Nord della Thailandia in 10 giorni: itinerario classico e la chicca di Nan

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Se pensi di visitare la Thailandia dedicandoti solo al mare stai sbagliando di grosso, e soprattutto ti stai perdendo un pezzo enorme della cultura thailandese. Sono stata in Thailandia quattro volte e ancora oggi sento di conoscerne troppo poco rispetto a tutto quello che vorrei scoprire. È un paese incredibile, molto vario, con una cultura che, proprio come in Italia, cambia tantissimo da una regione all’altra. Il nord, con la sua anima calma, le montagne, i templi in teak e un ritmo completamente diverso da quello delle isole, è forse la parte che più ti fa capire chi sono davvero i thailandesi. Per secoli, del resto, qui c’era un regno indipendente, il regno Lanna, e ancora oggi il nord ha una lingua, una cucina e un’architettura tutte sue.

Escluderlo è un grande errore, per questo voglio aiutarti a organizzare almeno un giro classico di 10 giorni, o di una settimana se hai poco tempo, con una tappa in più che pochi conoscono: Nan. Se invece stai ancora decidendo come organizzare tutto il viaggio, mare compreso, ti lascio anche i miei 4 itinerari per un viaggio in Thailandia fai da te.

Quanti giorni servono per vedere il nord della Thailandia?

La risposta onesta è che ne servirebbero molti di più di quelli che di solito abbiamo, ma 10 giorni sono il tempo giusto per un primo viaggio che non sia una corsa. Ti permettono di vivere Chiang Mai con calma, fare una puntata a Chiang Rai e arrivare fino a Nan senza passare metà del viaggio su un autobus.

Se hai solo una settimana puoi comunque fare il giro classico tra Chiang Mai e Chiang Rai, ma ti consiglio di rinunciare a Nan: è lontana dal circuito principale e vederla di fretta significherebbe perdere proprio quello che la rende speciale, cioè la lentezza. Se invece hai due settimane o più, il nord è generosissimo e puoi aggiungere Pai, Chiang Dao o il Mae Hong Son Loop.

Qual è il periodo migliore per visitare il nord della Thailandia?

Il periodo migliore va da novembre a gennaio. Le giornate sono soleggiate e secche e le temperature piacevoli, mentre la sera in montagna fa fresco, quindi ti servirà una felpa. Febbraio può ancora andare bene, ma da fine febbraio fino ad aprile il nord entra nella cosiddetta burning season.

In questi mesi si bruciano i campi coltivati per prepararli alla nuova semina, a cui si aggiungono gli incendi nelle foreste, anche nei paesi confinanti. Il risultato è una cappa di fumo che copre le montagne, con livelli di polveri sottili (PM2.5) che a marzo e aprile possono diventare davvero pericolosi e rendere l’aria irrespirabile. Se viaggi in quel periodo, controlla la qualità dell’aria su app come IQAir prima di partire e tieni il programma flessibile.

La stagione delle piogge, da giugno a ottobre, ha invece un suo fascino: il paesaggio è verdissimo, ci sono meno turisti e di solito piove a scrosci, non tutto il giorno.

Come raggiungere il nord della Thailandia?

Se vuoi andare direttamente a Chiang Mai o a Chiang Rai, l’opzione migliore, e quasi sempre anche la più economica, è l’aereo. Da Bangkok il volo per Chiang Mai dura poco più di un’ora e, prenotando con qualche settimana di anticipo, si trovano biglietti da 20–40 euro con le compagnie low cost che partono da Don Mueang. Per Nan ci sono voli diretti da Bangkok Don Mueang con Nok Air e Thai AirAsia, che in circa un’ora e un quarto ti evitano parecchie ore di strade di montagna.

Il treno notturno, che impiega 12–14 ore, e i bus, che ne impiegano 9–11, hanno senso solo se vuoi fermarti lungo il percorso a vedere qualcosa della Thailandia centrale, come Ayutthaya, Sukhothai o Lampang, una città d’altri tempi con le sue carrozze a cavallo e i templi in teak, dove il turismo di massa non è mai arrivato. In quel caso il viaggio stesso diventa parte dell’esperienza, ed è un modo bellissimo di sentire la distanza che stai percorrendo.

Come vedere gli elefanti in modo etico in Thailandia

Il nord della Thailandia è anche il regno degli elefanti, ed è qui che devi fare più attenzione. Un elefante non è un animale domestico, e per farlo diventare docile, fargli portare i turisti sulla schiena o fargli fare spettacoli, viene sottoposto fin da piccolo a un addestramento basato solo sul dolore e sulla paura, fatto di fruste e uncini. Ecco perché oggi molti campi si chiamano “santuari” pur offrendo esattamente le stesse cose: il bagno insieme agli elefanti, la possibilità di dargli da mangiare con le mani, le carezze, le foto abbracciati.

Il criterio per riconoscere un santuario davvero etico è uno solo, e cioè che non ti faccia interagire con gli animali. Li osservi da lontano, a una quindicina di metri, mentre mangiano, si lavano e si muovono liberi. Io ho visitato ChangChill, a circa un’ora e mezza da Chiang Mai, che ospita quattro femmine e accetta piccoli gruppi. È stato emozionante proprio perché erano loro a decidere tutto. Ho raccolto tutti i santuari che consiglio, e come riconoscere quelli che non lo sono, in questo articolo su dove vedere gli elefanti in Thailandia in un santuario etico.

È etico visitare i villaggi delle donne giraffa?

No. E questa è una delle poche risposte su cui non ho nessun dubbio. Ci sono andata nel 2001, avevo vent’anni, viaggiavo con i miei genitori e non capivo davvero dove mi trovassi. Ma non potrò mai dimenticare gli occhi di una bambina di sei anni a cui avevano appena messo i primi anelli.

Le cosiddette donne giraffa appartengono al popolo Kayan, un sottogruppo dei Karenni, e quello che sembra un collo allungato in realtà non lo è: il peso degli anelli d’ottone, che vengono aggiunti negli anni, schiaccia verso il basso le clavicole, rompendole e comprime la cassa toracica, deformando il corpo per sempre. Si racconta che servissero a proteggere le donne dal morso della tigre, altri dicono che servissero a renderle meno appetibili per i rapitori, ma il motivo più plausibile è come sempre esercitare controllo, infatti venivano tolti in caso di adulterio e ovviamente la donna senza più muscoli del collo, moriva. Da psicologa io ci leggo soprattutto un gesto di controllo sul corpo femminile, un corpo costretto a muoversi poco, con fatica e dolore.

Ma il motivo per cui oggi non devi andarci è un altro, ancora più concreto. Molte delle donne che vedi nei villaggi turistici sono rifugiate fuggite dalla Birmania, e per anni non hanno potuto lasciare quei villaggi né trasferirsi altrove, tanto che nel 2008 l’agenzia ONU per i rifugiati ha criticato apertamente la Thailandia e la stampa internazionale ha iniziato a parlare di zoo umani. La tradizione sopravvive perché i turisti pagano un biglietto per fotografarle.

Se vuoi incontrare davvero i popoli delle montagne, i Karen e le altre etnie le incontri ovunque nel nord, ai mercati, nei villaggi lungo la strada e nelle homestay gestite dalle comunità, con i loro abiti tradizionali e le collane di perline colorate, senza nessuno che ti venda il biglietto.

È possibile noleggiare un’auto per girare il nord della Thailandia?

Sì, e anzi il nord è la parte della Thailandia dove l’auto ha più senso: le strade sono in buone condizioni, il traffico fuori dalle città è tranquillo e ti permette di fermarti nei villaggi, nei punti panoramici e nei templi che i bus ignorano. Ricorda però che in Thailandia si guida a sinistra e che le strade di montagna, come quelle verso Pai o intorno a Nan, sono strette e piene di curve.

Fondamentale è la patente internazionale, che in Italia si richiede alla Motorizzazione Civile o in agenzia: senza, oltre a rischiare una multa ai posti di blocco della polizia, che nel nord sono frequenti, in caso di incidente, l’assicurazione del noleggio e quella di viaggio possono non coprirti. Per affittare una macchina ti suggerisco di controllare le offerte di DiscoverCars, a questo link trovi offerte speciali. Lo stesso vale per lo scooter, che qui tantissimi turisti noleggiano con leggerezza: per guidarlo serve la patente internazionale con la categoria A, cioè devi avere la patente della moto anche in Italia. Se non te la senti di guidare, un’ottima alternativa è prenotare un autista privato per le tratte più lunghe.

Quanto costa un viaggio di 10 giorni nel nord della Thailandia?

Il nord è una delle zone più economiche del paese, ma il budget dipende molto da come ti piace viaggiare. Escluso il volo intercontinentale per Bangkok, con uno stile essenziale (guesthouse semplici, street food e trasporti pubblici) puoi stare intorno ai 40–50 euro al giorno a persona.

Con un viaggio confortevole, quindi camere private carine, ristoranti, qualche esperienza come un corso di cucina o la visita a un santuario etico degli elefanti e un paio di voli interni, conta tra 70 e 100 euro al giorno, quindi 700–1.000 euro per 10 giorni. Se ami gli hotel boutique e gli autisti privati, si sale oltre i 150 euro al giorno.

È sicuro il nord della Thailandia per una donna che viaggia da sola?

Sì, ed è uno dei posti dove consiglio più volentieri di fare il primo viaggio in solitaria in Asia. Chiang Mai è piena di viaggiatrici sole, nomadi digitali e donne che si fermano settimane per un corso di yoga o di cucina, e questo crea un ambiente accogliente in cui non ti senti mai l’unica. I thailandesi del nord sono gentili e riservati, e le molestie sono rare rispetto a tante altre mete.

Le precauzioni sono quelle di buon senso che useresti ovunque: non lasciare il drink incustodito nei locali, usa Grab o Bolt la sera invece di accettare passaggi, e per i trekking affidati a guide registrate, magari consigliate dalla tua guesthouse. Il rischio vero, più che le persone, è la strada. La Thailandia ha uno dei tassi di incidenti stradali più alti al mondo, e tante viaggiatrici si fanno male noleggiando uno scooter senza averlo mai guidato.

Il nord è un luogo dove la paura di partire da sola si scioglie in fretta, perché ti accorgi presto che sei tu a scegliere il ritmo, e che il ritmo lento di queste montagne ti somiglia più di quanto pensassi.

È possibile visitare il nord della Thailandia con i bambini?

Assolutamente sì, è una delle zone più facili in cui viaggiare con bambini piccoli. L’ultima volta ci sono andata con mio figlio che aveva due anni e si è divertito tantissimo. Il mio consiglio è di usare l’aereo per gli spostamenti lunghi, così da evitare ai bambini ore e ore di auto o di autobus, soprattutto sulle strade di montagna piene di curve.

Se non vuoi guidare puoi organizzare tutto con un autista privato chiedendo direttamente al tuo hotel, oppure prenotare comodamente un tour. Anche mangiare ai mercati notturni è comodo e sicuro con i bambini: c’è sempre qualcosa che piace anche ai più piccoli, dal riso alla frutta fresca, l’atmosfera è rilassata e i thailandesi adorano i bambini. Preparati quindi a vederlo coccolato, fotografato e riempito di attenzioni ovunque tu vada.

Itinerario di 10 giorni nel nord della Thailandia

Giorni 1–4: Chiang Mai, il cuore del nord

La prima tappa di un itinerario al nord non può che essere Chiang Mai, la vecchia capitale del regno Lanna. Come ti dicevo, il modo migliore per arrivarci è l’aereo: ci sono tantissimi voli diretti da Bangkok e dalle altre città principali, e costano davvero poco. Per dormire ti consiglio il centro storico o appena fuori, cioè la città vecchia racchiusa dal fossato e dai resti delle mura, magari non sulla strada principale, che è molto trafficata, ma in una zona tranquilla da cui puoi muoverti a piedi durante il giorno.

Se vuoi un’idea di come organizzare i quattro giorni, il primo dedicalo ai templi del centro storico, il secondo al Doi Suthep, al Tempio d’Argento e al tramonto al Wat Suan Dok, il terzo al Doi Inthanon, dormendo in zona, e il quarto agli elefanti, prima di spostarti verso Chiang Rai.

Se riesci, fai in modo di trascorrere a Chiang Mai una domenica. Ogni domenica, più o meno dalle 16 alle 22, Ratchadamnoen Road si trasforma nel Sunday Walking Street, un mercato lungo circa un chilometro che va da Tha Phae Gate fino al Wat Phra Singh, con artigianato tipico, tantissimi prodotti locali e un’ottima selezione di street food da non perdere. È anche l’occasione perfetta per vedere i templi del centro di sera, illuminati, con meno gente e meno caldo, quando hai più tempo e tranquillità per goderteli, e per fare foto davvero particolari, infatti la domenica sera rimangono aperti di più, solitamente fino alle 22.

I templi del centro storico

Il più impressionante è il Wat Chedi Luang, con il suo enorme chedi in rovina, il monumento a forma di campana che custodisce le reliquie. Costruito tra il Trecento e il Quattrocento, era la struttura più alta del regno finché un terremoto nel Cinquecento non ne fece crollare la cima, e per un periodo ha ospitato il Buddha di Smeraldo, che oggi si trova a Bangkok. Nello stesso complesso c’è il City Pillar, il pilastro della città, il santuario che secondo la tradizione protegge Chiang Mai. Qui, come in altri luoghi sacri del nord, alle donne non è permesso entrare, un dettaglio che non passa inosservato e su cui vale la pena fermarsi un attimo a riflettere.

Proprio accanto c’è il Wat Phan Tao, una sala di preghiera interamente in legno di teak scuro che in origine faceva parte di un palazzo reale. È piccolo e raccolto, e durante la festa delle lanterne di novembre diventa uno dei luoghi più suggestivi della città.

Il Wat Chiang Man è invece il tempio più antico di Chiang Mai, fondato alla fine del Duecento dal re Mangrai, lo stesso che fondò la città. Lo riconosci dal chedi sorretto da una fila di elefanti di pietra, e custodisce due piccole statue del Buddha molto venerate, una delle quali in cristallo.

Infine il Wat Phra Singh Woramahawihan, il tempio più venerato della città, che custodisce la statua del Phra Buddha Sihing. Non perderti la piccola cappella Viharn Lai Kham, decorata con dorature e affreschi antichi che raccontano la vita quotidiana di un tempo.

Appena fuori dalle mura: il Tempio d’Argento, il Wat Suan Dok e il Doi Suthep

Per visitare i dintorni di Chiang Mai una buona soluzione è noleggiare un’auto, per un giorno o anche per più giorni, così da muoverti in modo indipendente. In alternativa puoi contrattare un autista privato che ti accompagnerà ogni giorno: il costo è relativamente basso, anche se l’auto a noleggio resta l’opzione più economica.

A sud della città vecchia c’è il Wat Sri Suphan, il Tempio d’Argento, che è davvero bellissimo: la sala principale è interamente rivestita di lamine d’argento cesellate a mano dagli artigiani del quartiere, che da secoli lavorano questo metallo. Anche qui alle donne non è permesso entrare nella sala, la si ammira da fuori, ma la visita vale comunque. Il sabato sera, proprio accanto, si tiene il mercato di Wualai Road, e il tempio illuminato è uno spettacolo.

Il Wat Suan Dok, a ovest del centro, è famoso per i suoi chedi bianchi che custodiscono le ceneri della famiglia reale del regno Lanna, con le montagne sullo sfondo. Vacci al tramonto, quando il bianco si tinge di arancione: è uno dei momenti più belli che puoi vivere a Chiang Mai.

E poi il Wat Phrathat Doi Suthep, il tempio sulla montagna che domina la città, a circa 15 chilometri dal centro. Si sale lungo una scalinata di oltre trecento gradini fiancheggiata da due grandi serpenti mitologici, i naga, e in cima ti aspettano un chedi dorato e una vista bellissima su tutta Chiang Mai.

Il night market

Almeno una sera vai al Night Bazaar, il mercato notturno che si tiene ogni giorno lungo Chang Klan Road, sia per fare un po’ di shopping sia per mangiare. In tutti i mercati notturni della Thailandia c’è una grande varietà di cibo e, visto che c’è tantissima gente, il ricambio è continuo, quindi il cibo è sempre fresco e preparato al momento. Anche chi ha lo stomaco delicato può stare tranquillo.

Doi Inthanon, il tetto della Thailandia

Dedica una giornata intera al Doi Inthanon, un parco nazionale bellissimo dove si trova la vetta più alta della Thailandia, 2.565 metri. Ci sono trekking di diversa difficoltà, cascate come quella di Wachirathan e, vicino alla cima, due pagode reali circondate da giardini fioriti, costruite in onore del re e della regina. Il sentiero più bello, il Kew Mae Pan, si percorre solo con una guida locale e di solito è chiuso durante la stagione delle piogge. La natura è stupenda e una giornata piena è davvero necessaria.

Se vuoi fare altre esperienze nella provincia, come vedere gli elefanti, ti consiglio di dormire in zona invece di tornare ogni sera in città: eviterai molte ore di trasferimenti inutili e potrai goderti la montagna con calma.

Visitare un santuario etico di elefanti

Il nord è da sempre la terra degli elefanti, che per secoli hanno lavorato nelle foreste di teak di questa regione, ed è qui che si trovano molti dei santuari del paese. Proprio per questo devi fare attenzione: non affidarti ai tour che ti propongono a ogni angolo di strada, che quasi sempre includono un finto santuario e magari anche la visita alle donne giraffa, due trappole da evitare. La cosa fondamentale è che non entri mai in contatto fisico con gli animali, no bagno con loro, no dargli da mangiare, se è etico li vedi solo da lontano. Ce ne sono davvero pochi ufficialmente riconosciuti come etici, quello più vicino a Chiang Mai è ChangChill dove sono stata io, ti suggerisco di leggere il mio articolo Dove vedere gli elefanti in Tailandia in un santuario .

Dove dormire a Chiang Mai

Come ti dicevo, la base ideale è il centro storico, da cui puoi raggiungere a piedi quasi tutti i templi e i mercati. Ecco le strutture che ti consiglio, per budget diversi.

SugarCane Chiang Mai: io ho dormito qui, appena fuori dal centro, ma si arriva ovunque a piedi. È molto carino, specialmente la zona in comune e la piscina. Mi è piaciuto l’ambiente di legno e le tantissime piante del giardino. Camere molto grandi e spaziose, sono stati anche molto gentili ad organizzarmi il driver privato per fare giri in modo indipendente. Da sapere che la colazione è solo asiatica o continentale, insomma niente dolce. Ha un prezzo davvero conveniente.

Buri Gallery House è la scelta giusta se cerchi un ottimo rapporto qualità prezzo senza rinunciare all’atmosfera. Si trova sulla Ratchadamnoen Road, a pochi passi dal Wat Phra Singh e proprio lungo il percorso del mercato della domenica, ed è arredata in stile tradizionale del nord, tra legno scuro e tessuti locali. Ha una piccola piscina in giardino e una caffetteria dove servono la colazione e le tisane alle erbe thailandesi, ed è una delle strutture più apprezzate della città vecchia, soprattutto per la sua posizione.

Phor Liang Meun Terracotta Arts è un hotel che sembra una galleria d’arte. Nasce da una storica bottega di terracotta di Chiang Mai, e ovunque, nei corridoi, nel giardino e intorno alla piscina, trovi sculture e bassorilievi in terracotta che si mescolano all’architettura tradizionale. È a due passi dal Wat Phra Singh, ha un ristorante di cucina thai e il parcheggio gratuito, comodo se hai deciso di noleggiare l’auto per i dintorni.

Tamarind Village è uno dei boutique hotel più belli della città vecchia. Ci entri attraverso un viale ombreggiato di bambù che ti isola subito dal rumore della strada, e le camere, in stile tradizionale del nord, si sviluppano intorno a un grande albero di tamarindo secolare che dà il nome all’hotel. Ha una spa, una piscina circondata dal verde ed è anch’esso a pochi passi dal mercato della domenica: è il posto giusto se vuoi un rifugio di calma nel cuore della città.

137 Pillars House è il posto in cui concederti qualcosa di davvero speciale. L’hotel è costruito intorno a un’antica casa in teak di fine Ottocento, che era la sede di una compagnia britannica del commercio del legno, ed è stata restaurata con grande cura. Le suite sono ampie ed eleganti, con terrazze private e un’atmosfera coloniale d’altri tempi. Si trova fuori dalle mura, nel quartiere di Wat Ket vicino al fiume Ping, a pochi minuti dal Night Bazaar.

Giorni 5–6: Chiang Rai

La seconda tappa è Chiang Rai, che da Chiang Mai si raggiunge comodamente con il pullman di linea in circa tre ore e mezza. Se invece hai un’auto, o hai scelto un autista privato, puoi trasformare il trasferimento in una giornata di scoperta, fermandoti lungo la strada in posti che chi viaggia in bus non vedrà mai.

Lungo la strada da Chiang Mai

Una sosta che consiglio è il Parco Nazionale di Doi Luang, un luogo bellissimo per fare delle passeggiate, con moltissime cascate, tra cui quella di Pu Kaeng con le sue vasche a gradoni, e un parco delizioso immerso nella natura.

Un’altra tappa prima di arrivare in città può essere Kao Pui, oppure il Wat Tham Phra Bamphen Bun, un tempio nel distretto di Phan dedicato alla meditazione vipassana

Il Tempio Bianco

Poco prima di entrare a Chiang Rai si trova il famosissimo Wat Rong Khun, il Tempio Bianco. È un tempio moderno, ideato dall’artista thailandese Chalermchai Kositpipat che ha iniziato a ricostruirlo nel 1997, ed è ancora oggi un cantiere aperto. È completamente bianco, perché il bianco simboleggia la purezza del Buddha, e i frammenti di specchio che lo ricoprono rappresentano la sua saggezza che illumina il mondo. Per entrare attraversi un ponte sopra un mare di mani che si protendono dal basso, a simboleggiare i desideri e le sofferenze da cui bisogna liberarsi, e dentro, tra le pitture murali, compaiono personaggi della cultura pop come supereroi e film di fantascienza, a raccontare il mondo moderno. Per molti è kitsch, e in effetti è un luogo particolare, con sculture quasi gotiche, ma è una bella espressione della religiosità thailandese contemporanea. A me è piaciuto molto, soprattutto nel tardo pomeriggio con la luce della sera. Considera che chiude alle 17 e che l’ingresso per i turisti stranieri costa 200 baht.

Chiang Rai città

Chiang Rai è molto carina, molto più piccola di Chiang Mai, e anche qui è piacevolissimo muoversi a piedi. Per le attrazioni poco fuori città, come il Tempio Bianco, il Tempio Blu, la Casa Nera o il Wat Huay Pla Kang, puoi spostarti comodamente con Grab, l’app per prenotare auto con autista, che qui funziona benissimo e costa poco. Con un po’ di organizzazione riesci a vederle tutte in una sola giornata.

Tra i templi antichi della città ti consiglio il Wat Phra Kaew, che ha una storia bellissima: è qui che nel 1434 un fulmine colpì il chedi del tempio e fece riemergere da sotto lo stucco una statua di giada verde, il Buddha di Smeraldo, che oggi si trova a Bangkok ed è la statua più sacra di tutta la Thailandia. Al suo posto oggi c’è una copia in giada realizzata nel 1991, custodita in una sala di legno davvero suggestiva.

Un must di Chiang Rai è il Wat Rong Suea Ten, il Tempio Blu, il cui nome significa “casa della tigre danzante”. Si chiama così per il colore blu zaffiro dei suoi interni, con decorazioni e dipinti davvero bellissimi e una grande statua del Buddha bianca al centro. Anche questo è un tempio moderno, progettato da un allievo dell’artista del Tempio Bianco, ma secondo me vale assolutamente la pena. È aperto fino alle 20 e l’ingresso è libero, si lascia un’offerta.

Un altro luogo particolare è il Baan Dam Museum, la Casa Nera, la casa museo dell’artista Thawan Duchanee, che è un po’ il contraltare del Tempio Bianco: una quarantina di edifici in legno scuro in stile tradizionale, pieni di ossa, corna e pelli di animali, che raccontano il lato oscuro dell’esistenza. Può impressionare, ma è molto piacevole passeggiarci, perché ha dei giardini grandi e accoglienti.

Poco fuori città c’è poi il Wat Huay Pla Kang, un complesso molto bello con una pagoda a nove piani in stile cinese e una gigantesca statua bianca di Guanyin, la dea della compassione, che molti chiamano semplicemente il Big Buddha. Con un piccolo ascensore, per 40 baht, puoi salire dentro la statua fino all’altezza dei suoi occhi. Spesso si può assistere a cerimonie religiose, e la vista sulle colline e sulle risaie intorno è bellissima.

In centro troverai anche la torre dell’orologio, il simbolo della città: una torre dorata e decoratissima progettata dallo stesso artista del Tempio Bianco, che ogni sera alle 19, alle 20 e alle 21 si accende con uno spettacolo di luci e musica di pochi minuti. Te lo dico sinceramente, io non ne ho capito il fascino, ma visto che è lì e che è gratis, se ti capita di passare all’ora giusta puoi dargli un’occhiata.

Quello che invece non devi assolutamente perderti è il mercato del sabato sera, il Saturday Walking Street, quando la strada di Thanalai Road si chiude al traffico e si riempie di bancarelle di artigianato, cibo di strada e musica. È più piccolo e molto più locale di quello di Chiang Mai, e proprio per questo ha un’atmosfera tutta sua.

Le escursioni da fare in giornata da Chiang Rai: Mae Salong, Doi Tung e il Triangolo d’Oro

Un’escursione di un giorno molto bella è quella nel distretto di Mae Salong, famose per il tè oolong che si trova in tutti i mercati del nord. Mae Salong è un villaggio di montagna con una storia incredibile, fondato dai soldati dell’esercito nazionalista cinese fuggiti dalla Cina dopo la rivoluzione del 1949, e ancora oggi si mangia cucina dello Yunnan e si sente parlare cinese. È una zona rurale, autentica e molto piacevole. Se puoi, non limitarti a una gita in giornata ma dormi una notte a Mae Salong: la sera il villaggio si svuota, e all’alba la nebbia che si alza dalle piantagioni di tè è uno spettacolo che ripaga di tutte le curve fatte per arrivarci.

Se ami i fiori, le piante e i giardini, ti suggerisco anche di andare al Doi Tung, dove si trovano la Royal Villa, l’ex residenza di montagna della madre del re, e i giardini di Mae Fah Luang, coloratissimi in ogni stagione. Il Doi Tung racconta anche una storia di riscatto: queste colline erano coltivate ad oppio, e grazie a un progetto voluto dalla famiglia reale oggi si coltivano caffè e noci di macadamia.

Da Chiang Rai partono anche molte escursioni al Triangolo d’Oro, un luogo iconico perché da un unico punto, dove il fiume Ruak si getta nel Mekong, si vedono tre paesi: Thailandia, Laos e Myanmar. Io ci sono stata nel 2001 con i miei genitori e secondo me non vale molto la pena: è piuttosto lontano dalla città, e ha senso se poi vuoi attraversare il confine e continuare il viaggio, ma solo come punto di osservazione di quello che era un tempo il cuore del commercio dell’oppio, e più tardi delle rotte dell’eroina, non giustifica il viaggio. Se la storia dell’oppio ti incuriosisce, la Hall of Opium nella stessa zona è un museo ben fatto, ma per capire come la regione è cambiata trovo molto più interessante il Doi Tung.

Dove dormire a Chiang Rai

A Chiang Rai ti consiglio di dormire in centro, vicino alla torre dell’orologio, così da poter uscire a piedi la sera, oppure sul fiume se cerchi più tranquillità.

Nak Nakara Hotel: io ho dormito qui, hotel grande, con giardino che separa le camere, ha una piscina enorme e il servizio bar a bordo vasca che ho amato, le camere sono grandi, la colazione buonissima, in una zona vicino al centro ma non rumorosa o trafficata, io mi sono trovata bene.

Le Patta ha una posizione perfetta per vivere Chiang Rai a piedi: è a cento metri dal mercato del sabato sera e a duecento dalla torre dell’orologio e dal night bazaar. Ha una bella piscina, camere con balcone privato e un ristorante, e l’aeroporto è a soli 7 chilometri, comodo se arrivi o riparti in aereo.

NAI YA Hotel -SHA Extra Plus: posto davvero bellissimo, molto moderno, elegante, ha un giardino bellissimo, una piscina, una spa ed è in una posizione comoda, si raggiunge il centro a piedi.

Giorni 7–9: Nan, la chicca

Ho scelto Nan perché me l’ha consigliata un amico che va in Thailandia da venticinque anni. Mi sono fidata, e devo dire che come destinazione mi ha stupito moltissimo. Incredibile a dirsi, ma ci sono stata tre giorni e non ho visto nessun altro occidentale: ero letteralmente l’unica.

Essere l’unica occidentale è bellissimo, perché ti fa capire che sei in un posto autentico, ma mi ha messo davanti a una sensazione che in viaggio non provavo da tempo: l’impossibilità di comunicare, e di trovare attività e ritmi che somigliano alle tue abitudini. Quasi nessuno parlava inglese, nemmeno chi lavorava in hotel, quindi era difficile anche solo chiedere un consiglio. Da psicologa, la trovo un’esperienza preziosa, perché ti costringe a uscire dal pilota automatico, ad affidarti ai gesti, ai sorrisi e all’osservazione, ma è giusto che tu sappia che ti aspetta, così da viverla come una scoperta e non come una frustrazione. Scarica l’app di Google Traduttore con il thailandese offline e avrai già risolto metà dei problemi.

L’altra cosa a cui non ero preparata è l’orario dei pasti. A Nan si mangia molto presto, e la maggior parte dei ristoranti chiude intorno alle otto di sera: quando per noi è ora di cena, per loro è ora di chiudere. Io ci sono stata durante delle celebrazioni del capodanno cinese, e la città era piena di luminarie e mercatini notturni dove mangiare, ma se cerchi un ristorante vero e proprio per la sera è piuttosto difficile. Il mio consiglio è di adeguarti al ritmo locale e cenare presto, oppure di affidarti ai mercati notturni, che a Nan si tengono di solito nel fine settimana. Anzi, visto che ci sono andata due volte, ti stra consiglio questo ristorante Tiao Koei Tuen (เตี๋ยวเกยตื้น). È gestito solo da donne. Cucinano benissimo, come un ristorante stellato. Pochi piatti, ma ottimi. I ravioli sono deliziosi.

Da Chiang Rai a Nan ci vogliono circa quattro ore d’auto lungo strade di montagna, un po’ di più in autobus. Se invece preferisci arrivarci direttamente da Bangkok, ci sono voli diretti da Don Mueang con Nok Air e Thai AirAsia, ed è lo stesso volo che puoi usare per il rientro.

I templi di Nan

Nan è famosa soprattutto per il Wat Phumin, un tempio molto sacro e amatissimo dai thailandesi. Ha una pianta a croce, con quattro ingressi e, al centro, quattro grandi statue del Buddha schiena contro schiena, ognuna rivolta verso un punto cardinale. Ma il vero tesoro sono le pitture murali, realizzate nell’Ottocento da artisti di etnia tai lue, che raccontano le vite del Buddha mescolandole a scene di vita quotidiana dell’epoca. Il dipinto più famoso ritrae un uomo che sussurra qualcosa all’orecchio di una donna, ed è diventato il simbolo di Nan: lo chiamano il “sussurro d’amore”, e l’espressione dei loro volti, intima e quasi complice, è sorprendentemente moderna per l’arte di quel tempo.

Tra gli altri templi da vedere ci sono il Wat Ming Mueang, tutto bianco e decorato da stucchi delicatissimi, che custodisce il pilastro della città, e il Wat Si Phan Ton, che al contrario è completamente dorato, con due grandi naga, i serpenti mitologici, a guardia dell’ingresso.

Nan è una città dove sembra che il tempo si sia fermato, e anche dormire qui può essere un’esperienza particolare. Io alloggiavo al Sasidara Resort, una struttura sul fiume, bellissima e davvero suggestiva, camere enormi di legno, giardino immenso e una piscina stupenda, non ha uno stile occidentale, né un comfort occidentale, ma mi è sembrato davvero un luogo speciale.

Verso nord: la strada numero 3 e la valle del cacao

Un’escursione molto famosa, da fare in auto, con un autista o guidando in autonomia, è quella che da Nan si dirige verso nord. La prima sosta è in un punto panoramico amatissimo dai locali che riprende l’iconografia dei templi balinesi, Bali Nan viewpoint, i thailandesi lo adorano e lo vedrai pieno di persone che si fanno fotografie. Poco più avanti c’è la Nan Riverside Art Gallery, la galleria d’arte sul fiume voluta dall’artista locale Winai Prabripoo, anche questa molto amata dai locali, con opere ispirate alla vita e alla cultura della provincia.

Proseguendo verso nord, oltre Pua, si arriva alla strada 1081, che porta fino al villaggio di Bo Kluea ed è considerata una delle strade più belle di tutta la Thailandia. Il suo tratto più famoso è quello chiamato “strada numero 3”, perché i tornanti visti dall’alto disegnano proprio un 3, ed è una strada iperpanoramica tra montagne e foreste, spesso avvolte dalla nebbia al mattino.

Sempre più a nord c’è la Cutter​ Flower​ Farm, una piantagione dove si coltivano fiori, molto fotogenica, dove c’è anche un café. Non perderti nelle vicinanze, nella zona di Pua, la valle dove si coltiva il cacao, una cosa davvero particolare per la Thailandia: si chiama Cocoa Valley, e puoi andarci in giornata per vedere come nasce il cioccolato, che qui è molto pregiato, oppure dormire nel resort immerso nelle piantagioni, il Cocoa Valley Resort, quando tornerò dormirò senz’altro lì perché è pazzesco.

Per l’ultimo giorno il mio consiglio è di rientrare a Bangkok in aereo direttamente da Nan: in poco più di un’ora sei a Don Mueang, e ti eviti un’intera giornata di strada.

Hai solo 7 giorni?

Se hai solo una settimana, il mio consiglio è di rinunciare a Nan e concentrarti su Chiang Mai e Chiang Rai. Dedica i primi quattro giorni a Chiang Mai, con i templi del centro, il Doi Suthep, il Doi Inthanon e gli elefanti, poi spostati a Chiang Rai per due giorni, tra il Tempio Bianco, il Tempio Blu e la Casa Nera. Il settimo giorno puoi rientrare a Bangkok in aereo direttamente dall’aeroporto di Chiang Rai. Nan ti aspetterà per il prossimo viaggio, e credimi, vale la pena tornare.

Domande frequenti sul nord della Thailandia

Serve il visto per andare in Thailandia?

Per un viaggio turistico i cittadini italiani non hanno bisogno del visto. Dal 15 settembre 2026 l’esenzione è passata da 60 a 30 giorni, prorogabili una sola volta di altri 30 presso un ufficio immigrazione. Prima di partire devi compilare online la TDAC, la carta d’arrivo digitale, che è gratuita sul sito ufficiale. Controlla sempre le regole aggiornate su Viaggiare Sicuri prima di prenotare.

Meglio Chiang Mai o Chiang Rai come base?

Chiang Mai è la base migliore: è più grande, ha più scelta di alloggi e da qui partono quasi tutte le escursioni del nord. Chiang Rai si può vedere anche in giornata, ma con tre ore e mezza di strada all’andata e altrettante al ritorno ti consiglio di dormirci almeno due notti.

Come ci si sposta tra Chiang Mai, Chiang Rai e Nan?

Tra Chiang Mai e Chiang Rai ci sono pullman di linea comodi ed economici, che impiegano circa tre ore e mezza. Da Chiang Rai a Nan ci vogliono circa cinque ore d’auto su strade di montagna, quindi l’auto a noleggio o un autista privato sono la scelta più comoda. Dentro le città puoi usare Grab, l’app per prenotare auto con autista.

Quando si tiene la festa delle lanterne a Chiang Mai?

Yi Peng, la festa delle lanterne, si celebra insieme a Loy Krathong nella notte di luna piena di novembre, e nel 2026 cade tra il 23 e il 25 novembre. È uno spettacolo magico, ma in quei giorni Chiang Mai è affollatissima: prenota voli e alloggi con molti mesi di anticipo, e libera le lanterne solo nelle aree autorizzate.

Come bisogna vestirsi per visitare i templi?

Nei templi spalle e ginocchia devono essere coperte, quindi niente canotte, shorts o gonne corte, e prima di entrare nelle sale di preghiera si tolgono le scarpe. Il trucco è portare sempre con te un pareo o una sciarpa leggera e scegliere scarpe facili da sfilare.

Cosa mettere in valigia per il nord della Thailandia?

Vestiti leggeri per il giorno, ma anche una felpa o una giacca leggera, perché tra dicembre e gennaio le serate in montagna sono fresche e sulla cima del Doi Inthanon può fare davvero freddo. Aggiungi scarpe comode per camminare, un repellente per le zanzare e, se viaggi tra febbraio e aprile, qualche mascherina FFP2 per il fumo della burning season.

Si può pagare con la carta di credito?

Negli hotel, nei centri commerciali e nei ristoranti più strutturati sì, ma ai mercati, nei piccoli ristoranti, per gli ingressi di molti templi e per i songthaew servono contanti in baht. Considera che gli sportelli bancomat thailandesi applicano una commissione fissa di circa 220 baht a ogni prelievo, quindi conviene prelevare cifre più alte e meno spesso.

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Autore

Francesca Di Pietro

Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato 80 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: <a href="https://amzn.to/3d08YIU" rel="”sponsored”">Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi</a> edito Feltrinelli.