Perché andare a Nan, in Thailandia: nessun turista, dinosauri nella foresta e una valle di cacao

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Quando un amico che va in Thailandia da venticinque anni mi ha detto “devi andare a Nan”, non sapevo nemmeno dove fosse sulla cartina. Mi sono fidata, e Nan è diventata uno dei posti che più mi hanno sorpreso in quattro viaggi in Thailandia. Per tre giorni non ho incontrato un solo altro occidentale, i ristoranti chiudevano alle otto di sera e quasi nessuno parlava inglese, eppure, o forse proprio per questo, è il luogo in cui ho sentito di più la Thailandia vera, quella che non si mette in posa per i turisti. Quello che mi ha colpito non sono tanto attrazioni straordinarie, ma l’atmosferma mi sono sentita davvero come una mosca che osservava un mondo senza che nessuno se ne accorgesse.

Nan è una piccola città di provincia nell’estremo nord-est della Thailandia, al confine con il Laos, circondata da montagne, risaie e villaggi di minoranze etniche. Per secoli è stata un principato indipendente, e ancora oggi ha un’identità tutta sua, fatta di templi decorati dagli artisti tai lue, di tessuti tradizionali e di un ritmo lentissimo. In questo articolo ti racconto cosa vedere a Nan, come organizzare tre giorni tra città ed escursioni, e una chicca che quasi nessuno conosce, nemmeno tra i thailandesi: un parco con i resti del primo dinosauro mai scoperto nel nord del paese. Se stai organizzando un viaggio più ampio, Nan è anche l’ultima tappa del mio itinerario di 10 giorni nel nord della Thailandia.

Dove si trova Nan e perché vale la pena andarci?

Nan si trova nel nord-est della regione settentrionale, a circa 700 chilometri da Bangkok e a cinque o sei ore di strada da Chiang Mai, in una valle attraversata dall’omonimo fiume Nan. È fuori dal circuito classico che porta quasi tutti da Chiang Mai a Chiang Rai, e proprio per questo è rimasta autentica. Vale la pena andarci se cerchi una Thailandia lenta e poco turistica, se ami l’arte dei templi, le strade di montagna e la sensazione di essere davvero altrove. Non è invece il posto giusto se cerchi vita notturna, ristoranti internazionali o tour organizzati a ogni angolo.

Come arrivare a Nan?

Il modo più comodo è l’aereo: da Bangkok Don Mueang ci sono voli diretti con Nok Air e Thai AirAsia, che in circa un’ora e un quarto ti portano al piccolo aeroporto di Nan, a dieci minuti dal centro. Da Chiang Mai ci sono gli autobus della compagnia Green Bus, che impiegano cinque o sei ore, mentre da Bangkok ci sono i bus notturni con le cuccette, che ne impiegano nove o dieci. Da Chiang Rai ci vogliono circa cinque ore d’auto su strade di montagna, come nel resto del paese, ti suggerisco di controllare i trasporti su 12GoAsia, che è certamente il portale più efficiente per l’Asia.

Quanti giorni servono per visitare Nan?

Tre giorni sono il minimo per non correre: uno per la città vecchia e i suoi templi, uno per l’escursione verso nord, tra la strada numero 3, le saline di Bo Kluea e la valle del cacao, e uno per il parco dei dinosauri di Chiang Muan o per le montagne del Doi Phu Kha. Se hai più tempo, Nan è il posto perfetto per rallentare davvero, e una quarta notte in una homestay tra le risaie di Sapan vale il viaggio.

Qual è il periodo migliore per andare a Nan?

Come per tutto il nord, il periodo migliore va da novembre a gennaio, con giornate limpide, poca pioggia e serate fresche, soprattutto in montagna, dove al mattino si alza la nebbia. Io ci sono stata a fine gennaio ed era perfetto. Tra ottobre e novembre, alla fine della stagione delle piogge, sul fiume Nan si tengono le famose regate delle barche lunghe, scavate a mano da un unico tronco e spinte da decine di rematori, uno spettacolo che i thailandesi amano moltissimo. Evita invece marzo e aprile, quando la burning season riempie le valli di fumo.

Cosa aspettarsi a Nan quando sei l’unica straniera?

Nan ti mette davanti a un’esperienza che in Thailandia è diventata rarissima: non essere capita. Quasi nessuno parla inglese, nemmeno negli hotel, e anche chiedere un consiglio per la cena può diventare una piccola impresa fatta di gesti, sorrisi e telefoni passati di mano in mano. Da psicologa trovo che sia un’esperienza preziosa, perché ti costringe a uscire dal pilota automatico e a fidarti di più del tuo intuito e degli altri, ma è giusto saperlo prima, così da viverla come una scoperta e non come una frustrazione. Scarica Google Traduttore con il thailandese offline e salva i nomi dei posti anche in caratteri thai, da mostrare a chi incontri.

L’altra cosa da sapere è che a Nan si cena prestissimo, e molti ristoranti chiudono intorno alle otto di sera. Il mio consiglio è di adeguarti al ritmo locale, pranzare con calma, cenare presto, e affidarti ai mercati della sera, che sono anche il modo più bello per stare in mezzo alla gente.

Come muoversi a Nan?

La città vecchia è piccola e si gira benissimo a piedi o in bicicletta, che molti alloggi prestano gratuitamente. Per le escursioni invece serve un mezzo: i trasporti pubblici sono pochi e lenti, quindi la scelta migliore è noleggiare un’auto, con la patente internazionale, oppure affidarti a un autista privato, che puoi organizzare tramite il tuo hotel. Le strade di montagna sono bellissime ma piene di curve, quindi calcola sempre più tempo di quello che ti indica il navigatore.

Cosa vedere a Nan città

Il cuore di Nan è racchiuso in pochi isolati intorno al Wat Phumin, ed è qui che ti consiglio di dedicare il primo giorno, con calma, magari partendo presto la mattina quando la luce è più morbida e c’è ancora più silenzio. Muoviti sempre usando Grab, in modo che le destinazioni puoi impostarle sulla mappa e non devi dirle a voce. Per le escursioni, puoi concordare un driver privato con il tuo hotel per la giornata, o se nel caso hai già affittato una macchina puoi fare tutto tranquillamente in autonomia perché le strade sono ben sengate. Se affitti una macchina ricordati che su DiscoverCars hai sempre delle tariffe scontate per i miei lettori.

Il Wat Phumin e il sussurro d’amore

Il Wat Phumin è il simbolo di Nan, è uno dei templi più amati dai thailandesi. Ha una pianta a croce, con quattro scalinate sorvegliate da lunghi naga, i serpenti mitologici, e al centro quattro grandi statue del Buddha schiena contro schiena, ognuna rivolta verso un punto cardinale. Ma il vero tesoro sono le pitture murali, realizzate alla fine dell’Ottocento dall’artista tai lue Nan Buaphan, che raccontano le vite del Buddha mescolandole a scene di vita quotidiana dell’epoca: mercanti, soldati, donne che si pettinano, stranieri con il cappello. Il dipinto più famoso ritrae un uomo che sussurra qualcosa all’orecchio di una donna, ed è diventato l’immagine di Nan: lo chiamano il “sussurro d’amore”, e l’intimità dei loro sguardi è sorprendentemente moderna. Restaci un po’, perché più guardi quelle pareti, più ci trovi storie.

Questo per loro è un tempio molto sacro; c’è gente che ci viene in pellegrinaggio apposta, quindi cerca di essere molto rispettoso e non essere mai invadente con la tua presenza e la voglia di scattare foto.

Wat Phra That Chang Kham e il Museo Nazionale

Proprio di fronte al Wat Phumin c’è il Wat Phra That Chang Kham, con il suo chedi dorato sorretto da una fila di elefanti che sembrano uscire dalla base. Accanto si trova il Museo Nazionale di Nan, ospitato nell’elegante residenza degli ultimi principi della città, costruita all’inizio del Novecento, dove è conservata una rara zanna d’elefante nera, considerata sacra e simbolo della provincia. È piccolo, ma aiuta a capire quanto Nan sia stata a lungo un mondo a sé.

Wat Ming Mueang e Wat Si Phan Ton

A pochi passi ci sono due templi che sembrano l’uno il negativo dell’altro. Il Wat Ming Mueang, che custodisce il pilastro della città, è interamente bianco, decorato da stucchi delicatissimi e da pitture murali moderne che raccontano la storia di Nan. Il Wat Si Phan Ton, al contrario, è completamente dorato, con due grandi naga a guardia dell’ingresso. Visitarli uno dopo l’altro è un piccolo gioco di contrasti.

Il tramonto al Wat Phra That Khao Noi e il Wat Phra That Chae Haeng

Per il tramonto sali al Wat Phra That Khao Noi, il tempio sulla collina a ovest della città, dove una grande statua del Buddha in piedi guarda la valle: da lassù vedi i tetti di Nan, le risaie e le montagne che si tingono di arancione. Sull’altra sponda del fiume, a un paio di chilometri dal centro, c’è invece il Wat Phra That Chae Haeng, uno dei templi più sacri della provincia, con un grande chedi dorato e una scalinata fiancheggiata dai naga, bellissimo nella luce del mattino.

Escursioni in giornata da Nan: la strada numero 3, i fiori e il cacao

Il secondo giorno dedicalo a una delle escursioni più amate dai thailandesi, verso nord, in auto o con un autista. È una giornata lunga, quindi parti presto.

Bali Nan e la Nan Riverside Art Gallery

La prima sosta, nel distretto di Santi Suk, è Bali Nan, un punto panoramico su una collina con un caffè e una porta in stile balinese diventata una delle immagini più fotografate della provincia. I thailandesi lo adorano, e lo troverai pieno di persone in posa, per me è una cosa un cringe, come direbbero ora, ma se la leggi in un’ottica “sociologica”, nel senso che stai osservando una cosa che il popolo locale ama tantissimo, può avere senso. Per quello che ho potuto capire io, confrontandomi con la gente a botte di google translate, diciamo che loro dicono “non so se riuscirò mai and andare a Bali, nel mentre mi faccio una foto dove sembra che ci sia andato”

Lungo la strada verso Tha Wang Pha, al chilometro 20, c’è la Nan Riverside Art Gallery, la galleria d’arte affacciata sul fiume fondata nel 2004 dall’artista nato a Nan Winai Prabripoo. Al piano terra c’è un’esposizione permanente dedicata alle pitture murali dei templi di Nan e al loro autore più famoso, Nan Buaphan, al piano di sopra opere di artisti thailandesi, e intorno, un giardino con sculture e un piccolo caffè. L’ingresso costa 20 baht ed è chiusa il mercoledì.

La strada numero 3 e le saline di Bo Kluea

Proseguendo verso nord, oltre Pua, inizia la strada 1081, considerata una delle più belle della Thailandia, che sale tra montagne e foreste avvolte dalla nebbia fino al villaggio di Bo Kluea. Il tratto più famoso è la “strada numero 3″, chiamata così perché i suoi tornanti visti dall’alto disegnano proprio un 3. Alla fine della strada, a Bo Kluea, c’è un’altra meraviglia: in mezzo alle montagne, a centinaia di chilometri dal mare, gli abitanti estraggono da secoli il sale da pozzi d’acqua salata, facendolo bollire in grandi pentoloni. Lungo la strada puoi fermarti anche al Parco Nazionale del Doi Phu Kha, con i suoi punti panoramici sulle montagne.

Cutter Flower Farm e la valle del cacao

Sulla strada del ritorno, nel distretto di Pua, c’è la Cutter Flower Farm, una fattoria dove distese di fiori viola e bianchi si aprono davanti alle montagne, con una casetta di legno dal tetto rosso e piccoli angoli pensati per le foto. Si paga un piccolo ingresso, intorno ai 50 baht, e la luce più bella è al mattino o nel tardo pomeriggio. Sempre nella zona di Pua c’è Cocoa Valley, una valle dove si coltiva il cacao, una cosa davvero rara in Thailandia: puoi andarci in giornata per scoprire come nasce il cioccolato, che qui è molto pregiato, oppure dormire nel resort immerso nelle piantagioni, quando ci tornerò ci dormirò sicuramente perché il Cocoa Valley Resort è davvero pazzesco e secondo me dormirci è un’esperienza unica.

La chicca: il parco dei dinosauri di Chiang Muan

E poi c’è il posto che più mi ha sorpreso di tutto il viaggio. Appena oltre il confine della provincia, nel distretto di Chiang Muan, in provincia di Phayao, c’è il Kaeng Luang Dinosaur Forest Park, un piccolo parco forestale dove sono stati trovati i resti del primo dinosauro mai scoperto nel nord della Thailandia. Ci si arriva da Nan in circa due ore d’auto, ed è un’escursione che in pochissimi conoscono, perfino tra i thailandesi.

Gli scavi sono stati condotti tra il 2002 e il 2009 dal Dipartimento delle Risorse Minerarie thailandese, guidato dal paleontologo Varavudh Suteethorn, il “cacciatore di dinosauri” a cui si devono molte delle scoperte del paese. Qui sono stati ritrovati 104 frammenti ossei allineati da nord a sud, tra vertebre del collo e della schiena, ossa della coda, del bacino e costole, appartenenti a un sauropode, uno di quei giganteschi dinosauri erbivori dal collo lunghissimo. La cosa più affascinante è che le sue caratteristiche non corrispondono a quelle dei sauropodi già noti in Thailandia, e potrebbe trattarsi di una specie nuova per la scienza.

Sotto una grande tettoia c’è la ricostruzione a grandezza naturale dello scheletro, che ti lascia davvero senza fiato quando ci passi accanto, insieme ai fossili esposti e a pannelli che raccontano le ere geologiche. La giornata è piuttosto facile, si visitano alcuni punti in macchina, si arriva a diverse cascate a piedi, la foresta è magnifica, ci sono delle piante assurde, l’invidia di tutti i plants lover. Non è una giornata fisicamente stressante, considera che io ci sono andata con mio figlio di due anni nello zaino. All’interno del parco ci sono molti sentieri, loro hanno anche delle zone campeggio e delle zone dove organizzano campi scuola per ragazzi. È una piacevole giornata, lo consiglio.

Non è un museo moderno né scenografico, e forse proprio per questo mi è rimasto dentro: in mezzo alla foresta, in un posto dove non arrivano i pullman dei turisti, ti trovi davanti a qualcosa che è lì da milioni di anni e che quasi nessuno viene a vedere. È una di quelle esperienze che ti ricordano perché vale la pena uscire dai percorsi già battuti.

Itinerario di 3 giorni a Nan

Il primo giorno dedicalo alla città vecchia: la mattina il Wat Phumin, il Wat Phra That Chang Kham e il Museo Nazionale, dopo pranzo il Wat Ming Mueang e il Wat Si Phan Ton, e il tramonto al Wat Phra That Khao Noi. Se è venerdì, sabato o domenica, chiudi la giornata al mercato della sera.

Il secondo giorno parti presto verso nord: Bali Nan, la Nan Riverside Art Gallery, la strada numero 3 fino a Bo Kluea, e sulla via del ritorno la Cutter Flower Farm e Cocoa Valley. Se vuoi prendertela con più calma, puoi dormire a Bo Kluea o nella valle del cacao e rientrare il giorno dopo.

Il terzo giorno è per la chicca: l’escursione al parco dei dinosauri di Chiang Muan, con il trekking nella foresta, e al ritorno una passeggiata lungo il fiume o una visita al Wat Phra That Chae Haeng nella luce del pomeriggio.

Cosa mangiare a Nan

La cucina di Nan è quella del nord, ma con sapori ancora più rustici. Da provare il khao soi, la zuppa di noodle al curry e latte di cocco, il khanom jeen nam ngiao, spaghetti di riso in un brodo speziato al pomodoro, il gaeng hang lay, uno spezzatino di maiale con zenzero e tamarindo, e le salse piccanti come il nam prik num, di peperoncini verdi, e il nam prik ong, di pomodoro e maiale, da mangiare con verdure e cotenna croccante. Ricorda che a Nan si mangia presto: molti dei posti più amati finiscono i piatti già a metà giornata, e la sera chiudono intorno alle otto. Se capitate come me quando c’è il night market, è carino farci un giro, c’è tantissima scelta di pietanze, altrimenti io vi posso consigliare Tiao Koei Tuen (เตี๋ยวเกยตื้น), non so neanche io come l’ho trovato, credo che su Google Maps il nome sia solo in thai; ma è talmente buono che ci sono tornata 2 volte, è gestito da solo donne, bravissime, i ravioli in brodo sono mondiali, ma anche i noodle con la creama di arachidi, ovviamente è tutto scritto in thailandese, si ordina guardando le foto dal menù,

Dove dormire a Nan

A Nan l’offerta è piccola ma con alcune strutture davvero particolari. Io ho dormito in una struttura sul fiume bellissima, Sasidara Resort, un po’ fuori dal centro, ma con un’atmosfera unica, stanze in legno, ponticelli e fiori ovunque, una bella piscina, a me è piaciuta molto.

Pukha Nanfa Hotel è un boutique hotel nel cuore della città vecchia, ricavato in un edificio storico in legno, a pochi passi dal Wat Phumin. Le camere sono poche e curatissime, con arredi tradizionali, ed è tra le strutture più apprezzate della città: è il posto giusto se vuoi vivere Nan a piedi, alzandoti presto per vedere i templi prima di tutti.

Khuang Chang Kham è una piccola struttura in città, con una terrazza e un’atmosfera raccolta, con uno stile semplice, comoda per raggiungere a piedi i templi e i mercati della sera, e con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Nan Seasons Boutique Resort è la scelta giusta se cerchi più spazio e tranquillità: si trova a un paio di chilometri dal centro, a un chilometro dal Wat Phra That Chae Haeng, con una piscina all’aperto, un ristorante e biciclette gratuite per arrivare in città pedalando tra le risaie.

Domande frequenti su Nan

Nan è sicura per una donna che viaggia da sola?

Sì, Nan è una città tranquilla e accogliente, con pochissimo turismo e un ritmo di vita lento. Le difficoltà sono altre: quasi nessuno parla inglese e la sera si va a dormire presto. Per le escursioni in montagna affidati a un autista organizzato dal tuo hotel, soprattutto se non te la senti di guidare su strade piene di curve.

Si può visitare Nan in giornata da Chiang Mai o da Chiang Rai?

No, non te lo consiglio: da Chiang Mai e da Chiang Rai ci vogliono cinque o sei ore di strada solo per l’andata. Nan merita almeno tre giorni, e se hai poco tempo il modo più comodo per arrivarci è il volo diretto da Bangkok.

Quando ci sono le regate delle barche lunghe a Nan?

Le regate si tengono sul fiume Nan tra ottobre e novembre, alla fine della stagione delle piogge e del ritiro buddhista, quando il fiume è più alto. Le date cambiano ogni anno seguendo il calendario lunare, quindi controllale prima di partire.

Cos’è il sussurro d’amore di Nan?

È il dipinto più famoso del Wat Phumin, realizzato alla fine dell’Ottocento dall’artista tai lue Nan Buaphan: ritrae un uomo che sussurra all’orecchio di una donna ed è diventato il simbolo della città, riprodotto ovunque, dalle cartoline alle magliette.

Dove si trova il museo dei dinosauri vicino a Nan?

Si trova nel Kaeng Luang Dinosaur Forest Park, nel distretto di Chiang Muan, in provincia di Phayao, appena oltre il confine della provincia di Nan. Conserva i resti di un sauropode scoperto tra il 2002 e il 2009, il primo dinosauro trovato nel nord della Thailandia.

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Autore

Francesca Di Pietro

Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato 80 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo. Ho pubblicato: <a href="https://amzn.to/3d08YIU" rel="”sponsored”">Il Bello di Viaggiare da Soli: guida al travel coaching per ottenere il massimo da noi stessi</a> edito Feltrinelli.