Dove dormire a Phi Phi Islands in Thailandia con spiaggia privata

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C’è un momento preciso, a Phi Phi, in cui capisci se il tuo viaggio sarà quello che immaginavi oppure no. È il momento in cui scendi dal traghetto a Tonsai, con lo zaino sulle spalle e il rumore dei motoscafi nelle orecchie, e ti guardi intorno cercando l’isola delle fotografie. Quell’isola esiste ancora, ve lo assicuro, ma non è lì. È dietro la prima punta rocciosa, in una baia che si raggiunge solo in longtail, su una striscia di sabbia dove alle sette di sera non c’è nessuno tranne voi e il rumore dell’acqua.

Ho scritto tempo fa una guida su come visitare Phi Phi Island senza sentirsi un turista, e la risposta più onesta che posso darvi, dopo averci pensato per anni, è che tutto dipende da dove dormite. Non è una questione di lusso, è una questione psicologica. Su un’isola che riceve migliaia di visitatori al giorno, avere un pezzo di spiaggia dove nessuno vi chiede se volete un massaggio o un giro in barca non è un capriccio, è lo spazio mentale che vi permette di stare davvero dove siete.

Per questo ho messo insieme tredici strutture di Phi Phi che hanno una spiaggia privata o l’accesso diretto alla sabbia. Ve le racconto una per una, con i pregi e anche i limiti, perché ognuna risponde a un’idea diversa di viaggio.

Cosa significa davvero “spiaggia privata” in Thailandia

Prima di scegliere, una precisazione che vi risparmia delusioni. In Thailandia le spiagge sono per legge demaniali, quindi pubbliche, e nessun resort può recintare la sabbia e vietarvi il passaggio. Quando su Booking leggete “spiaggia privata” significa quasi sempre due cose, che il resort occupa una baia isolata dove di fatto non arriva nessun altro, oppure che ha un tratto di arenile attrezzato con lettini e ombrelloni riservati ai suoi ospiti.

Nella pratica, sulle isole Phi Phi, la differenza la fa la geografia. Le baie della costa nord ed est si raggiungono solo in barca, e questo basta a renderle deserte. Le spiagge vicine a Tonsai invece sono vive, animate, piene di longtail ormeggiati, e lì la “privacy” si misura in metri e in silenzio, non in esclusività assoluta. Ve lo dico perché la seconda opzione non è affatto peggiore, è semplicemente un altro viaggio.

Laem Tong, la punta nord dove l’isola si dimentica di essere affollata

Laem Tong è l’estremità settentrionale di Phi Phi Don, quaranta minuti di longtail dal molo principale oppure un trasferimento diretto in motoscafo da Phuket. Qui non ci sono strade, non ci sono bar, non c’è nulla se non i resort, una piccola comunità di zingari del mare e un mare che al mattino presto è una tavola. È la zona più adatta a chi vuole spiaggia e silenzio, e va detto con onestà, è anche la meno adatta a chi ama uscire la sera.

OUTRIGGER Phi Phi Island Resort (già Zeavola)

Se conoscevate Phi Phi da prima, questo resort lo avete in mente con il vecchio nome, Zeavola. Nel 2025 è passato al gruppo hawaiano Outrigger, che lo ha ristrutturato e riaperto nella primavera del 2026 con un’identità nuova ma la stessa anima, ville in teak con pareti scorrevoli che si aprono completamente sul giardino e docce all’aperto sotto le felci. Sta direttamente su Laem Tong Beach, in un tratto protetto dove i coralli iniziano a pochi metri dalla riva, e ha due piscine fronte mare, una spa, un centro immersioni PADI e una sala yoga. Si arriva in barca da Phuket con transfer del resort. È la scelta di chi vuole un lusso che non urla, fatto di legno, luce e assenza di rumore.

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Phi Phi Holiday Resort, Leam Tong Beach

Per anni è stato l’Holiday Inn dell’isola, oggi porta il nome di Phi Phi Holiday Resort ed è probabilmente l’indirizzo più solido di Laem Tong per chi viaggia con bambini. Ha una lunga spiaggia bianca davanti, due piscine di cui una pensata per i più piccoli, due ristoranti, un kids club per la fascia cinque-dodici anni, palestra, spa e un centro immersioni SSI. I bungalow sono stati rinnovati e sono sparsi in un giardino tropicale che tiene i rumori lontani dalle camere. Quello che mi piace è il ritmo, qui le giornate si consumano fra sabbia, colazione lenta e snorkeling, e l’assenza di alternative diventa un regalo.

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PP Erawan Palms Resort

È il più piccolo e il più raccolto dei quattro di Laem Tong, e per questo lo consiglio spesso a chi viaggia da solo. Le camere hanno arredi in legno scuro e decorazioni thai, tutte con balcone, e la struttura è talmente vicina alla battigia che dal ristorante fronte mare, il Sawasdee, sentite l’acqua mentre mangiate. C’è una piscina all’aperto, un bar sulla sabbia, il servizio di massaggi in spiaggia e il banco escursioni per snorkeling e immersioni. Non aspettatevi servizi da grande resort, aspettatevi di essere riconosciuti per nome dal secondo giorno, che quando si viaggia da sole conta parecchio.

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Phi Phi Natural Resort

Occupa una proprietà enorme sulla punta di Laem Tong, con cottage e ville sparsi fra palme e alberi tropicali, due piscine, una spa all’aperto e una spiaggia privata che scende dolcemente verso il Mare delle Andamane. Ci sono anche ville con piscina privata per chi vuole alzare l’asticella senza spostarsi in un cinque stelle. La particolarità di questo resort è il punto di vista, si affaccia sul canale tra Phi Phi Don e le isolette di Bamboo e Mosquito, quindi i tramonti e le albe sono entrambi in casa vostra. È il compromesso più intelligente della zona fra spazio, natura e prezzo.

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Loh Ba Gao, una baia intera per una struttura sola

SAii Phi Phi Island Village

È il resort più grande e più famoso dell’isola, e occupa da solo un’intera baia sulla costa nordorientale, con più di settecento metri di sabbia bianca che di fatto appartengono agli ospiti. Centottantanove bungalow in stile thai tradizionale più dodici ville con piscina privata sulla collina, cinque ristoranti, tre bar, due piscine, un centro immersioni PADI, un centro di ricerca marina, corsi di cucina e campi da tennis. Si raggiunge con il transfer in barca della struttura, e una volta lì non avete alcun motivo pratico per andarvene. Lo suggerisco a chi ha pochi giorni e vuole che tutto funzioni senza pensieri.

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Le baie segrete della costa est, dove si arriva solo dal mare

Questa è la parte di Phi Phi che amo di più, e anche quella che chiede qualcosa in cambio. Niente strade, niente negozi, corrente che a volte va e viene, trasferimenti in barca a orari fissi. In cambio avete baie in cui, dopo le cinque del pomeriggio, restate voi e forse una decina di altre persone.

Phi Phi Relax Beach Resort

Sta su Phak Nam Bay, venticinque minuti di barca da Tonsai, con un servizio di transfer quattro volte al giorno. I bungalow hanno tetti di paglia, pareti di bambù e una veranda privata affacciata sul mare o sulla vegetazione, e sono disposti sulla collina in modo che ognuno abbia il suo pezzo di vista. C’è un ristorante, un bar, kayak, snorkeling e massaggi, e poco altro, il che è esattamente il punto. La spiaggia è privata nel senso più letterale del termine, ci si arriva quasi solo via mare. Se state attraversando un periodo in cui avete bisogno di togliere invece che aggiungere, questo è l’indirizzo.

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The Cove Phi Phi

Qui è dove ho dormito l’ultima volta che sono stata a PhiPhi, la spiaggia è un sogno ed è un posto molto tranquillo. La stessa spiaggia è condivisa che da una piccola struttura che si trova dall’altro lato della baia, quindi a volte potreste avere anche altri ospiti con cui fare amicizia, una cosa che a me è piaciuta molto. Un tempo si chiamava Rantee Cliff Beach Resort e sta appunto su Rantee Beach, venti minuti di longtail dal molo di Tonsai, con transfer organizzato dalla struttura. Le sistemazioni vanno dalle Beach Bamboo, capanne semplici a pochi passi dall’acqua, alle Ocean Cliff Villa di settantaquattro metri quadri appollaiate sulla roccia, tutte con veranda e amaca. È una struttura semplice, non un cinque stelle travestito, e le recensioni oscillano proprio per questo, chi ci va aspettandosi un resort resta deluso, chi ci va per la baia se ne innamora. Essendo piuttosto lontano finirete per cenare sempre in struttura, non è male il cibo, ma ovviamente peggio di quello che mangereste in centro, perché è poco vario. L’hotel organizza anche i tour dell’isola con long tail boat privata, molto comodo

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Long Beach, il giusto mezzo fra isolamento e vita

Long Beach è seicento metri di sabbia chiara sulla costa sudorientale, a dieci minuti di barca da Tonsai oppure a una passeggiata di venti minuti lungo il sentiero costiero, che al tramonto è una delle camminate più belle dell’isola. È la mia zona preferita per chi viaggia da solo, perché la sera potete scegliere, restare con i piedi nella sabbia oppure raggiungere il villaggio e tornare quando volete.

Phi Phi The Beach Resort

Costruito sulla collina che chiude Long Beach, con ville e camere digradanti verso il mare e un tratto di spiaggia riservato agli ospiti. C’è una piscina a sfioro affacciata sull’acqua, un ristorante, un bar, kayak e attrezzatura da snorkeling a disposizione, e massaggi thai. Il punto forte è la vista, dalle sistemazioni più alte vedete Phi Phi Leh stagliarsi all’orizzonte e all’alba la luce entra dritta in camera. Il punto debole, ed è giusto dirlo, sono i gradini, parecchi, quindi valutatelo se avete problemi di mobilità o bagagli molto pesanti.

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Phi Phi Long Beach Resort & Villa

Quarantanove fra camere e ville direttamente sulla sabbia di Long Beach, con una piscina esterna affacciata sul mare e il Sawasdee Restaurant & Bar che serve la colazione praticamente sulla spiaggia. La cosa interessante è la varietà, si va dal letto in dormitorio alla villa con plunge pool, il che rende questa struttura una delle poche dell’isola dove possono dormire bene sia chi ha un budget ridotto sia chi vuole concedersi qualcosa. Dieci minuti di barca dal molo principale, oppure il sentiero a piedi se viaggiate leggere. 👉🏻Vedi la disponibilità

Paradise Resort Phi Phi

Anche questo su Long Beach, con accesso diretto alla spiaggia e una gamma di camere che comprende le Beachfront Villa con doccia esterna, quelle in cui vi svegliate e siete già sulla sabbia. Non c’è la piscina, e per me è quasi un pregio, perché toglie l’alibi di restare dentro il resort, però se viaggiate con bambini piccoli è un elemento da considerare. Ci sono ristorante, bar, spa con massaggi, kayak e un tratto di arenile riservato con lettini. Le recensioni premiano posizione e personale, un po’ meno lo stato di alcune sistemazioni, quindi conviene puntare sulle categorie rinnovate.

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Vicino a Tonsai, per chi non vuole dipendere dalle barche

Se è la vostra prima volta a Phi Phi, se restate poche notti, se volete poter cenare fuori e rientrare a piedi, queste tre strutture vi danno la sabbia davanti alla camera senza costringervi a programmare ogni spostamento in longtail.

Mama Beach Residence, Adults Only

È una piccola struttura di ventiquattro camere sulla baia di Tonsai, sul lato sinistro uscendo dal molo, a otto o dieci minuti a piedi dal centro del villaggio. Ha un tratto di spiaggia privata con lettini all’ombra, un ristorante che mescola cucina thai e francese, un bar sulla sabbia, una piccola piscina, servizi spa e la formula solo adulti, che filtra naturalmente il tipo di ospite e il tipo di serata. La consiglio da anni a chi viaggia da sola per una ragione semplice, è abbastanza vicina alla vita per non farvi sentire tagliate fuori e abbastanza defilata perché a mezzanotte si senta il mare e non i bassi dei locali.

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Bayview Resort Phi Phi Island, Beach Front Resort

Sta su Laem Hin, la punta che chiude la baia di Tonsai, in una posizione rialzata fra le rocce con la sua spiaggia riservata sotto. Dodici minuti a piedi da Tonsai Beach, diciassette dal molo, quindi siete fuori dal caos ma raggiungete il villaggio senza barche. Le camere e le ville sono ampie e arredate una diversa dall’altra, c’è una piscina esterna, un ristorante di pesce e un bar sulla sabbia. Le valutazioni sono buone ma non eccellenti, la struttura mostra qualche anno, in compenso il rapporto fra posizione, spazio e prezzo resta uno dei migliori dell’isola.

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Phi Phi CoCo Beach Resort

Cottage in bambù e legno disposti attorno a una piscina, a un passo dalla sabbia e a meno di un chilometro dal molo di Tonsai. Qui l’accesso alla spiaggia è diretto ma non esclusivo, la battigia resta condivisa, ed è bene saperlo prima di prenotare. In cambio avete uno dei punteggi più alti dell’isola su pulizia e servizio, un ristorante, una spa con massaggi thai, kayak e paddleboard. Le Pool Beach Cottage sono la categoria che vale la spesa, perché vi mettono fra la piscina e il mare. È l’opzione giusta per chi vuole svegliarsi sulla spiaggia senza rinunciare alla comodità di arrivare a piedi dal traghetto.

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Come scegliere, in tre domande

La prima domanda è quanti giorni avete. Sotto le tre notti evitate le baie remote, il tempo che guadagnate in bellezza lo perdete in trasferimenti e in ansia da orario della barca. Dalla quarta notte in poi, invece, una baia isolata cambia completamente la qualità del ricordo.

La seconda domanda è che rapporto avete con la solitudine. Laem Tong, Phak Nam e Rantee sono posti in cui la sera si cena presto e poi si resta con se stessi. Per alcuni è terapeutico, per altri diventa pesante entro la seconda notte, e non c’è una risposta giusta, c’è solo la vostra. Se non lo sapete ancora, Long Beach è il compromesso che non vi mette con le spalle al muro.

La terza domanda riguarda la stagione. Da novembre ad aprile il mare è calmo e i trasferimenti in longtail sono tranquilli, da maggio a ottobre il monsone rende le baie esposte a est meno praticabili e alcuni resort remoti riducono i servizi. Se viaggiate in bassa stagione, verificate sempre che il transfer in barca sia garantito e leggete le recensioni degli ultimi mesi, non quelle dell’anno precedente.

Un’ultima cosa, che vale per tutte queste strutture. Prenotate con cancellazione gratuita, perché a Phi Phi i piani cambiano, il meteo cambia, e soprattutto cambiate voi. Mi è capitato più di una volta di arrivare con l’idea di stare due notti e di ritrovarmi a chiedere se c’era posto per altre tre, seduta su un pontile, con le gambe a penzoloni sull’acqua e nessuna voglia di tornare indietro. Se succede anche a voi, significa che avete scelto la spiaggia giusta.

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Autore

Francesca Di Pietro

Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato 80 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: <a href="https://amzn.to/3d08YIU" rel="”sponsored”">Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi</a> edito Feltrinelli.