Sono stata in Birmania nel 2009, decisamente molto tempo fa e quando la situazione politica era davvero diversa. Nel periodo in cui ci sono andata io era praticamente deserto, il turismo era crollato dopo la rivolta del 2007 ed ho potuto vivere un’esperienza sicuramente diversa e irripetibile. In questi 10 anni il turismo in Birmania è cambiato molto ed è cresciuto molto, ma rimane ancora un paese ancora di nicchia e sicuramente quello in cui mi sono sentita più accolta in Asia. Il periodo migliore per andare in Birmania è sicuramente durante il nostro inverno, nella stagione secca, in modo da poter fare diversi spostamenti via fiume e poter andare nelle isole, ma come me nel 2009, molti di voi hanno ferie solo in estate, quindi ho pensato di condividere con voi questo itinerario estivo in birmania,

Libri consigliati prima d’andare in Birmania:

Libro fondamentale da leggere durante il viaggio è Il ragazzo che parlava con il vento di Pascal Khoo Thwe, rimarrete scioccati!

Il Palazzo degli specchi di Amitav Ghosh: libro che racconta una storia vissuta, durante l’occupazione britannica alla fine dell’ottocento e come abbia schiacciato il grande impero birmano trasformandolo per sempre.

L’arte d’ascoltare i battiti del cuore di Jan-Philipp Sendker: una bellissima storia d’amore che attraverso il racconto ti mostra i valori, la forza e l’obbedienza del popolo birmano, lo leggerete tutto d’un fiato.

Itinerario in Birmania cosa fare:

Tutti i voli internazionali arrivano a Yangon, vi consiglio di iniziare dalla capitale per avere una prima idea del paese, cambiare soldi, magari comprare una scheda SD per internet.

Yangon:

Preparatevi perchè in estate la temperatura è davvero altissima e con un tasso di umidità che vi lascerà a pezzi. Cercate di dosare le vostre energie e l’aria condizionata.in città ci si può spostare comodamente in taxi, costano circa 1.5/2 $ a corsa, i tassisti sono abbastanza onesti, si contratta prima di salire sulla macchina, non c’è tassametro.

Iniziate la mattina molto molto presto con una visita alla Shwedagon Paya, prezzo ingresso 5$ a testa, in loco vi consiglio di prendere una guida locale (5$) vale la pena, così ti spiega tutte le strutture e le tradizioni. Vi consiglio di andare a fare la visita e poi tornare la sera, per le foto al tramonto, il biglietto dura tutta la giornata.

In Birmania si entra scalzi in tutti i luoghi sacri, quindi se siete schifiltosi avrete grossi problemi, specialmente se ci andate in estate perché piove spesso e le pagode sono spesso bagnate e con un po’ di fanghiglia sul pavimento. Vi consiglio di girare in infradito, più comodo e più igienico, così una volta tornati a casa basterà mettere i sandali sotto acqua e amuchina!

Sule Paya, che dovrebbe rappresentare il centro di Yangon. Devo dire che il tutto è stato abbastanza deludente perchè la pagoda è alquanto sporca e mal tenuta.

Museo delle Gemme, aperto tutti i giorni tranne il giovedì. Per me che sono appassionata di pietre è stato come una visione nel deserto, c’è sia una parte espositiva che una parte dove si possono comprare pietre con certificato di garanzia. Forse non sapete che la Birmania è il paese con i rubini più preziosi del mondo, e in particolare quelli sangue di piccione di Mondok, ci sono anche altre pietre preziose di grosso valore, come gli zaffiri stellati e i rubini stellati.

Bogyoke Aung San Market è il mercato più famoso della città, non bello come quelli thailandesi, ma se si perde tempo si trovano cose carine e sicuramente a prezzi molto ridotti. Consiglio pausa pranzo a base di noodle da Lataya, veramente tipico, si ordina a vista piatti di gnocchi di pesce e noodle con il manzo, devo dire molto buono.

Dove dormire a Yangon:

Purtroppo l’hotel dove sono stata io è andato a fuoco nel 2017, dalle mie ricerche vi posso suggerire:

  • Backpacker: come suggerisce il nome si tratta di un ostello in centro, ha sia camerate che camere singoli e una bella terrazza sul tetto per fare colazione e rilassarsi.
  • Sky View Bed & Breakfast: molto centrale, è semplice, ha una bella terrazza colazione ed una piscina perfetto se viaggiate con budget ridotti.
  • Dream Catcher Hotel: ottimo compromesso qualità prezzo, il personale è davvero gentilissimo, stile moderno alquanto occidentale, stanze grandi e pulite.
  • Inya Lake Hotel: hotel moderno, ma con contaminazione burma, stanze grandi, vista sul fiume, giardino, piscina e centro fitness, ha anche un ristorante all’interno dell’hotel
  • Rose Garden Hotel: molto elegante e raffinato, creato in stile birmano anche se non di legno, il prezzo è davvero ottimo per quello che offre, vista sulla Shwedagon Paya e sul fiume, dovessi ritornare questo sarebbe la mia scelta.
  • Merchant Art Hotel: davvero particolare, i proprietari sono appassionati d’arte moderna infatti ci sono diverse installazioni bizzarre, le mie preferite sono quelle nel giardino, ti catapultano in un altro luogo.

Un massaggio tradizionale in tutto il paese in un hotel di lusso costa circa 20$.

Come ristorante vi posso consigliare solo il Yin Fong Seafood Restaurant, che si trovava di fronte a quello che ra il mio hotel ha un’ottima cucina di pesce, decisamente pieno di gente del luogo e poco turistico. Ha diversi acquari dove puoi scegliere il pesce che desideri e le verdure esposte in modo che tu possa capire cosa ordini. Vi consiglio vivamente le pannocchie di mare, sono il triplo delle nostre, enormi tipo aragoste! Buonissime! Spesa procapite circa 25€.

Mandalay:

Si arriva facilmente in aereo da Yangon, o in circa 8-10 ore di bus.
Dall’aeroporto si raggiunge il centro città in un’ora circa di auto e 17$ circa!

Mandalay Hills: cercate di andarci per il tramonto, così non sarà caldissimo e sfruttate qualsiasi giorno non sarete esausti dal caldo, la vista è bellissima.

AmarapuraInwa(Ava) e Sagaing: vi consiglio di negoziare un’auto il giorno prima in modo da poter essere indipendenti mentre si visitano le antiche città.

La mattina molto presto si inizia sempre da Amarapura perchè si può assistere al momento dell’offerta, con file di monaci in rosso vestiti, adesso è diventato un momento un po’ turistico perchè ci sono centinaia di persone con grandi obiettivi, ma è pur sempre bello. I monaci non possono toccare cibo, la tradizione vuole che loro chiedano offerte dalla mattina fino alle 10.00, poi portino il cibo in monastero e delle donne gli cucinino e servono loro il cibo. Alle 12:00 si consuma il loro ultimo pasto della giornata, uno spettacolo davvero nuovo per noi occidentali, un migliaio di ragazzi vestiti di rosso in fila che aspetta di essere servito.

Il monastero mi fa un’impressione un po’ strana, non ha l’aspetto austero e mistico dei nostri conventi, sembra piuttosto un centro estivo per ragazzi; dove quasi 1000 ragazzi dai 5 anni in su, si lavano, studiano leggono e meditano. Il nostro autista ci racconta che anche lui era stato in quel monastero e ci porta a vedere le cucine, molto orgoglioso.

Sagaing una collina sacra sulla sponda del fiume, la quantità e la maestosità delle pagode lascia senza fiato. Vi consiglio di salire sulla collina in macchina perché l’umidità e il caldo sono veramente estenuanti. Pausa pranzo in un grazioso ristorante Sagaing Hill Restaurant, all’aperto e proseguiamo per Inwa,(10€ di ingresso) un’isola al centro del fiume Ayeyarwady.

Per arrivare ad Inwa si prende un battello e sull’isolotto ci si muove solo con il carretto trainato dai cavalli(4$). Questa atmosfera così preservata dalla modernità ti proietta agli anni in cui Inwa era la capitale del Siam, in quest’isolotto l’architettura delle pagode e degli stupa è completamente diversa, sono tutte in mattoni rossi, non tutte sono perfettamente conservate. All’estremità del percorso c’è un bellissimo monastero in tek che una volta era utilizzato come palazzo reale.

Mingun, prima delle 9 bisogna trovarsi al molo per prendere un barcone per attraversare la sponda del fiume. Costo biglietto circa 4$ e idem la tassa d’accesso, il viaggio in barca circa 1ora e 30. Dalla barca è possibile vedere le popolazioni che vivono nelle isole galleggianti al centro del fiume.
Mingun dalla costa è davvero emozionante, la Mingun Paya sovrasta il paesaggio, il progettto originale era di costruire le più grande Paya della storia, ma il sovrano che l’aveva commissionata è morto durante i lavori di costruzione e nessuno l’ha più ultimata. Bellissima è anche la Hsinbyume Paya, sette terrazze bianche intorno ad un grande stupa.
Dopo una piacevole passeggiata ritorno dall’altra parte del fiume e prendo un tuc tuc per tornare in città. Non fatelo mai! Ci ho messo un ora e mezzo sotto un sole cocente! Se come me siete appassionati di pietre e vi venisse in mente di andare al mercato delle giade, sappiate che non è un posto dove comprare souvenir, ma un luogo in cui cercatori di pietre mercanteggiano la vendita di lastre verdi con dei brutti ceffi! Non fa paura, ma non è di sicuro un posto dove portare dei bambini!

Dove dormire a Mandalay:

  • The Hotel By the Red Canal , decisamente l’hotel con il servizio migliore. Accoglienza con salviettine fresche e te (questo lo fanno tutti gli hotel)la mia suite decorata con fiori freschi, frutta e la vasca piena di petali di rose. Ho provato anche la spa ed è molto bella. Ho consigliato questo hotel a tutti i miei amici che sono andati a Mandalay, e nessuno non se ne è innamorato.
  • Palace View Hotel: ottima soluzione per un prezzo davvero conveniente, hotel super local, 3 stelle con stanze grandi, pulite, vista sul fiume e sala colazione luminosa.
  • Mandalay City Hotel: hotel spazioso, con piscina giardino, e camere molto grandi
  • The Hotel Emperor Mandalay: predominanza di legno in quest’hotel in stile molto tradizionale sul fiume.

  • Esperado Getaway Mandalay Hotel:luminoso, bellissimo giardino esterno con piscina, jacuzzi, cura al dettaglio, stanze grandi, quasi tutte con balcone

I miei suggerimenti per mangiare la sera:The Green Elephant, era il più carino quando ci sono stata io. La cucina molto buona e l’ambiente tradizionale anche se all’aperto e quindi un caldo incredibile (15€ a persona).

Too Too Restaurant consigliato dalla Lonley Planet, alquanto squallido e ambiente poco invitante.

Aramapura Birmania

Bagan:

Se è possibile causa alluvioni raggiungetela in barca lungo il fiume, le alternative sono l’aereo, bus o transfer privato alquanto caro, il paesaggio è molto bello.

Bagan è senza dubbio il posto che vale il viaggio in Myanmar, è una valle grande quanto Manhttan con una quantità di Paya pari alle chiese gotiche presenti in tutta l’Italia e la Francia! L’atmosfera è unica, si gira solo in bici o con il carretto trainato dai cavalli.

Giro per Bagan in bicicletta. Potete chiederne una davanti al vostro albergo, nel paese ci sono decine di ragazzi che affittano biciclette, tutte di uno standard abbastanza buono.
Anche se dovesse piovere con un K-way si pedala benissimo anche perché il caldo non ti risparmia mai. Vi consiglio ad ora di pranzo di fare una siesta di un paio di ore in hotel, altrimenti non avrete più fiato per pedalare.
Girare da soli Bagan è veramente un’esperienza magnifica, peccato che con cielo così bianco le foto siano venute tutte uguali! Vi consiglio di andare nel paesino di Myinkaba per comprare le lacche, ma non andate nei negozi segnalati sulla Lonely, perché hanno i prezzi più alti di tutti; io ne ho trovato uno sulla strada che davanti al negozio ha una statua enorme di Budda, il proprietario è stato gentilissimo, mi ha spiegato la lavorazione, mi ha offerto il té e le caramelle fatte dall’albero del pane (abbastanza disgustose) e mi ha recapitato tutte le cose che ho comprato direttamente in hotel. In Myanmar, potete fidarvi dei locali, nessuno proverà a raggirarti.

Bagan in calesse, davvero divertente, anche se io sono più da bicicletta, così non dipendi da nessuno! Se sarete più fortunati di me con il tempo, vi consiglio di prepararvi alla caccia al tramonto, attività principale di Bagan, affidatevi ad un bambino e lui vi mostrerà uno spettacolo magnifico scalando una delle migliaia di pagode.

Altra attività che va molto di moda è fare un volo in mongolfiera all’alba, io non l’ho fatto perchè costava troppo, ma con il senno di poi mi sono pentita, credo sia un’esperienza davvero unica.

Dove dormire a Bagan:

Vi consiglio di alloggiare ad Old Bagan

  • Hotel River View: Dove ho dormito io .L’albergo è molto bello specialmente la parte in comune, dato che al suo interno c’è persino una Paya del XXIV secolo!
  • The Hotel @ Tharabar Gate: hotel davvero bello ed elegante, con arredamento tradizionale, stanze enormi, giardino e piscina molto curati
  •  Aureum Palace Hotel & Resort Bagan: infinity pool con vista sulla valle di pagode, stanze con arredamento in legno artigianale, la struttura è distribuita su un’ampia zona, con edifici bassi, ricorda un po’ i templi di Bagan
  •  Bagan Thiripyitsaya Sanctuary Resort: ogni stanza è un piccolo cottage in questo enorme prato che da sul fiume, gli spazi sono molto grandi, è molto rilassante, curato ed elegantissimo
  • Aye Yar River View Resort : uno stile un po’ più moderno,ma indubbiamente sempre curato, spazioso elegante e con servizio ottimo.

Se per cena rimanete ad Old Bagan ci sono solo 2 ristoranti dove mangiare: Sarabha I e Sarabha IIentrambi molto buoni. Se avete voglia di pedalare anche di notte vi consiglio di cenare a Nyaung U dove troverete viaggiatori indipendenti e ristoranti alternativi.

Lago Inle:

Ci si arriva tranquillamente in volo da Bagan. I voli per il lago Inle sono tutti diretti a Heho, un aeroporto a circa 1h di distanza dal lago, essendo il taxi l’unico modo per raggiungere gli hotel (almeno quando sono andata io), dovrete pagare circa 30€ per un taxi. La strada è decisamente sconnessa, ma il paesaggio molto piacevole.

Ogni giorno della settimana c’è un mercato caratteristico organizzato da un’etnia diversa, quindi informatevi bene sui vari mercati perché è importante arrivare la mattina presto, e non tutti sono facilmente raggiungibili, ma vale assolutamente la pena.

Vi consiglio di negoziare con qualche autista di barche il costo per una giornata o mezza giornata per esplorare il lago e suoi villaggi galleggianti, dove i Padaung coltivano pomodori insalate ed altre verdure.

Nge-Hpe Chaung, meglio noto come Il Monastero dei Gatti che Saltano; non vi aspettate un atmosfera mistica tipo India, è semplicemente un monastero in legno dove dei monaci in balia della noia hanno insegnati con mezzi degni di Pavlov a far saltare dei gatti in cerchietti di ferro! Ultima tappa Phaung Daw Oo Pagoda, il più importante luogo di culto della zona e forse di tutto il Myanmar. Questa pagoda è importante perché contiene 3 statuette di Buddha che in primavera vengono portate in giro su enormi barche dorate con la prua a forma di dragone; la cosa divertente è che a furia di ricoprirle di foglie d’oro le statuette hanno preso la forma di 3 palloni da calcio! Mi raccomando,eh, non perdetevi il video che trasmettono all’interno della Pagoda!

Lago inle

Giornata dedicata al Lago, la mattina siamo partiti alla buon ora per recarci sulle sponde del lago per assistere ad un mercato locale. Un’esperienza davvero interessante, puoi notare ad occhio nudo le diverse etnie che convivono in questa zona; puoi sentire odori più disparati dal pesce essiccato alle frittelle con la marmellata di castagne.
Come al mio solito ho passato ore a contrattare pezzi di monastero antichi che ora decorano il mio soggiorno!
La giornata è continuata visitando i diversi centri artigiani del lago, lavorazione della seta, del ferro, dell’argento e della carta.
Non perdete una visita ad Indein, sulla sponda occidentale del lago. Dovrete salire su di un’altura fiancheggiata da colonne lignee, intorno a voi una collina completamente coperta di antichi stupa non ancora restaurati Shwe Inn Thein, e alla sommità la Nyaung Ohak un monastero immerso nei banani.

Visita alle Pindaya Caves. Per arrivarci sono necessarie circa 4 ore di macchina (noleggio con conducente 45€ al giorno) ma il paesaggio è davvero variegato e con dei colori molto incisivi.
Queste caverne sacre sono nascoste in un crinale di roccia affacciato sul lago; una volta tolti le scarpe vi avventurerete in un trionfo di circa 8000 statue di Buddha in alabastro, tek, mattoni, lacca e calcestruzzo raccolte nel corso dei secoli ognuna dono di famiglie credenti provenienti da tutto il mondo. Dopo un pranzo in un bellissimo ristorante sul lago e la visita ad un altro mercato locale facciamo ritorno verso Taunggyi.

Dove dormire sul Lago Inle:

  • Inle Lake View Resort & Spa: dove ho dormito io, un magnifico resort con vista sul lago, curatissimo, stanze a due piani e una bellissima spa profumata di gelsomino.
  • Inle Cottage Boutique Hotel: hotel super carino, piccolo ogni stanza è fatta da un bungalow moderno in legno, giardini curati, spa, colazione continentale
  • Aureum Palace Hotel & Resort Inle: una delle sistemazioni più spettacolari del lago, è costruito tutto intorno all’acqua, ci sono canali anche tra una stanza e un’altra, le stanze sono tutte grandissime, come dei veri e propri appartamenti, e ha ogni tipo di comfort, dal ristorante alla spa, ai bagni nelle vasche di legno piene di fiori al centro fitness.
  • Inle Resort: atmosfera sognante, camere in legno costruite su palafitte nel lago, lunghi ponti in tek e tanto silenzio, uno stile davvero originale e molto raffinato
  • Hupin Inle Khaung Daing Village Resort: costruito come le case locali, in modo semplice e pulito, mantiene la sua essenzialità e autenticità tipica birmana.

lago inle

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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