Conosco Parigi molto bene, ci sono stata tante volte e ogni volta cerco di dormire in un quartiere diverso per scoprire nuove dinamiche e modi di vivere. Erano anni che volevo andare a Belleville, ne avevo letto in molti romanzi dell’Ottocento e ne ho sentito molto parlare in svariati articoli che ho spulciato online. Belleville è il quartiere dove è nata Edith Piaf (se non avete mai visto il film “La Mome”, vi consiglio di farlo quanto prima) ed è stata spesso immortalata in svariati film d’autore. D’altro canto, Parigi è uno degli scenari europei principali dell’industria cinematografica e, se vorreste sapere di più sull’argomento, vi rimando a questo post del redazionale di Expedia Explore sulle location della Ville Lumiére.

Fino al 1860 Belleville era considerato un villaggio esterno a Parigi dove negli anni si erano insediati molti immigrati e lavoratori della classe operaia. Negli ultimi anni si è trasformato in un ambiente davvero creativo ed originale, ospita molte comunità di altre religioni che sono perfettamente integrate alla cultura francese ed è diventato una tavola per migliaia di streetartists, infatti ad oggi i suoi murales sono diventati famosi in tutto il mondo e le sue strade ospitano festival internazionali.

La strada più iconica dei murales di Belleville è Rue de la Fontaine au Roi, un lungo muro che viene continuamente affrescato e modificato da artisti di tutto il mondo. Da notare la visione cittadina di Cannibal Letters buia e angosciante e l’autoritratto di Cost che emerge dal nero della città, si alternano omaggi a rapper francesi, uccelli giganti che simboleggiano la libertà sopra la città e donne in posa come delle dee greche con occhiali da realtà virtuale che simboleggiano una battaglia senza senso della nostra epoca.

Il quartiere di Belleville è diventato famoso anche per le opere di Space Invator, forse il più famoso artista francese, se non avete presente chi sia, sono quei piccoli personaggi dei videogame fatti di piastrelle che spesso si trovano sui muri delle grandi città, sono sicura che li avrete visti almeno una volta nella vita. Numerose sono le opere di Clet Abraham, artista francese che sa anni vive a Firenze che si dedica prevalentemente a cambiare il significato dei cartelli di strada, trasformando uno stop in un segno di lotta o un “strada senza uscita” in un crocifisso.

Il tema del femminismo è molto forte a Belleville così come quello della lotta di classe, i due murales che ho apprezzato di più sono uno che è ritratto sulle saracinesche di una cartoleria libreria che ritrae i volti di due donne davvero importanti per la resistenza antifascista francese: Germanie Tillion e Geneviév de Gaulle – Anthonioz, due donne superstiti dei campi di concentramento che dedicarono la loro vita a combattere il fascismo e l’emancipazione femminile. Ho molto apprezzato che fossero ritratte da vecchie con i segni della loro lotta sul volto.

Un’altra opera che mi è piaciuta molto è quella di Miriam Brugmann, un’artista argentina che ritrae due donne che si amano e che lottano per i loro diritti in una ipotetica manifestazione, hanno i pugni alzati e le scritte “juntas y fuertes” insieme e forti e Amor Y Revoluciòn, la cosa “simpatica” è che un altro artista ha integrato il murale disegnando alle loro spalle un uomo gigante pieno di muscoli e con una faccia molto aggressiva che da dietro le aggredisce.

Miriam Brugmann

Tra le strade di Belleville ci sono moltissime gallerie alternative e spesso si ha la possibilità di incontrare gli artisti e di poter scambiare due parole con loro, ad esempio io ho avuto la fortuna di incontrare Logan Hicks all’opera mentre stava completando un macro murales sulla visione della città oggi. Si incontrano anche spazi occupati che hanno creato rifugi e ambienti ospitali per i senza tetto che a loro volta li hanno trasformati in caffè è biblioteche, sono luoghi molto colorati e aperti a tutti.

Logan Hicks

Oltre alla bellissima arte di strada Belleville offre uno dei panorami più belli e sorprendenti della capitale, infatti dal Parco di Belleville, si può osservare tutta la città con tanto di tour Eiffel in lontananza. Rue Piat è di sicuro una delle strade più interessanti del quartiere con tantissimi negozi vintage e gallerie d’arte per poi culminare in una bellissima terrazza con vista dove in estate ci sono tantissimi bar all’aperto e gente che beve e mangia rumorosamente, un bellissimo angolino poco turistico.

Belleville è anche famoso per i suoi ristornati etnici, specialmente quelli vietnamiti, da poco ha aperto anche un ristorante coreano davvero ottimo, molto frequentato da locali, Gam Gam , ve lo consiglio per una serata diversa. Un caffè per un pranzo veloce in un ambiente davvero anticonvenzionale è Le Barbouquin, gestito da due ragazze che preparano sul momento piatti semplici e sani. Vi consiglio anche un aperitivo in un bellissimo slargo che si trova tra Rue de Belleville e Rue de Julien Lacroix, tantissimi ragazzi occupano i tavoli della piazzetta per ascoltare un po’ di musica sorseggiando birra, anche questa piazza è adornata da bellissimi murales di cui uno impera con la frase “il fout se mefier de mots” , non ti fidare delle parole.

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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