Mi confesso, lo ammetto, ma non ditelo in giro, nella mi vita non ero mai andata sulle Alpi in estate, su altre montagne si, ma sulle Alpi no, e dopo che ci sono andata la mia domanda è “perché non l’ho fatto prima?”

Conoscevo Lech per i suoi impianti sciistici fenomenali, ma ignoravo l’offerta che questa località potesse avere in estate. Lech fa parte della bellissima zona del Vorarlberg e durante un viaggio qui, potreste anche prenderlo come punto di partenza per esplorare altre zone della regione.

Come raggiungere Lech:

Se si scegliere di non arrivare in macchina si può comodamente raggiungere con i mezzi, infatti basta arrivare con un volo all’aeroporto di Zurigo e da lì prenotare un posto per il transfer diretto di Alberg Express, ce ne sono diversi durante la giornata e ti lascia proprio nel centro di Lech in sole 3h, davvero comodissimo.

Si può anche arrivare in treno da diverse località dell’Austria e della Germania, la stazione del treno più vicina è St. Anton e poi da lì si prende un comodo bus.

Cosa fare a Lech in Estate:

Innanzitutto appena arrivate comprate la Lech Card, la trovate sia all’ufficio del turismo sia in quasi tutti gli hotel, è un circuito davvero conveniente. Costa 22€ per 2 giorni o 35€ per una settimana. Vi da accesso a tutti i mezzi pubblici della zona, dai bus alle cabinovie, 5 trekking con guida dall’ente del turismo, tour in e-bike, accesso alla piscina comunale, accesso alla pista di bowling, accesso al Lechmuseum, e al Walsermuseum, accesso allo SkySoace, e altri vantaggi.

Trekking:

Lech è famosa per il trekking, di solito le persone preferiscono camminare durante il giorno e tornare al proprio hotel in centro la sera. Il circuito più conosciuto è quello che viene chiamato:

The Green Ring che è lo stesso che in inverno si trasforma nel White Ring e si può fare in un paio d’ore con gli sci. In estate camminando servono 3 giorni.

  1. Prima Tappa (io non l’ho potuta fare perché a Luglio era ancora bloccata dalla neve.

Si sale con la funivia sul Rufikopf, dove tra parentesi c’è un bellissimo ristorante panoramico, da qui si inizia il sentiero geologico fino al Lago Monzabonsee, poi continuate a scendere e poco prima di arrivare al torrente arriverete alla Biblioteca Rifugio, un luogo davvero molto particolare dove potrete anche fermarvi a leggere e rilassarvi. Se invece preferite continuare passerete davanti alla fermata della seggiovia Trittkopflift e dopo una leggera salita riscenderete verso Zures.

  1. Seconda tappa quella che ho percorso io, si arriva a Zures con il bus, in meno di 10 minuti e si inizia a salire per circa un oretta o poco meno, più si sale e più il paesaggio si apre e si iniziano a vedere le montagne imponenti con le cime ancora innevate, mano a mano il paesaggio cambia aumentano le cascate, i ruscelli. Dopo un paio di ore davanti a noi si apre un paesaggio ancora totalmente montano, con un lago ricoperto di neve, io ci sono andata ad inizio luglio e nella strada di ritorno ho dovuto attraversare diverse volte la neve, ma erano strati piuttosto bassi, non si correva nessun pericolo andando piano. La discesa verso Lech è stata molto lunga, con terreno misto, vi consiglio di camminare con dei bastoni in modo da rendere più sicura la discesa. Questo percorso che ho fatto io è di difficoltà media, non occorre grossa preparazione, ma solo tempo, a seconda della neve che si incontra può durare anche sei ore.

3. Terza Tappa: anche questa tappa inizia in salita vicino al bosco delle leggende il Sagen-Wald, e poi prendendo un ripido sentiero alpino si arriva alla vetta del Kriegerhorn che raggiunge i 2.173 mt. Da qui si inizia a scendere verso un muro di pietra e poi si continua a scendere seguendo gli alpeggi in fiore prendendo il sentiero fino alla funivia di Oberlech e potete scendere fino al lago Libellansee e attraversare un ampio sentiero nel bosco che porta al Rud-Alpe dove potrete mangiare sulla terrazza soleggiata. Durante questo sentiero ci sono statue lignee di nature leggendarie, è davvero particolare.

 

Installazioni “Doors” nel Green Ring:

durante questo bellissimo circuito ci si imbatterà in una installazione veramente unica, quella che viene chiamata Doors, appunto porte. 9 artisti di 5 nazioni hanno creato la loro versione della porta e l’hanno lasciata durante il Green Ring, tutte a più di 2000 metri. L’idea è quella di raccontare quello che rappresenta la porta per gli artisti, un limite, un’apertura, un rischio, un’opportunità. Ognuno ha rappresentato quello che significa, io ho potuto vedere solamente l’installazione di Gottfriend Bechtold, situata sulla ciba del Rufikopf, per l’artista rappresenta la divisione tra interno ed esterno e dà la possibilità all’uomo d’aprirsi o chiudersi verso l’esterno.

Lago Formarinsee:

In circa un quarto d’ora di bus si arriva al Lago Formarinsee, un bellissimo lago alpino blu intenso, la strada per poterlo visitare tutto dura circa una mezzoretta ed è ben tracciata, ad un lato si trova un bellissimo ristorante con terrazza.

Da qui può partire un cammino molto lungo di 120km lungo paesaggi fluviali incontaminati. Il cammino dura più giorni, io ho percorso solo il primo, in cui si costeggia il fiume e basta attraversare ad un ponte la strada per poter prendere un bus verso Lech o camminare per circa 4 ore sullo stesso sentiero.

Lago Formarinsee

Lungo questa parte delle Alpi ci sono decine di percorsi di trekking di difficoltà variabile, così come si possono percorrere decine di sentieri con mountain bike o downhill.

Si può fare torrentismo, arrampicata, per gli amanti della pesca, ci sono decine di torrenti e fiumi pescosissimi.

Per gli amanti del golf ci sono dei bellissimi campi immersi nel verde, come il Golf Club Lech con 9 buche.

Mostra “The sound of Lech”:

vi consiglio vivamente di ritagliarvi il tempo per vedere questa mostra ospitata nello spazio comune di Lechmuseum, una casa originale del secolo passato, dove il primo piano è adibito a museo espositivo. Questa mostra va a recuperare i ricordi degli abitanti del paese, i suoi tipici, come il rumore delle ciaspole sulla neve o delle mucche, c’è una parte interamente dedicata ai suoi delle campane perché durante le due guerre mondiali le campane di tutta l’Austria furono fuse per produrre armi, il suono ritrovato di ogni chiesa fu una festa che collimava con la fine della guerra. Mi è piaciuta molto la parte interattiva ad esempio c’è un momento in cui viene chiesto quale suono associamo alla nostra città, difficile vero?

Dove dormire a Lech:

Der Berghof: io ho alloggiato qui e onestamente non potevo desiderare posto migliore, è costruito in stile alpino, con tanti dettagli in legno, ma davvero lussuoso ed elegante. La sala da colazione e cena è bellissima, con vista sul prato, il cibo è ottimo e il servizio ancora di più. Ammetto di essere stata fortemente stupida dalla spa, mi immaginavo una piccola sauna e bagno turco, come in molti hotel, invece è uno spazio davvero grandissimo, sembra un centro benessere, ha diversi tipi di sauna e bagno turco, il percorso Kneipp e una bellissima vasca di acqua gelata nella quale immergersi dopo la sauna. La zona relax è meravigliosa, grande, con comodi lettini, tisane, kombucha e frutta secca. Ho dormito come un bambino.

Stäfeli – Relais du Silence : questa stupenda baita si trova a 3km dal centro, vi darà la possibilità di essere completametne immersi nel verde e nel silenzio, gli interni sono meravigliosi e i bagni super moderni, mi sono innamorata della piscina interna con le vetrate sulla valle.

Hotel Gasthof Post: questo è forse l’hotel più lussuoso della località, si tratta di una ex posta che dal 1937 appartiene alle stessa famiglia ed è stato trasformato in hotel di lusso, ci sono molti pezzi d’antiquariato e foto che ritraggono la storia di Lech, ogni stanza è arredata in modo diverso, il bar è molto frequentato anche da persone non ospiti e il centro benessere è meraviglioso.

Hotel Goldener Berg: questo bellissimo hotel di design si trova in quota a 1700 metri, immerso nella natura in una posizione perfetta per chi ama camminare. Il design interno è molto moderno ed elegante.

Hotel Tannbergerhof: bellissimo hotel proprio sul fiume Lech, interni curati, arredamento il legno tipico alpino, la sala da pranzo è molto tradizionale.



Booking.com

 

 

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

Altri post di questo autore - Sito web

Seguimi sui Social
TwitterFacebookPinterestGoogle PlusYouTube

Newsletter
Iscriviti alla newsletter e ricevi gratuitamente l'ebook del Viaggiatore Felice
100% Privacy. Non ti invieremo spam.