Ti posso aiutare ad organizzare il tuo primo viaggio in solitaria

Ho deciso che per i prossimi anni Giugno sarà il mese della Sicilia, che fosse la mia regione preferita già lo sapevo ma ora ho aggiunto nuovi motivi per esserne certa.

In questo mio viaggio di 15 giorni in Sicilia ho lanciato il mio nuovo progetto #yogaround ossia l’idea di vedere il viaggio con un luogo energetico e dinamico per fare yoga all’aria aperta ed esplorare un luogo in modo diverso.

Catania, prima tappa del mio road trip della Sicilia orientale, ci ero già stata una vita fa, è il caso di dirlo, quando facevo la formatrice di outdoor training; portai un gruppo di quadri e dirigenti russi in barca a vela per lavorare sulle loro dinamiche di gruppo, meglio sorvolare.

Per poter conciliare lo yoga con il viaggio io scelto di alloggiare sulla costa, ad Aci Castello, che è proprio a 10 minuti di macchina dal centro di Catania, quindi super comodo, ma tranquillo e isolato. Sono stata al Four Points Catania, un hotel molto confortevole e accogliente, con il personale più dolce e disponibile che abbia mai trovato. Oltre ad avere una discesa privata al mare e una bellissima piscina, questo hotel ha un segreto che mi ha stregato: un “horto” a centimetro zero.

Esatto, nel retro del giardino c’è un bellissimo orto vista mare dove coltivano le verdure e la frutta che utilizzano nel loro ristorante e se vuoi puoi cogliere personalmente i pomodori e la melanzana per farti fare una pasta alla norma espressa. Io più di usarlo come mercato personale, l’ho scelto come luogo per fare yoga e meditazione per la sua tranquillità, energia e per l’ombra sotto gli alberi.

four points Catania yogaround

Almeno una sera, magari dopo una giornata stancante a scalare l’Etna, vi consiglio di approfittare del ristorante Il Timo che si trova a bordo piscina, curato dallo chef Saverio Piazza, sapori siciliani e creativi al tempo stesso, tra l’altro lo chef ci delizia anche nella colazione dove prepara dei cannoli espressi pazzeschi e vera granita di mandorle.

four points Catania

Con lo Chef Saverio Piazza

Se come me siete amanti di Verga e della letteratura siciliana non può mancare una passeggiata ad Aci Castello e Acitrezza, bellissimi paesaggi, specialmente al tramonto. Vi consiglio il ristorante Il Covo Marino, credo che sia il pesce migliore che ho mangiato in 15 giorni di Sicilia, aveva dei crudi che difficilmente dimenticherò e uno dei miei piatti preferiti: gli spaghetti ai ricci!

Credo che Catania sia una di quelle città in cui ogni volta che vai scopri angoli nuovi e leggende nuove, purtroppo ho avuto modo di girarla molto poco, ma sono stata fortunata perché mi ha accompagnato Sebastiano, un ragazzo catanese super appassionato di storia della sua città, dopo un pomeriggio con lui credo di sapere tutto sulle varie storie legate a Sant Agata.

Acitrezza

Vi consiglio di partire da Piazza Duomo, osservare la fontana dell’Amenano o come la chiamano i catanesi, acqua a linzolu, perché in effetti è l’acqua del fiume che scorre sotto la città, che precipitando dalla fontana assume la forma di un lenzuolo. Si può anche entrare nell’ostello della gioventù per vedere il fiume scorrere, o affacciarsi nell’antico bagno romano alle spalle della chiesa del Duomo. Per questo motivo nella piazza al lato, dove di solito si svolge il mercato del pesce c’è una temperatura nettamente inferiore. Se arrivate in tarda mattinata potete prevedere un pranzo veloce con un cuoppo di fritto da Scirocco.

Piazza Duomo a Catania

Piazza Duomo a Catania

Tra i miti legati a Catania c’è sicuramente quello dell’Elefante, il simbolo della città, non esiste una storia sicura di quale sia la sua origine, ma di sicuro è nel cuore di tutti i catanesi ed è unito a diverse tradizioni massoniche e esoteriche come quella legate al mito di Iside che fu portato in Sicilia dai tempi della Magna Grecia. Ma una cosa è certa l’elefane porta bene, quindi bisogna toccare la proboscide o saltare sulla sua effige.

Palazzo degli Elefanti - Catania

Palazzo degli Elefanti – Catania

“Al catanese gli puoi toccare tutto, ma lasciagli stare Sant Agata” questa è stata la frase con cui sono entrata nel duomo, oltre alla storia di Agata come martire e vergine è molto bello il valore che le viene dato come protettrice della città, nell’arco della storia infatti, più volte si è posato il velo di Agata sul terreno per bloccare la lava dell’Etna.

Nei giorni tra il 3 e il 5 Febbraio c’è la festa di Sant Agata, la terza festa religiosa più grande del mondo, ammetto che mi piacerebbe molto assistere a questo evento, si parla di giorni interi senza dormire in cui la statua della santa è “consegnata al popolo” per essere portata in giro, un’immagine molto bella, i cittadini, così si chiamano i devoti della santa, urlano a voce unica: “Agata è viva, è viva Agata”. Oltre al peso enorme della statua della Santa, nel corteo ci sono anche i portatori della Candelaria ossia enormi ceri rivestiti di iconografie varie e fiori, ogni parrocchia ha i suoi stendardi e i suoi portatori e quello che accade è una vera e propria sfida all’ultima spalla.

Lo sviluppo dell’architettura catanese è strettamente legata alle eruzioni e alle successive distruzioni. Sicuramente una delle eruzioni più importante degli ultimi 2000 anni fu quella del 1669 dove la lava giunse fino al mare, ma l’accadimento di sicuro più traumatico per la popolazione siciliana fu il terremoto del 1693, il terremoto più forte mai registrato sul territorio italiano, che portò alla distruzione di tutta la provincia orientale dell’isola e la conseguente morte di circa 2/3 della popolazione, si parla di 60.000 vittime.

Proseguendo per Via Etnea, con una vista unica, ci si può deliziare con lo shopping, io mi sono fatta appassionare dai lavori in lava e ceramica di Magda Masano del negozio Folk. Il mio acquisto è stata una testa di moro in versione pop, ossia nel mio colore preferito il blu elettrico. La cosa divertente è che Magda mi ha spiegato la leggenda della testa di moro. Durante l’epoca della dominazione araba una ragazza siciliana aveva una storia d’amore con un moro, lei aspettava di essere presa in moglie, ma un giorno il moro le disse che sarebbe ritornato in Africa presto, perché lì era giù sposato e aveva un’altra famiglia, lei in maniera molto comprensiva reagì come forse tutte noi avremmo voluto reagire, gli tagliò la tesa, la mise fuori al balcone e ci piantò del basilico dentro per coprire l’odore, i suoi vicini non capendo che si trattasse di testa umana pensarono fosse un vaso e lo ritennero molto carino, da quel momento è diventata tradizione fare i vasi con la testa di moro e la testa di donna bianca. (adoro questa storia e anche i vasii!)

Due consigli al volo, ho fatto aperitivo al Wine Bar Razmataz, una piccola vineria in una piazzetta sotto gli alberi, ambiente raccolto, molto simpatico e fanno degli stuzzichini da paura, trattenetevi che poi non centate più.

Nelle vicianze mi hanno consigliato, con mio immenso gaudio, Me Cumpari Turiddu, un ristorante che prima si assapora con gli occhi dato che l’interior design è curato nei minimi dettagli, parteti d’erba vecchi specchi, tantissimi sotto piatti di pizzo e poi si ama con la bocca perchè il cibo è davvero superbo e curato anche nella presentazione. Purtroppo avevo mangiato tantissimo all’apertivo, quindi solo un involtino di pesce spada per me ;-).

me cumpare turiddu Catania

me cumpare turiddu Catania

Escursioni sull’Etna

La storia di Catania è strettamente legata all’Etna, ‘a muntagna, come la chiamano in gergo, perché l’Etna è femmina, perché per quanto gli studiosi cercano di capirla lei è incomprensibile, in effetti mi assomiglia un poco!

Come spesso facciamo noi italiani, sottostimiamo le bellezze e le unicità che il nostro paese accoglie. Un vulcano di 3350 metri, attivo, in un paese con clima subtropicale dove nevica ogni anno e si può sciare guardando il mare. Sembra un sogno ed infatti lo è.

Yoga sull'Etna

La maggior parte delle persone visitano l’Etna arrivando in macchina al rifugio Sapienza e girando per i crateri vicini, spesso i Crateri Silvestri, alcuni prendono la seggiovia per raggiungere un’altitudine maggiore e se l’attività eruttiva lo consente si può arrivare al cratere centrale, ma personalmente penso sia una visione un po’ limitativa del paesaggio etneo.

Una montagna vicinissima al mare, questo permette un alternarsi di paesaggio ed ecosistemi non indifferenti, specialmente in primavera vale la pena esplorarne le pendici a piedi. Ci sono tantissimi percorsi, diciamo che dipendono dalla vostra preparazione atletica e da che ora volete iniziare a camminare. Io ho fatto un percorso molto bello che costeggia dal Valle del Bove, ossia la grande colata lavica del 92, è un percorso meraviglioso perché cammini tra gli alberi in una natura veramente rigogliosa costeggiando un precipizio che da su un fiume di lava.

Valle del Bove

Il percorso è mediamente facile, io sono arrivata fino al Monte Zoccolaro, l’unica cosa che dovete prendere in considerazione è il cambio di altitudine, vi muoverete da 0 a 1000 metri in meno di un ora e quindi anche un ora e mezza di salita vi toglierà il respiro. Se siete dei bravi camminatori potrete proseguire fino a 2000 metri sulla stessa strada. Nel percorso incontrerete tantissime piante meravigliose tra cui la ginestra etnea e la betulla etnea che sono appunto endemiche. Io ho avuto la fortuna di percorrere le pendici dell’Etna in primavera ed erano ricoperte di una bellissima pianta con fiori rosa, il nome locale è una cosa tipo “il ciuffo del carabiniere”, ignoro il nome latino, ma direi che rende l’idea.

Valle del Bove

Raggiugendo i 2000 metri c’è il deserto lavico, una delle particolarità de ‘a muntagna è che erutta continuamente o quasi e questo fa si che i crateri e le colate nascano ogni volta in punti diversi, creando un accavallarsi di colori e vegetazione fantastici e poi .. in primavera è pieno di coccinelle!!

Consigli pratici per esplorare l’Etna

Molti percorsi si possono fare in autonomia, ma io consiglio di affidarsi ad una guida, perché vi fornirà informazioni aggiuntive, perché non correrete il rischio di perdervi e perché molotro probabilmente trovare in minor tempo il percorso migliore e più scenografico, io mi sono affidata a Amuninni Tour, di Guseppe, un ragazzo molto disponibile e conosce molto bene il territorio. Mi raccomando portatevi acqua a sufficienza, un pranzo al sacco, un cappello e della crema protettiva. Io consiglio di mettere nello zaino anche una maglia termica e un kway perché la temperatura può cambiare in maniera molto repentina.

Escursioni sull'Etna - Catania

La valle dell’Etna non si limita al vulcano, ma nelle sue vicinanze ci sono luoghi che ti possono sorprendere, io ho fatto River Trekking sulle Gole dell’Alcantara, è stata una delle esperienze più belle della mia vita, quindi ho deciso di dedicare un intero post a questa esperienza.

Grazie a Marta e Gianluca di Foodda Communication per il supporto e la disponibilità.

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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