Esplorare le favelas quando si visita Rio ormai credo sia diventato di moda, ci fa sentire coraggiosi, rafforza un identità di viaggiatori che non cercano solo locali e spiagge,  ma qualcosa di vero! Cazzate!

Ci sono varie maniere di esplorarle, in jeep come se stessi facendo un safari tra i leoni, con i tour superficiali organizzati dagli ostelli, o con chi ci vive e ci lavora. A Rio 3 milioni di persone vivono in favela, la Rocinha è la più grande di tutto il Sudamerica , è stata “pacificata” da pochi anni.

Cosa vuol dire pacificata ?

Che il governo ha fatto un’incursione tipo film americano con tanto di telecamere per mettere sotto controllo il narcotraffico, se escludiamo la forte parte di propaganda è una bella mossa, riduce anche l’aspetto esteriormente violento della favela.

visitare la favela di rocinha a rio

Vista della Rocinha

Favela e narcotraffico:

La cosa veramente pericolosa in una favela sono le guerre tra bande, ovviamente se non sei immischiato nel narcotraffico vivi in una condizione alquanto sicura, ma il pericolo vero è quello di prenderti una pallottola vacante. Ogni quartiere della favela ha le Boca de foco, quelli non pacificati intendo, ossia banchetti del commercio di droga, piccole scrivanie con cocaina marijuana in bella vista protette da due soldati del narcotraffico, due ragazzoni enormi a torso nudo armati fino ai denti. È pur vero che se non sei nel traffico di stupefacenti loro non ti danno fastidio, ma è un immagine altamente violenta che inquina anche lo sviluppo dei giovani.

Storicamente nelle favela c’è sempre stata una forma di autarchia, una legge di strada, dove rubare è proibito e punito con la morte, quindi gli assalti non avvengono mai al suo interno, ma solo nelle zone turistiche, paradossalmente in favela sei più al sicuro. A Rio c’è un grosso problema dovuto alla dipendenza da crack che porta un estremo degrado e violenza da chi ne fa uso, in Rocinha il narcotraffico a pilotato l’uso delle droghe lasciando i craccomani al di fuori perché potevano creare problemi “gestionali”, nell’assurdo almeno un lato positivo.

Al giorno d’oggi la maggior parte degli scontri avvengono contro i commando della polizia, quindi la cosa più pericolosa che si possa fare è stare vicino alla polizia, strano no?

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La favela e l’emarginazione sociale:

I problemi grandi della favela sono, come ha detto Marco la mia guida: la schiavitù di fatto e l’emarginazione e le condizioni igieniche.

La maggior parte degli abitanti della Rocinha viene dalla zona nord est del paese, la più povera, rappresenta la manodopera di Rio, la manodopera senza diritti, sono quasi tutti analfabeti, con molti figli a carico e sono costretti ad accettare salari da fame, un operaio prende 200€ al mese. I carioca vedono gli abitanti delle favelas come appestati, sono ancora legati ad un immaginario “televisivo” di questa realtà , quasi nessuno si sensibilizza visitandone una. D’altro canto i loro abitanti non possono permettersi di uscire dalla favela perché ogni cosa è troppo cara, risultato si autoghettizzano e auto emargino.

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L’aspettativa di vita in favela è di 62 anni, molto molto bassa rispetto a fuori, il 22% della popolazione è composta da bambini sotto l’età scolare. La principale causa di morte sono le malattie derivanti dalla malnutrizione o dalla scarsa igiene. Le fogne sono cielo aperto, i silos per l’acqua ancora in amianto in molte case, i luoghi molto angusti, scarsamente illuminati e umidi che favoriscono il proliferare di funghi e insetti. Una famiglia vive in 40mq, non c’è uno spazio individuale d’azione né spazio per far giocare il bambini. L’istruzione è zero, la coscienza civica anche. Le donne sono convinte di riuscire a legare un uomo a se mettendo alla luce figli, risultato ci sono ragazze madri di 26 hanno 3 figli da 3 uomini diversi, devono lavorare tutto il giorno per dar da mangiare ai bambini i quali vengono abbandonati in strada.

Cosa fa la onlus Il Sorriso dei miei bimbi?

Il sorriso dei mie bimbi è una onlus creata e gestita da italiani, si occupa di dare un luogo salubre ai bambini e ai ragazzi, a toglierlo dalla strada e conducendoli verso un istruzione.

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Nella scuola materna della Onlus

Al momento sono attiv 3 programmi:

  1. Scuola Materna che accompagna i bambini in età prescolare dai 2 ai 6 anno dandogli un luogo accogliente è pulito dove stare. Facendoli giocare, insegna degli a leggere e con delle attività alla ria aperta riprende fa fare loro movimento con la danza e la caponeria.
  2.  Progetto giovani: con un programma di riscatto sociale per ragazzi a rischio di coinvolgimento in attività di microcriminalità e gravidanze precoci (con terapia psicologicindividuale). 
  3.  Progetto di Alfabetizzazione per bambini ed adulti ed un Programma di Assistenza Famiglie, per nuclei in particolari condizioni di abbandono sociale.

E fra poco inizierà un nuovo progetto dove i ragazzi saranno introdotti al mondo del lavoro gestendo un ex garage trasformato in un caffè letterario. Impareranno a fare camerieri e cuochi.

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Con Marco, il cooperante, con i bambini in favela

Come supportare la onlus:

Donando l’5×1000 o facendo una donazione o adottando un bambino a distanza! Qui trovate tutte le indicazioni

Chiunque di voi stia per andare a Rio potrebbe anche portare beni di necessità concordandosi con i cooperanti .

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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