Cosa vedere a Samarcanda: itinerario di due giorni tra Registan e Shah-i-Zinda

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C’è una città che da sempre esiste più nell’immaginario che nella realtà, un nome che evoca carovane, spezie e cupole azzurre che brillano sotto il sole dell’Asia Centrale. Samarcanda è tutto questo, ma è anche qualcosa di più difficile da descrivere: una sensazione che resta addosso anche quando sei già sul treno verso la prossima destinazione.

Se stai pianificando un viaggio in Uzbekistan, Samarcanda è probabilmente il cuore del tuo itinerario, il posto per cui tutto il resto esiste. In questo articolo ti racconto cosa vedere a Samarcanda in due giorni, con qualche considerazione personale sui luoghi che mi hanno colpita di più, dove dormire vicino al centro e dove mangiare bene senza rinunciare all’atmosfera.

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Come arrivare a Samarcanda

Samarcanda è collegata alle altre città dell’Uzbekistan da una rete ferroviaria comoda e sorprendentemente efficiente. Da Tashkent si arriva in circa due ore con il treno ad alta velocità Afrosiyob, un’opzione che consiglio vivamente rispetto all’aereo: stai seduta comodamente, arrivi in centro città e ti risparmi tutto il rituale aeroportuale. Da Bukhara ci sono sia treni veloci che treni notturni, questi ultimi sono particolarmente pratici per chi vuole ottimizzare i tempi di spostamento.

I biglietti si acquistano sul sito delle ferrovie uzbeke https://eticket.railway.uz/ , ma ti consiglio di comprarli appena li mettono in vendita perché finiscono presto. Ogni biglietto è acquistabile minimo 45 giorni prima la data di partenza.

Quanto tempo dedicare a Samarcanda

Due giorni pieni sono il minimo indispensabile. I principali monumenti sono distribuiti in aree diverse della città, non sempre vicinissime tra loro, e camminare è la modalità con cui ti immergi davvero nell’atmosfera. Tre giorni ti permetterebbero anche qualche escursione fuori porta, come Shahrisabz (la città natale di Tamerlano, patrimonio UNESCO) o i laghi di Shing, ma se hai solo 48 ore, ti assicuro che non avrai un momento di noia.

Un consiglio che do sempre: per almeno mezza giornata, soprattutto all’inizio del tuo soggiorno, vale la pena fare un tour guidato in piccolo gruppo, io l’ho fatto proprio del Registan prendendo una guida all’ingresso, ma potete anche prenotarla prima ad esempio qui.. Non per comodità, ma perché la storia che si nasconde dietro ogni maiolica è talmente stratificata che vederla senza sapere cosa stai guardando è come leggere un libro senza capire la lingua.

Cosa vedere a Samarcanda: i luoghi imperdibili

Prima di entrare nel dettaglio dell’itinerario, ecco una panoramica dei luoghi che non puoi perderti a Samarcanda:

  • Il Registan, la piazza più iconica dell’Asia Centrale
  • Shah-i-Zinda, la necropoli che al tramonto diventa pura poesia
  • La Moschea di Bibi-Khanym, simbolo della città e della sua leggenda
  • Il Mausoleo di Gur-e-Amir, la tomba di Tamerlano
  • Il Bazar Siob, il mercato più autentico della città
  • Il Museo e il sito di Afrosiab, la Samarcanda del VII secolo
  • L’Osservatorio di Ulug Bek
  • La Moschea di Hazrat Hizr, sulla collina con vista panoramica

Il Registan: il cuore pulsante di Samarcanda

Se c’è un posto che giustifica da solo un viaggio fino in Uzbekistan, è questo. Il Registan è una delle piazze più straordinarie che abbia mai visto, circondata da tre madrase, le scuole islamiche, completamente rivestite di maioliche blu e turchesi che cambiano colore con la luce del giorno.

Il biglietto costa circa 5 euro e vale tutta la giornata, ma devi dirlo esplicitamente alla guardia all’ingresso se pensi di rientrare, altrimenti te lo timbra e non puoi tornare. E tornare è obbligatorio, perché il Registan al tramonto è un’esperienza completamente diversa rispetto alla mattina. Spesso verso il crepuscolo inizia uno spettacolo di luci e suoni che trasforma la piazza in qualcosa di onirico, ma gli orari cambiano, quindi informati sul posto il giorno prima o la mattina quando lo visiti.

All’ingresso ho preso una guida privata per un tour di circa due ore, mi è costato 20 dollari ed è stata la scelta migliore della giornata. Non perché fosse difficile orientarsi fisicamente, ma perché ogni dettaglio decorativo, ogni iscrizione, ogni elemento architettonico racconta qualcosa che da sola non avrei mai colto. Le tre madrase, costruite in epoche diverse tra il XV e il XVII secolo, nascondono storie di califfi, astronomi e mercanti che hanno attraversato queste stesse porte per secoli.

Appena uscita dal Registan, a pochi minuti a piedi, si trova il Mausoleo di Rukhobod, pochissimo visitato e per questo ancora più bello. Devi chiamare il custode per fartelo aprire e lasciare una piccola offerta, ma la volta interna è una delle più belle che ho visto a Samarcanda.

Shah-i-Zinda: la necropoli che non si dimentica

Se dovessi scegliere un solo luogo di Samarcanda da vedere, dopo il Registan sceglierei questo. Shah-i-Zinda è una necropoli medievale composta da una sequenza di mausolei costruiti tra il IX e il XIV secolo, e la qualità delle maioliche che li rivestono è semplicemente fuori dal comune. Ogni singolo pannello è un lavoro di artigianato che farebbe invidia a qualsiasi museo d’arte contemporanea.

Il complesso ospita le tombe di alcune delle figure più importanti dell’Islam uzbeko, quindi è sempre abbastanza frequentato dai pellegrini locali. Il mio consiglio è di venirci all’alba, se sei mattiniero, oppure al crepuscolo quando le luci si accendono progressivamente sulle cupole e il blu si trasforma in qualcosa che sembra quasi viola. Sono rimasta lì finché non mi hanno chiesto di andarmene.

Poco prima dell’ingresso al complesso principale si trova un cimitero molto esteso dove i volti dei defunti sono scolpiti sulle lapidi, anche a grandezza naturale. È una tradizione che non avevo mai incontrato prima e che trovo profondamente toccante.

La Moschea di Bibi-Khanym e il Bazar Siob

La cupola azzurra di Bibi-Khanym è il profilo che riconosci subito in qualsiasi foto di Samarcanda. La moschea fu costruita da Tamerlano al ritorno dalla sua spedizione in India, e la leggenda che ci gira intorno è quasi più famosa dell’edificio stesso: si racconta che l’architetto incaricato del progetto si innamorò della moglie di Tamerlano, Bibi-Khanym, e che come prezzo per completare i lavori chiese un bacio. Lei pose la mano sulla propria guancia per proteggere se stessa, ma il bacio lasciò comunque un segno indelebile. Quando Tamerlano tornò e scoprì l’accaduto, fece uccidere l’architetto e ordinò che le donne si coprissero il viso per non tentare più nessuno. Una storia crudele, raccontata con il tono di chi non si meraviglia affatto.

Vale la pena vedere la moschea anche dal lato opposto della strada, dove si trova il mausoleo dedicato proprio a Bibi-Khanym, spesso ignorato dai turisti.

A pochi passi si apre il Bazar Siob, il mercato più vicino al centro storico. È decisamente più frequentato dai turisti rispetto al bazar di Tashkent, ma la parte dedicata al cibo è ancora genuinamente locale. Pane rotondo sfornato al momento, frutta secca di ogni tipo, spezie, ceramiche della valle di Fergana se ti avanza spazio in valigia. Ci ho perso un bel po’ di tempo e non me ne pento. In Uzbekistan si vendono delle giacche molto colorate davvero particolari, in questo mercato c’è un’ampia scelta, vi suggerisco di comprarne almeno una, io ne ho prese 3, perché so già che ve ne pentirete.

Il Mausoleo di Gur-e-Amir

Il Gur-e-Amir, ovvero la tomba di Tamerlano, si trova nella parte della città che porta ancora i segni dell’epoca sovietica, con i suoi viali larghi e i palazzi di mattoni grigi. Ma il mausoleo in sé è magnifico, con proporzioni armoniose e possibilità fotografiche notevoli grazie ai giochi di profondità tra porte, archi e cupole. È anche un luogo molto sentito dalla popolazione locale: le persone vengono qui con la stessa devozione con cui andrebbero in un luogo di pellegrinaggio.

Afrosiab e l’Osservatorio di Ulug Bek

Afrosiab è l’antica Samarcanda, quella che nel VII secolo era una città ricca e florida di circa 300.000 abitanti, e che nel XIII secolo Gengis Khan rase al suolo così completamente che gli abitanti superstiti non vollero mai più costruire su quelle rovine. Si spostarono più a valle, e da quelle fondamenta nacque la Samarcanda che vediamo oggi.

Quello che rimane di Afrosiab è un sito archeologico scoperto soltanto nel 1965, oggi una distesa di dune di sabbia con pochissimi resti visibili. Ma il museo adiacente è straordinario: conserva un affresco del VII secolo ritrovato nei sotterranei del palazzo reale del sovrano sogdiano Varkhuman, dove si vede chiaramente la presenza di diplomatici cinesi, indiani e persiani. Una prova materiale di quanto Samarcanda fosse già allora un crocevia culturale del mondo. È stata la scoperta più inaspettata di tutto il mio viaggio in Uzbekistan.

A breve distanza si trova l’Osservatorio di Ulug Bek, e anche questo è un posto che vale molto più della visita superficiale che gli riserva la maggior parte dei turisti. Ulug Bek fu uno dei sovrani più illuminati dell’Asia Centrale, nipote di Tamerlano, che verso il 1420 costruì qui uno degli strumenti astronomici più precisi del suo tempo, un sestante enorme incassato nella roccia. Catalogò centinaia di stelle con un’accuratezza che stupisce ancora oggi. La sua storia finisce tragicamente, come succede spesso a chi è troppo avanti rispetto all’epoca in cui vive, e questo aggiunge un peso malinconico alla visita che non mi aspettavo.

La Moschea di Hazrat Hizr

Questa moschea merita una visita anche solo per la posizione: si trova sulla collina che ospitava l’antico sito di Afrosiab, con un colonnato di legno lavorato affacciato su una vista che abbraccia la città. La struttura che vedi oggi risale alla metà dell’Ottocento, anche se le fondamenta originali sono del VII secolo. È molto diversa dalle altre moschee della città, meno rivestita di piastrelle turchesi e più sobria, con un fascino quieto che si apprezza proprio in contrasto con la grandiosità del Registan.

Itinerario di due giorni a Samarcanda

Ecco come organizzerei le 48 ore, tenendo conto delle distanze e dell’energia che serve per camminare sotto il sole uzbeko.

Primo giorno: inizia dal Registan la mattina presto, prima che arrivino i gruppi organizzati, e prenota subito una guida all’ingresso per un tour di circa due ore. Dopo il Registan, cammina fino al Mausoleo di Gur-e-Amir passando per i parchi alberati del centro, dove vedrai anche la vita quotidiana dei samarcandesi. Nel pomeriggio, raggiungi la Moschea di Bibi-Khanym e il Bazar Siob, dove puoi fare una pausa mangiando qualcosa al volo. Torna al Registan per il tramonto e, se c’è, lo spettacolo di luci e suoni.

Secondo giorno: dedica la mattina a Shah-i-Zinda, idealmente prima delle 9 quando c’è ancora poca gente. Poi prosegui per il sito di Afrosiab e il suo museo, che richiede almeno un’ora e mezza per essere apprezzato come merita. Nel pomeriggio, visita l’Osservatorio di Ulug Bek e la Moschea di Hazrat Hizr con la sua terrazza panoramica. Fai una tappa alla Happy Bird Art Gallery, una grande casa tradizionale uzbeka con un patio bellissimo dove vendono artigianato di qualità superiore alla media.

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Dove dormire a Samarcanda

Il parametro da usare per scegliere l’hotel è la distanza dal Registan: dieci, quindici minuti a piedi è la distanza ideale. Non c’è bisogno di stare proprio attaccata alla piazza, ma avere i principali monumenti raggiungibili a piedi cambia molto la qualità del soggiorno.

Samaria Terrace Hotel & Spa: è qui che ho dormito io e lo consiglio senza riserve. Ha una terrazza grande e luminosa dove fare colazione con la vista sulla città, camere spaziose e una spa privata che si prenota al check-in, ottima per recuperare dopo le lunghe giornate di cammino. I massaggi sono incredibilmente economici, meno di 25 euro per un’ora, e la qualità è alta. Dista circa dodici minuti a piedi dal Registan.

L’Argamak Hotel: quattro stelle a cinque minuti a piedi dal centro, con un giardino curato e una terrazza con vista. È una delle opzioni migliori per chi vuole stare nel mezzo di tutto senza rinunciare al comfort.

Gur Emir Palace Boutique Hotel: hotel boutique in posizione centrale, recentemente ristrutturato con uno stile fortemente asiatico, elegante e curato. Ha una terrazza panoramica con vista. Perfetto per chi cerca un’esperienza più immersiva nell’estetica uzbeka.

Emirhan Hotel: uno degli hotel più scenografici di Samarcanda, ha il vantaggio di avere il ristorante più ambito della città al suo interno, quello con la terrazza sul tetto che guarda direttamente il Registan. Se ti fermi qui, la cena con quella vista è già inclusa nel pacchetto emotivo del viaggio.

Mosaic Boutique Hotel: a cinque minuti dal Registan, piccolo e con un’atmosfera domestica e accogliente. Le recensioni parlano di una colazione eccezionale con dolci fatti in casa. Ideale per chi preferisce la misura umana dei piccoli hotel ai grandi alberghi.

Sangzor Boutique Hotel: in posizione centrale tra il Registan e la Moschea di Bibi-Khanym, con camere in stile uzbeko tradizionale molto curate. Un’ottima scelta per chi vuole dormire immersa nell’estetica locale senza scendere a compromessi sul comfort.

Mövenpick Samarkand: se cerchi il grande albergo internazionale con tutti i servizi, piscina, hammam e ristorante di livello, questo è il riferimento. Si trova a breve distanza dal Registan ed è l’opzione più lussuosa della città.

Dove mangiare a Samarcanda

La cucina uzbeka non è particolarmente complessa, ma ha dei piatti che si mangiano bene ovunque e vale la pena conoscere prima di arrivare: il plov (riso con agnello e carote, il piatto nazionale per eccellenza), il lagman (una zuppa di noodles con verdure e carne), gli shashlik (spiedini di carne alla griglia), i manti (ravioli uzbeki cotti al vapore) e la samsa (un panzerotto cotto nel forno tandoor). Con questi cinque piatti in testa sei pronta per qualsiasi menù.

Emirhan Restaurant (nell’Emirhan Hotel, vicino al Registan): questo è il ristorante più scenografico di Samarcanda, punto. Ha una terrazza sul tetto con una vista diretta sul Registan che la sera, con le luci accese, è di quelle che rimangono nelle fotografie, ma soprattutto nella memoria. La cucina è uzbeka con qualche influenza russa, onesta e buona. Prenota obbligatoriamente il giorno prima, soprattutto per un tavolo in terrazza: si riempie sempre.

Bibikhanum Teahouse (di fronte alla Moschea di Bibi-Khanym): il nome dice già tutto sulla posizione. Si mangia sulla terrazza panoramica con la cupola della moschea davanti agli occhi, il cibo è genuino e casalingo, i prezzi sono bassi. Non è il posto più raffinato di Samarcanda ma per il contesto è imbattibile, soprattutto a pranzo dopo la visita alla moschea.

Shokhrukh Nur: uno dei migliori ristoranti uzbeki autentici della città, frequentato dalla gente del posto. Si mangia bene, si spende poco, e c’è tutto quello che vuoi dalla cucina uzbeka: lagman come si deve, shashlik succosi, manti perfetti. Nessuna concessione al turismo, nel senso migliore del termine.

Restaurant Karimbek: nella mahalla iraniana della città, è uno dei ristoranti più conosciuti di Samarcanda con sale grandi e un menù completo di cucina nazionale. Ottimi gli shashlik, buona scelta di insalate. Adatto per una cena in compagnia in un ambiente tradizionale e curato.

Platan: atmosfera romantica, cucina uzbeka, vino locale. È uno di quei posti dove si prenota in anticipo perché si riempie facilmente, ma l’attesa ne vale la pena. I tempi di servizio sono lenti, ma non è un difetto se sei in modalità vacanza.

El’ Merosi: non è un ristorante nel senso tradizionale, ma un locale ibrido tra caffetteria e teatro. Di sera si esibiscono danzatori in costumi tradizionali uzbeki, e anche quando non c’è uno spettacolo in programma l’atmosfera è piacevole. Ottima la baklava e i dolci in generale, buoni anche i piatti principali. Un posto che consiglio almeno per un caffè o un dessert.

Il Bazar Siob: non si tratta di un ristorante, ma la parte alimentare del mercato è il posto più onesto e autentico dove mangiare a Samarcanda. Pane caldo uscito dal tandoor, frutta fresca, samsa appena sfornate. Un pranzo qui costa poco più di un euro e vale dieci volte un ristorante turistico.

Consigli pratici per visitare Samarcanda

Qualche informazione utile prima di chiudere. L’estate a Samarcanda è brutale, con temperature che superano i 40 gradi: se puoi, scegli aprile, maggio, settembre o ottobre. Il periodo più fotografico è la primavera quando i giardini sono in fiore, ma l’autunno ha una luce dorata che fa sembrare le maioliche ancora più luminose.

Per gli spostamenti in città usa YandexGo, l’equivalente locale di Uber. È economico, funziona bene e ti evita la contrattazione con i tassisti. Tieni sempre con te dei contanti in sum uzbeko perché la maggior parte dei posti, mercati e piccoli ristoranti, non accettano carte.

L’ingresso a molti monumenti richiede di coprire spalle e ginocchia. Portare un pareo in borsa è sempre la soluzione più comoda, e in certi casi viene anche fornito all’ingresso.

Escursioni da fare partendo da Samarcanda:

Quanti giorni dedicare a Samarcanda?

Due giorni pieni sono il minimo per vedere i principali monumenti di Samarcanda: Registan, Shah-i-Zinda, Bibi-Khanym, Gur-e-Amir, Afrosiab e Ulug Bek. Con tre giorni puoi aggiungere un’escursione a Shahrisabz o i laghi di Shing.

Qual è il periodo migliore per visitare Samarcanda?

Il periodo migliore è aprile, maggio, settembre e ottobre. L’estate supera i 40 gradi e l’inverno può essere rigido. La primavera è la stagione più fotografica, l’autunno offre una luce calda che valorizza le maioliche azzurre dei monumenti.

Come si arriva a Samarcanda da Tashkent?

Il modo più comodo e consigliato è il treno ad alta velocità Afrosiyob: circa due ore di viaggio, puntuale ed economico. I biglietti si acquistano su https://eticket.railway.uz/, le vendite aprono 45 giorni prima, consiglio di farlo appena possibile.

Vale la pena prendere una guida al Registan di Samarcanda?

Sì, assolutamente. Una guida privata al Registan costa circa 20 dollari per due ore e trasforma completamente l’esperienza: ogni maiolica, ogni iscrizione e ogni elemento architettonico racconta secoli di storia che senza spiegazione si rischia di non cogliere.

Dove dormire a Samarcanda vicino al Registan?

Le opzioni migliori vicino al Registan sono: Emirhan Hotel (con terrazza vista Registan), Sangzor Boutique Hotel (tra Registan e Bibi-Khanym), Mosaic Boutique Hotel (5 minuti a piedi), Gur Emir Palace Boutique Hotel (stile uzbeko, terrazza panoramica) e Samaria Terrace Hotel & Spa (con spa privata, 12 minuti a piedi).

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Autore

Francesca Di Pietro

Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato 80 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: <a href="https://amzn.to/3d08YIU" rel="”sponsored”">Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi</a> edito Feltrinelli.