Scegli una vacanza in barca a vela anche se sei da solo con Sailwiz
C’è un momento preciso in cui capisci che stai per fare qualcosa di straordinario: quando, in un porto qualsiasi d’Europa, sali su una barca a vela con persone che non hai mai visto prima, e la terraferma comincia ad allontanarsi. Per molti viaggiatori solitari, questo è il confine che non avrebbero mai immaginato di attraversare. Sailwiz, piattaforma nata in Spagna nel 2017, lo ha reso non solo possibile, ma prenotabile — come un volo o una camera d’albergo. Con 42.606 utenti, 659 barche e una presenza in 42 paesi, i numeri raccontano una rivoluzione silenziosa nel turismo nautico: il 79% di chi prenota lo fa in solitaria. Con Sailwiz puoi prenotare una vacanza in barca a vela anche se non hai l’equipaggio, indipendentemente dal tuo livello d’esperienza, non c’è un solo tipo d’offerta ma tanti modi unici per vivere il mare e il vento. Ne parliamo con Alicia Iglesias, responsabile per il mercato italiano di Sailwiz.
1. Alicia, chi è il viaggiatore solitario che sceglie Sailwiz? Ci sei rimasta sorpresa quando avete iniziato ad analizzare i dati su chi si imbarca da solo?
Il viaggiatore “solitario” che sceglie Sailwiz per le sue vacanze in barca è molto più vario di quanto si possa pensare. Non parliamo solo di persone “costrette” a viaggiare da sole, ma anche di professionisti che cercano una pausa, di appassionati di mare che non hanno compagnia disponibile, e persino di chi vuole uscire dalla propria zona di comfort e conoscere nuovi compagni di viaggio. Senza contare tutti gli appassionati di vela che vogliono fare esperienza e partecipare a corsi.
Sì, devo dire che all’inizio sono rimasta sorpresa. Prima di lavorare per Sailwiz, mi occupavo di noleggio barche per un portale dove il viaggio in barca era un’esperienza più “chiusa”, organizzata quasi sempre tra amici o gruppi già formati.
Entrando in Sailwiz, invece, ho scoperto un mondo fatto di utenti che si imbarcano da soli. È stata una bellissima scoperta perché ho capito che partire da soli non significa “essere soli”: al contrario, è spesso il modo più semplice per aprirsi, conoscere nuove persone e vivere esperienze condivise in modo autentico.
2. Salire su una barca con persone sconosciute è un salto psicologico importante. Cosa succede davvero a bordo? Quando, secondo la vostra esperienza, gli estranei smettono di esserlo?
Salire a bordo con persone che non si conoscono può sembrare impegnativo, ma in realtà l’esperienza a bordo tende a sciogliere rapidamente le distanze. La vita in barca mette tutti nella stessa situazione: si condividono gli spazi, si collabora nelle attività quotidiane e si prendono decisioni insieme, e questo crea fin da subito occasioni naturali di interazione.
Per nostra esperienza, l’imbarazzo iniziale dura poco. Già dopo le prime ore, e quasi sempre entro la prima giornata, si inizia a chiacchierare con più spontaneità; a condividere momenti semplici e a entrare in sintonia. Una veleggiata, una sosta per il bagno o un aperitivo al tramonto sono il punto di svolta.
È un contesto che facilita molto le relazioni: essendo fuori dalla routine e lontane dai propri schemi abituali, le persone sono più predisposte ad aprirsi. Così, senza forzature, si passa rapidamente da un gruppo di sconosciuti a un piccolo equipaggio che funziona in modo naturale. Inoltre gli skipper sono abituati a questo tipo di esperienze e sanno come gestirle perché la gente rompa il ghiaccio facilmente.

3. La traversata atlantica è il sogno di moltissimi velisti. Sailwiz la propone come esperienza prenotabile, ma anche modulare, a tappe. Com’è strutturato questo percorso e quali sono le tappe principali dalla Spagna fino ai Caraibi?
La traversata atlantica è uno dei grandi sogni della vela, e su Sailwiz la proponiamo in una forma modulare accessibile e progressiva, anche per chi non vuole affrontare subito l’intera traversata in un’unica soluzione (spesso per motivi di tempo).
Si parte generalmente dalla Spagna, spesso dalle Canarie come ultimo punto di avvicinamento all’Atlantico. Da qui inizia la fase più “atlantica” del percorso. Le tappe tipiche includono la navigazione verso le isole di partenza della traversata, come Las Palmas de Gran Canaria o Tenerife, che sono hub molto frequentati dai velisti diretti verso i Caraibi.
Dalle Canarie si parte poi per la traversata vera e propria dell’Oceano Atlantico, seguendo la rotta degli alisei in direzione delle Antille. L’arrivo avviene in destinazioni caraibiche come Martinique o Guadeloupe, che rappresentano spesso i primi approdi dopo giorni di navigazione oceanica.
La logica modulare permette di partecipare a singole tratte, ad esempio un trasferimento nel Mediterraneo, l’avvicinamento alle Canarie o la traversata oceanica, oppure di concatenarle per vivere l’intero percorso. Questo rende l’esperienza più flessibile e adatta sia a chi vuole formarsi gradualmente sia a chi è già pronto per affrontare l’Atlantico.
4. Per chi è a zero esperienza di vela, una traversata atlantica può sembrare un salto troppo grande. È davvero accessibile a tutti oppure c’è un livello minimo di preparazione richiesto?
Una traversata atlantica è un salto impegnativo per chi non ha esperienza di vela, ed è normale percepirla così. In realtà, se organizzata nel modo giusto, è un’esperienza accessibile anche a chi parte da zero, purché inserita in un contesto guidato e strutturato. Ad esempio, con corsi di vela teorici e pratici prima della partenza.
Sicuramente non è necessario essere velisti esperti per partecipare: a bordo c’è sempre uno skipper professionista che si occupa della navigazione e della sicurezza. Allo stesso tempo, l’equipaggio viene coinvolto nelle attività quotidiane, dalle manovre base alla gestione della vita di bordo, così da vivere l’esperienza in modo attivo e graduale.
Più che requisiti tecnici, quello che serve è un minimo di disponibilità ad imparare, flessibilità per adattarsi alla vita in barca e volontà di collaborare con il resto della tripulazione.
Detto questo, esiste una progressione naturale: molte persone scelgono prima esperienze più brevi o corsi introduttivi e poi, una volta acquisita confidenza, si sentono pronte per affrontare una navigazione oceanica. Ma non è un obbligo: la traversata è pensata proprio per essere anche un’esperienza formativa, oltre che un viaggio.
Un discorso diverso va fatto per chi vuole partecipare alla traversata in versione regata ma sono comunque meno rispetto alla classiche traversate
5. Quanto tempo richiede l’intera traversata e quanto, invece, una singola tappa? Aiutateci a capire i tempi per chi vuole pianificare questo viaggio con i vincoli di una vita normale.
Si parte da tratte da una settimana per le tappe mediterranee fino a una ventina di giorni per la tappe Oceanica come la “grande traversata” da Cabo Verde a i Caraibi.
6. Tra i navigatori esiste un detto: “la roba da navigatori veri è tornare indietro.” Sailwiz offre anche la possibilità di fare il percorso inverso, dai Caraibi verso l’Europa?
Si certo, i capitani che propongono le proprie tratte di andata propongono anche le tappe di ritorno che, a proposito, sono sempre più richieste.

7. Uno dei modi più affascinanti per attraversare l’Atlantico è partecipare all’ARC — l’Atlantic Rally for Cruisers. Sailwiz consente di vivere la traversata nell’ambito di questa regata? Cosa aggiunge l’ARC all’esperienza rispetto a una navigazione con il proprio equipaggio?
Rispetto a una navigazione tradizionale, l’ARC aggiunge un livello in più di sfida, sia personale che di gruppo, perché si affronta una vera traversata oceanica all’interno di una flotta internazionale, dove coordinazione, spirito di adattamento e collaborazione fanno la differenza. Allo stesso tempo, offre un’esperienza davvero unica: non si tratta solo di navigare, ma di condividere un percorso con centinaia di imbarcazioni e persone che vivono la stessa avventura, creando un senso di comunità molto forte. Il tutto si conclude con un grande momento di festa all’arrivo ai Caraibi, che celebra non solo la meta raggiunta, ma anche il percorso fatto insieme, all’interno di un contesto organi.
8. Si viaggia da soli anche per destinazioni meno esotiche, come le classiche crociere estive in Mediterraneo (Grecia, Sardegna, Eolie,)
Assolutamente! Le crociere a piazza sono disponibili in tutto il Mediterraneo, sia su monoscafo che su catamarano o goletta, offrendo così diverse soluzioni a seconda delle preferenze e del tipo di esperienza che si cerca.
9. Consigli per chi non è mai andato da solo in barca?
Il mio consiglio è informarsi bene prima di scegliere la vacanza ideale. Anche se le modalità di questo tipo di esperienze sono spesso simili, ogni imbarcazione e ogni capitano possono avere caratteristiche e dinamiche diverse. È quindi importante chiedere in anticipo come sarà organizzata la vita a bordo, quali saranno le attività previste, che tipo di partecipazione è richiesta all’equipaggio e quale livello di esperienza è necessario.

10. La barca è un posto limitato: non c’è un “da un’altra parte” o “più in là” dove andare. Cosa deve avere o non avere chi affronta per la prima volta un’esperienza del genere?
Esatto! Per questo a chi affronta per la prima volta un’esperienza del genere consigliamo prima di tutto apertura mentale, spirito di adattamento e voglia di condividere gli spazi. A bordo la convivenza è continua e questo rende fondamentali la disponibilità a collaborare, la comunicazione chiara e il rispetto reciproco.
È importante anche non avere aspettative rigide su comfort, tempi o privacy. Al contrario, chi vive meglio questa esperienza è chi affronta eventuali piccoli imprevisti con flessibilità e buon senso.
11. Parlando di formazione: i corsi RYA stanno crescendo molto sulla vostra piattaforma. Per chi non li conosce, cosa sono e perché la Royal Yachting Association è considerata uno degli standard formativi più seri al mondo?
I corsi RYA sono programmi di formazione in ambito nautico sviluppati dalla Royal Yachting Association, un’organizzazione britannica riconosciuta a livello internazionale. Sono percorsi progressivi che accompagnano dalla fase iniziale fino a livelli più avanzati, combinando apprendimento teorico ed esercitazioni pratiche direttamente in barca. Anche per chi si avvicina alla vela dall’Italia e quindi anche per italiani, questi corsi sono particolarmente adatti perché la certificazione RYA è una delle più riconosciute e accettate a livello globale.