La domanda da un milione di dollari: che differenza c’è tra un turista ed un viaggiatore? Cosa ti rende un viaggiatore?

Difficile da spiegare. Ieri parlavo con dei mei amici blogger e ci ponevamo questi quesiti: un viaggiatore è uno che viaggia molto lontano? che viaggia molto? che viaggia low-cost? A mio parere non solo! Dopo anni di ricerche, di letture, di viaggi ed interviste, la mia idea puramente personale e quindi confutabile è che:

L’essere viaggiatore è uno stato mentale!viaggiatore

Come dico sempre nel travel coaching, non è importate dove vai, ma come ci vai, o meglio quale è il tuo approccio al luogo e all’esperienza.

Io sono una fautrice dei viaggi lunghi, allontanarsi sempre di più da quello che ci è familiare ci mette a nudo, ci avvicina al contesto che siamo visitando. Oggi giorno ci allontaniamo sempre di più da casa e ci avviciniamo a qualcosa di sconosciuto, ma che ci attrae moltissimo: la strada.

E’ come un processo di “cancellazione” e “scrittura” al tempo stesso. Perchè viaggiare vuole dire scrivere costantemente, e riscrivere quello che pensavi di sapere ed invece non sai. Conoscere con i propri occhi non è la stessa cosa, vivere il freddo o l’umido sulla propria pelle, capire che significa mangiare solo pochi alimenti perchè ad una certa altitudine non ne crescono altri, essere con l’aria talmente secca che ti sanguina il naso, questo sui libri non lo dicono, neanche quelli scritti dai grandi.

Viaggiare è viere un luogo in 3D!

Oltre le nostre aspettative, nel bene e nel male, la terza dimensione, l’esperienza o l’emozione, non è sempre piacevole come ce l’aspettavamo, ma è vera. Un viaggiatore cerca la verità non un posto esotico.

C’è la credenza borghese che viaggiare voglia dire andare in un posto meglio di casa tua, per questo solitamente i viaggiatori vengono invidiati, invece direi che viaggiare vuol dire andare in un posto diverso da casa tua, e viverlo, cosa che non pr tutti è piacevole.

Bisogna necessariamente andare lontano per sentirsi un viaggiatore?

Non direi proprio, ma bisogna necessariamente dire di essersi spogliati per dire di aver viaggiato.

Per questo mi piace viaggiare da sola, da soli abbiamo meno ancoraggi alla nostra casa, ci “assimiliamo” al contesto più facilmente, senza ancore di salvezza. Personalmete, [e sottolineo l’aspetto opinabile] io viaggio per conoscere un paese, non per vederlo. Quando vado in giro per musei e ristoranti fashion faccio turismo (e anche io lo faccio a volte..per diversi motivi), vedo con i miei occhi quello che posso vedere tramite la tv o una rivista di viaggi, questo non mi emoziona più di tanto.viaggiatore

Il viaggiatore vede il mondo dal basso, il turista dall’alto, credo che questa sia la differenza principale.

Quindi tornando al discorso che facevo con gli altri blogger: si può essere viaggiatori anche viaggiando in Italia o in Europa? Direi assolutamente si, il nostro paese è il più bello del mondo (non ho dubbi) e forse il più ricco di diversità. La differenza sta nel come lo guardi. Prova a girare l’Italia usando strade provinciali o visitandola in bicicletta, a piedi, in vespa. Prova a chiedere ospitalità, a fare campeggio a dormire nei rifugi, sei siucro che scoprirai la stessa Italia del volo + hotel 3 giorni 2 notti? Qualche mese fa ho intervistato un ragazzo che ha deciso di percorrere l’Italia in bicicletta, per risparmiare, è andato in Puglia, un luogo dove va una buona fetta di villeggianti in Italia, siamo sicuri che la sua esperienza sia uguale alle altre? Leggete al sua intervista, a me non sembra e io non ho avuto dubbi a dargli spazio nel mio sito, lui è di sicuro un viaggiatore, molto di più altri da me intervistati o incontrati agli eventi per travel blogger.

Direi che essere viaggiatori è una forma mentis, orienta la tua quotidianità anche nella tua città. Il pensiero che il bello sia lontano e mai sotto casa, lo trovo infinitamente provinciale, sotto ognuna delle nostre case ci sono cose meravigliose di cui ignoriamo l’esistenza e poi percorriamo 7000 km per dire di aver visto il mondo. Esploriamo intorno, ovunque ci troviamo, ovunque ci siano cose che attraggano i nostri interessi, parliamo con la gente come se non avessimo più la possibilità di rincontrarla. Sarà un clichè, ma secondo me il viaggio dura una vita, 365 gironi l’anno, non solo appena atterriamo! E’ un periero totalemtne personale, nonché la mia filosofia di vita che credo di portare avanti il più coerentemente possibile. Voi cosa ne pensate? Sono curiosa.

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

Altri post di questo autore - Sito web

Seguimi sui Social
TwitterFacebookPinterestGoogle PlusYouTube

Newsletter
Iscriviti alla newsletter e ricevi gratuitamente l'ebook del Viaggiatore Felice
100% Privacy. Non ti invieremo spam.