Palermo: itinerari di street-art nei mercati

Se Palermo fosse una canzone sarebbe sicuramente “Bella stronza” di Marco Masini. Bella perchè appena metti piede in uno dei quartieri a caso del centro storico non riesci nemmeno a capire dove posare lo sguardo tanto è vasto il patrimonio di monumenti, colori, umanità ed arte urbana ad ogni angolo. È stronza perché ti rapisce ed inizialmente non riesci a capirne nemmeno il motivo. Forse lo comprenderai soltanto al ritorno a casa e sicuramente saranno più ragioni a farti amare questa città.

La street art negli ultimi anni ha preso piede in tantissime città italiane, molte delle quali hanno avviato diversi progetti di riqualificazione urbana soprattutto per le periferie. Palermo oltre a diventare celebre per alcuni murales recentemente, è una di quelle città dove la street art spontanea ovvero quelle piccole opere non commissionate di artisti internazionali sparse per i quartieri come Vucciria, Ballarò, la Kalsa e Il Capo ha preso piede già una decina di anni fa.

Il percorso alla scoperta della street art ti porterà tra i mercati cittadini e la zona del lungomare, passando per il centro storico.

Santa Rosalia raffigurata in un poster di TVBoy alla Vucciria

Pronto? Iniziamo per una mattinata tra le zone di Ballarò e Il Capo, quartieri famosi per essere sede dei mercati dove poter assaggiare lo street food di Palermo. Tra un panino con la milza, pane e panelle ed un’arancina, non potrai far a meno di notare numerose opere di artisti italiani come Zolta, Carlos Atoche, TvBoy. Hopnn. Colori e figure geometriche che fanno da sfondo ai banchi di frutta, pesce e carne.

Hopnn alla Vucciria

Il centro storico di Palermo è diventata una fucina di artisti italiani ed internazionali, un’esplosione di colori e forme che molto spesso al centro dei lavori hanno come tema l’attualità. Tanti sono infatti gli street artist che hanno deciso di fare tappa nella città siciliana e lasciare segni del loro passaggio con poster, stencil disegni tra le mura antiche, trattando argomenti come la gentrificazione, la crisi dei migranti e la politica ovviamente.

Da un mercato ci spostiamo ad un altro ma facciamo prima una tappa d’obbligo a Piazza Sant’Anna, dove c’è un piccolo mercatino del vintage tra vinili, accessori ed abiti di altre epoche meravigliose. Da lì proseguiamo verso la Vucciria, zona tra le più vivaci e sede della movida palermitana al tramonto. Questo quartiere un tempo ospitava un grande mercato di carne, mentre ora resistono soltanto pochi banchi che cucinano per turisti e passanti il tipico street food siciliano. Ed è proprio in mezzo alla piazza centrale dove in origine c’erano diverse pescherie che sorgono diverse opere che raffigurano l’antica tradizione culinaria siciliana di cucinare il pesce. Qui bisogna perdersi per i vicoli tra negozi vintage ed enoteche dallo stile novecentesco, un museo a cielo aperto dove gli artisti hanno scelto di realizzare iconografie riguardanti anche il tema del sacro come Santa Rosalia, santa patrona della città. L’anima urbana di Palermo vive proprio tra questi vicoli: iconografie, racconti attraverso la pittura, critica sociale e soprattutto tanto colore. Tra un palazzo fatiscente ed uno in stile normanno si evince tutta la teatralità della Sicilia dove il futuro incontra il passato ed il risultato è un mix di stili ed opere site specific in ogni strada.

L’amore rappresentato alla Vucciria

Dalla Vucciria arriviamo al porto della Cala, dove sulla facciata dell’Istituto Nautico è presente il murale realizzato da Rosk & Loste in memoria dei giudici Falcone e Borsellino. Da lì poi si apre il quartiere La Kalsa, storico luogo adiacente al porto dove l’influenza araba ha lasciato numerose tracce e testimonianze. Da qui il nostro percorso di street art passa attraverso il Pangrel 2018, un progetto di rigenerazione urbana che ha cambiato notevolmente il quartiere: cinque artisti internazionali hanno ridipinto le facciate di vecchie palazzine popolari, stravolgendo l’intera zona. Spicca il murale di Rosk & Loste raffigurante una giovane donna probabilmente di origini arabe, a denotare il rapporto di Palermo con le differenti culture che l’hanno influenzata nel corso dei secoli. Un esempio di integrazione tra i popoli, il quale rappresenta anche il punto di forza delle bellezze della città.

Rosk & Loste alla Cala con il murale dedicato a Falcone e Borsellino

Alla Kalsa troverete tantissime opere di street art disseminate in ogni angolo come quelle dell’artista spagnola Julieta Xlf, piccole figure femminili ritratte quasi sempre con gli occhi chiusi e sognanti.

In piazza Magione poi potete scoprire uno dei murali più famosi e raffinati di tutto il quartiere: in una delle facciate dell’ex convento è raffigurato “Sogno di papa Sergio I” di Sten & Lex. Fai attenzione, da vicino il murale potrebbe non avere una forma ma soltanto allontanandosi è possibile capire che si tratta di una rivisitazione del dipinto omonimo del pittore fiammingo Rogier van der Weyde. Cosi come tutta la città, questa opera è visibile soltanto prendendo un po’ di distanze: è solo da lontano che potrete ammirare la controversa e sfacciata bellezza di Palermo.

“Sogno di papa Sergio I” di Sten & Lex alla Kalsa

 

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