nei suoi palazzi. Se stai organizzando il viaggio, nel mio articolo con 5 itinerari in Vietnam da nord a sud trovi come inserirle entrambe, e qui ti racconto cosa fare ad Hanoi in due giorni.
Ho Chi Minh mi ha insegnato che il caos, quando smetti di combatterlo, può diventare una forma di energia. È una città che chiede un po’ di pazienza nei primi giorni e restituisce tantissimo a chi si prende il tempo di ascoltarla. Se stai preparando il tuo primo viaggio in Vietnam e hai dubbi o paure, scrivimi: sono qui anche per questo.