Di tutti i paesi che ho visitato credo che questo sia quello in cui l’impatto con il viaggio in solitaria sia stato più forte.

È bene che le persone lo sappiano prima di avventurarsi per la Mongolia.

Intendiamoci il posto è meraviglioso, ha alcuni tra i paesaggi più belli e selvaggi del mondo, tradizioni millenarie quasi per niente intaccate dalla modernità, ma non è un viaggio facile bisogna ammetterlo.

Viaggiare da Soli in Mongolia

Perché viaggiare da soli in Mongolia non è facile?

Perché la componente “solitudine” è davvero molto, ma molto importante.

Personalmente ritengo che bisogna trovarsi in un buon periodo della propria vita, abbastanza in pace con se stessi e con il mondo, altrimenti può risultare piuttosto difficile.

Il paese è di una vastità sconvolgente, circa 5 volte l’Italia, popolato da soli 3 milioni di persone, il cui 60% vive allo stato nomade, ovviamente questo è l’aspetto più interessante, ma di sicuro non semplice da gestire.

yak in Mongolia

Per la maggior parte delle escursioni avete bisogno di una macchina e quindi di un autista e meglio se una guida, considerando che nessuno parla inglese. Questo significa che, a meno che voi non lo vogliate, vi aggregherete ad altri viaggiatori. Di solito le macchine sono da 4 e spesso si incrociano con un altro van della stessa compagnia per viaggiare insieme.

Da quello che ho potuto vedere nella mia esperienza, ci sono 3 tipi di viaggiatori che si alternano in Mongolia

  1. quelli alla ricerca del contatto umano con le famiglie di nomadi, per i quali è sufficiente, soggiornare qualche giorno in una gher, a prescindere da dove esse siano
  2. quelli che vogliono cercare di vedere più panorami, o forse dovrei dire ecosistemi diversi durante il loro soggiorno,
  3. quelli che vengono solo per il Gobi

Se fate parte del secondo o terzo gruppo, vi troverete in un’escursione di diciamo minimo una settimana con persone mai viste finora (e questo niente di male) avendo zero autonomia.

Esplorare la Mongolia vuol dire farsi una doccia alla settimana, non avere mai una vera toilette, tranne che un paio di volte scarse, mangiare sempre la stessa cosa pranzo e cena o quasi, dover eliminare quasi completamente dalla propria dieta frutta e verdura.

viaggiare da soli in Mongolia

Soffrirete il caldo e tanto tanto freddo, soprattutto di notte, soprattutto in tenda. Imparerete che in fondo dormire in una gher con il materasso di legno non è così poi tanto male.

Detto così sembra terribile, cosa che non è dato che il paesaggio è stupendo, ma è dura, soprattutto se ti capita una guida poco simpatica e magari i compagni che non avresti scelto.

Quello che a me piace del viaggio in solitaria è l’assenza di legami, di vincoli, la possibilità di poter scegliere, beh in Mongolia scordatevelo, non sceglierete niente. Va bene, fa parte dell’avventura, ma è bene essere preparati, per questo sottolineo che la componente emotiva di partenza conti molto.

Io e il cammelliere

Io e il cammelliere

In cosa ti fa crescere viaggiare da soli in Mongolia:

Come ho già detto, per me non è stato facile, forse avevo sottovalutato alcuni elementi e questo ha fatto in modo che io riflettessi molto di più su aspetti della mia vita o forse dovrei dire della mia anima, su cui non mi soffermavo da un po’.

  • Impara a dare una possibilità

Non tutti gli incontri sono alchemici, non tutte le realtà sono come ce le eravamo immaginate, non tutte le persone, i luoghi o le attività, collimano con i nostri gusti, ma a volte, se resisti, se ti fidi nel futuro, se vai avanti senza gettare la spugna immediatamente puoi essere sorpreso, puoi vivere emozioni inaspettate, puoi sentire il tuo cuore battere per ragioni per le quali prima non aveva mai battuto.

Viaggiare da Soli in Mongolia

  • il concetto di “lusso” dipende dal tuo punto di partenza

In Europa, anche se la maggior parte delle persone sembra darlo per scontato, siamo abituati a davvero tante tante comodità. In Mongolia imparerete a metterle in ordine di importanza. La Mongolia non è un paese povero, anzi, le persone non vivono nelle gher per necessità, come può accadere in Africa o Asia dove molte popolazioni vivono in maniera indigente, i mongoli vivono nelle gher, nella natura più selvaggia per scelta! Il nomadismo per loro è il più grande dei loro valori, ogni azione ha un rito, ogni elemento della giornata viene tramandato da millenni. Non sono quasi mai cambiati dall’epoca di Gengins Khan, ossia 1200!!

La prima volta che dormi in una gher ti sembra sporca, scomodissima, non riesci a prendere sonno data la durezza del letto, il cibo non lo trovi invitante, poi vai avanti, il tempo passa, tu attraversi praterie sconfinate a cavallo, dormi in tenda lungo il corso del fiume, la pioggia non ti abbandona tutta la notte, il vento ti tiene sveglio e quando ritorni nella gher ti sembra il luogo più accogliente del mondo, il cibo molto più saporito e l’ambiente infinitamente più caldo.

Deserto del Gobi - Mongolia

Per 13 giorni ti lavi solo usando le salviettine umidificate. Durante i miei numerosi viaggi ai tropici, dormo sempre in una struttura senza acqua calda per contenere i costi, non è il massimo, ma ci si abitua facile. Poi arrivi in un paese che sembra essere il più freddo della terra e ti rendi conto che loro la doccia non ce l’hanno proprio! E quando gli chiedi dove sia il bagno, si sorprendono dato che ogni cespuglio nella natura è un bagno comodissimo o il loro buco costruito vicino alle piccole gher. Così impari ad apprezzare i ruscelli o i laghi, perché quelli per te sono la doccia, e se ci vai negli orari giusti non è neanche così fredda.

Per fortuna per noi è solo una parentesi temporale, ma vi assicuro che quando poi ti ci trovi per 15 o 20 giorni le cose iniziano davvero a pesare. Il giorno in cui sono tornata ad Ulaanbator ho prenotato una piccola stanza privata con bagno, mi sentivo una regina.

Campeggio Mongolia

  • Vedere le cose con la giusta prospettiva

Ho parlato più volte di prospettive in questo sito e nel mio libro, ma quello che mi è accaduto in Mongolia è stata una metafora immediata e alquanto diversa.

L’ultima notte nella natura abbiamo deciso di campeggiare nella zona orientale del Gobi, c’era un vento gelido che tagliava la pelle e anche se avessi praticatamene tutti i miei vestiti a dosso, continuavo a battere i denti, considerate che c’era anche un bel po’ di sole. Così Batar, la mia guida, ferma il furgone e dice: “questa notte dormiamo qui”;

tra me e me ho pensato, “questo è pazzo”! Eravamo in una valle molto stretta, raccolta tra colline poco alte, il terreno era sempre pendente e pieno di pietre. Lui si gira e mi dice “ un campeggio con un grande panorama” io continuo a pensare che fosse pazzo, intorno a noi c’era il nulla più assoluto, due “muri verdi” e tante pietre.

viaggiare da soli in Mongolia

Così per ingannare il tempo sono andata a fare una passeggiata, sono salita su una collina… e lì ho capito! WOW! Uno dei più bei panorami del mondo, è il caso di dire 50 sfumature di verde! Intorno a me c’era un alternarsi ritmico di collinette verdi, sembravano delle dune, di un deserto erboso, l’aria era così rarefatta che all’orizzonte si formava una leggera nebbia. E poi lì, puntellate tra due dolci colline, dei piccoli gruppi di bianche gher che spiccavano all’orizzonte. Ero estasiata, ho vissuto un momento molto intimo, molto forte. E poi mi sono detta che il mio comportamento è stato lo stesso che molte volte attuiamo nella vita di tutti i giorni. Siamo così concentrati nel vedere le cose dal vicino, i nostri mal umori, i nostri problemi, sempre più vicino, tanto da sbatterci il naso, quando a volte basterebbe salire sulla collina per capire che non sono insormontabili, che c’è un piccolo passaggio lì nel angolo…

Viaggiare da Soli in Mongolia

 

  • Che a stare fermi si sente dolore

Fa un po’ ridere, ma io di notte mi muovo poco e niente eppure in Mongolia ho imparato che l’immobilità fa mele. Loro dormono su superfici di legno coperte da coperte di lana e quando resti diverse ore appoggiato sullo stesso lato il dolore ti sveglia, sei obbligato a girarti. E forse anche nella nostra vita noi dovremmo sperare d’avere quel dolore, quella fitta all’anca che ti avvisa che è il caso che tu faccia qualcosa di diverso, che tu cambi atteggiamento, opinione o semplicemente azione.

Come organizzare un viaggio in Mongolia da soli

foto credit shutterstock.com

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Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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