Come ho detto più volte, e come scoprono di solito i viaggiatori appena atterrati a Bali, Bali non ha un bel mare, non ci sono le spiagge tropicali che purtroppo molti si aspettano.

La maggior parte delle persone dedica qualche giorno alle Gili o a Nusa Lembongan, che da paradisi incontaminati sono diventate mete caotiche e molto turistiche, anche se io rimango una grande sostenitrice di Gili Air, un posto che amo profondamente.

Per quelli come me che amano fare immersioni Nusa Penida è conosciuta perché accoglie la una buona parte dei siti d’immersione più belli della costa.

Proprio grazie alle immersioni che ho fatto l’anno precedente ho intuito che la costa di Penida nascondeva molto di più.

Nusa Penida

Come arrivare a Nusa Penida


La maggior parte delle barche che arriva a Nusa Penida parte da Sanur o da Padangbai ci sono tantissime compagnie che lo fanno, tutte in orari simili.

Il costo medio per tratta è di 125.000 rupie, vi consiglio di prenotare il biglietto un paio di giorni prima (molti alloggi offrono questo servizio) e di recarvi al porto almeno una ventina di minuti prima dell’orario d’imbarco perché non essendoci un molo non è sempre facilissimo capire in che punto della spiaggia arriverà la barca.

La traversata dura circa 45 minuti, ma è molto probabile che passiate quasi lo stesso tempo per cercare di sbarcare, specialmente al ritorno. Per chi non ha mai preso piccole imbarcazioni in questa parte dell’Indonesia è bene sapere che quasi mai ci sono i pontili d’attracco. Le barche vengono ancorate alla riva e si scende sulla spiaggia a piedi, bagnandosi un poco. Per le partenze della mattina non ci sono problemi, ma per quelle del pomeriggio sì.

In tutte le spiagge della costa il pomeriggio c’è bassa marea e questo rende molto difficile l’attracco, spesso le barche si arenano e sono costretti ad avvicinarcele alla costa a mano, questo rallenta moltissimo i tempi. Per quanto sia una cosa che cognitivamente non riuscirò mai a comprendere bisogna farci il callo, l’unica precauzione è che è meglio non prenotare voli al ritorno di un trasferimento in barca.

Nusa Penida

Come muoversi a Nusa Penida

L’isola è molto piccola, ma come le altre isole dell’Indonesia avrete bisogno di un trasporto individuale, ossia di un motorino. Qui l’affitto giornaliero è leggermente più caro, parliamo di 75.000 rupie al giorno, generalmente tutti gli hotel o homestay vi possono procurare un motorino.

Preambolo importante: moltissime persone sostengono che guidare un motorino a Bali sia difficile, ecco se per voi è tale considerate che Penida è molto più complicato. Ovviamente non avrete il problema del traffico, dato che sull’isola ci vive pochissima gente e non c’è turismo di massa, ma non tutte le strade sono asfaltate.

Negli ultimi due anni stanno asfaltando tutto, ma sappiate che a luglio 2016 la maggior parte dei cammini che portano alle spiagge principali o punti di interesse è sterrato. Per sterrato non intendo terra battuta ma solo pietraie. Personalmente, io che guido il motorino da quando ho 14 anni e l’ho imparato a Napoli mi sono quasi messa a piangere, ma non temete c’è una soluzione a tutto. A Nusa Penida potete “affittare” qualcuno che guidi il motorino, se vi sentite in difficoltà ve lo consiglio vivamente. Esiste sia l’opzione di affidarvi a qualcuno di locale che vi scarrozzi tutto il giorno, soluzione molto valida per vedere principalmente i punti panoramici, oppure ci sono delle spiagge in cui alla sommità del tratto sterrato c’è un servizio di taxi moto che vi risolvono il problema. A me è capitato che ho fermato un ragazzino, gli ho dato una banconota e il mio motorino e lui mi ha guidato a destinazione, i soldi meglio spesi di Penda, da sola non sarei mai arrivata a Billabong.

C’è anche la possibilità di fare le escursioni per i punti di interessa, che poi sono in pratica punti panoramici, in macchina, ma viaggiando da soli è meglio trovare altre persone per condividere la spesa. In tutta sincerità vi posso dire che affidandosi ad un locale in motorino non ci sono problemi.

Atuh-Beach-Nusa-Penida

 

Cosa Vedere a Nusa Penida

La particolarità dell’isola sono le scogliere a picco sul mare verso le quali si infrangono onde altissime di un azzurro mozzafiato.

L’isola è totalmente selvaggia, molti dicono che è come era Bali 30 anni fa, le persone locali sono tutte molto sorridenti e gentili, ancora stupite quando vedono dei turisti. Per la religione induista balinese è ritenuta una terra ancora più sacra di Bali, quindi è molto probabile che capiti una cerimonia durante il vostro soggiorno.

Crystal Bay

Sicuramente una delle spiagge più famose dell’isola direi anche quella di più facile accesso, infatti la strada che la raggiunge è totalmente asfaltata. È un luogo molto famoso per avvistare i mola mola, quindi la mattina troverete l’orizzonte pieno di barche dei dive center di Bali e a volte anche di gruppi che fanno snorkeling

Al centro della grande baia c’è una bellissima roccia con una fitta vegetazione e un piccolo templio, possibile arrivarci a nuoto costeggiando la spiaggia verso sinistra, ma assicuratevi d’avere pinne e maschera perché la corrente è molto forte. Il pomeriggio verso le 4 il mare si calma moltissimo e potrete godervi un bagno al tramonto con un mare quasi fermo.

Crystal-bay-Nusa-Penida

Crystal-bay-Nusa-Penida

Questa è una delle poche spiagge con bar e ristorantini sulla spiaggia, c’è anche la possibilità di affittare il necessario per lo snorkeling in loco.

Nella parte sinistra della baia vedrete delle scale scavate nella roccia procedendo per quel sentiero oltre che ad una bellissima visione d’insieme della baia, arriverete dopo circa 20 minuti a Pandan Beach una minuscola baia incontaminata. Le rocce lasciano spazio ad una lingua di sabbia bianchissima dove cavalloni turchesi intenso si riversano arrabbiati. Se dall’alto è bella, una volta che ci arrivate lo è ancora di più. È un bellissimo posto per trascorre una giornata di pace e solitudine. Ho anche visto ragazzi campeggiarci e li ho invidiati non poco. Mi raccomando fate attenzione alla forza del mare quando fate il bagno, meglio non spingersi a nuotare troppo in là.

pandan-beach.Nusa-Penida

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Proseguendo per altre 1,5h 2 ore di cammino arriverete in un’altra baia, Puyung Beach, molto simile e ancora di più isolata.

Il sentiero è facile, ma le scale sono spesso coperte di muschio, se avete la possibilità vi consiglio le scarpe chiuse.

pandan-beach.Nusa-Penida

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Atuh Beach

Nella punta sud dell’isola. La strada è per la maggior parte asfaltata, attraverserete lunghe distese di allevamenti di alghe, uno delle produzioni più importanti dell’isola, escluso il cattivo odore è molto bello a vedersi. Gli ultimi due km della strada sono una pietraia senza confine, mi raccomando andate piano.

Vi consiglio di dirigervi verso Atuh beach la mattina in modo di trovare ancora acqua verso la spiaggia, dato che il pomeriggio la marea la svuota totalmente.

Questa spiaggia è l’esempio della bellezza delle scogliere di Penida, camminerete lungo questo lungo sentiero a picco sul mare, vedendo sotto di voi, spiagge azzurrissime totalmente inaccessibili, faraglioni e colori da brivido. Nella parte sinistra della baia ci sono più di duecento scalini che vi portano alla spiaggia, anche qui ci sono bar e ristoranti e anche un paio di capanne dove si può alloggiare. Credo che sia la mia spiaggia preferita, questi colori difficilmente li dimenticherete.

Atuh.beach.Nusa-Penida

Pura Goa Giri Putri

Nella strada per andare a Atuh troverete dopo pochi chilometri da Sampalan il famosissimo templio Pura Giri Putri, di enorme importanza religiosa per tutti gli induisti. Meglio visitarlo nel tardo pomeriggio. Come tutti i templi induisti dovrete indossare un sarong, la particolarità è che si trova sotto terra. Per entrare c’è un piccolissimo buco tra due rocce, poi per qualche metro striscerete per terra e poi si aprirà un’enorme caverna senza fine. Tutto il pavimento è composto da mosaici con forme floreali, durante tutto il percorso troverete dei piccoli altari. La caverna è enorme, larghissima e altissima, direi più di 30 metri quindi non soffrirete di claustrofobia, ma l’umidità è davvero altissima e rende difficile respirare. Ad un certo punto troverete la zona dedicata alle cerimonie tutta piastrellata di bianco, con decine di Ibu che fumano (come fanno!) procedendo ancora si arriva alla fine della caverna, un’apertura che da sulla giungla incontaminata, facilmente vedrete scimmie. In quel punto c’è un altro tempio molto sacro ed è probabile che un ibu vi regali un bracciale porta fortuna.

Atuh.beachNusa-Penida

Temeling Beach

Sulla costa ovest la strada è molto bella attraverserete completamente l’isola, lo scenario è un continuo susseguirsi di colline piene di foresta e piccoli villaggi, con il mare azzurro in lontananza. La strada è piuttosto buona, gli ultimi due chilometri c’è una piccola lingua di strada asfaltata tipo 40 centimetri, è fattibile, ma se non siete pratici e avete paura di sbandare meglio farsi accompagnare da un local.

La particolarità di questo posto è che c’è una fonte sacra di acqua dolce, ci sono piccoli altari votivi nelle vicinanze e statuette, scendendo ancora un po’ una stupenda spiaggia di sassi nascosta tra la vegetazione. La spiaggia non è balneabile, le onde sono talmente alte che solo al guardarle vengono i brividi, ma come sempre accade, il mare ha un potere ipnotico, se amate meditare è il posto giusto.

Temeling_Nusa-Penida

Temeling_Nusa-Penida

Angel Billabong e Broken Sea

Questi due punti d’osservazione lo ho messi insieme perché sono uno al lato dell’altro.

Si trovano nella parte nord occidentale dell’isola, leggermente più a nord di Temeling, consiglio di vedere prima Temeling e poi Angel Billabong e Broken Sea in modo da poter percorrere la strada costiera, è sempre sterrata (come l’altra che viene dal centro dell’isola) ma molto più breve. Questa strada è davvero brutta, da panico, non amo l’adrenalina, ma credo che sia oggettivamente disastrata, quindi mi raccomando fatevi accompagnare, fermate un ragazzino, dategli 100.000 rupie (o quanto volete, io gli ho dato di più) e fatevi portare giù.

Angel Billabong

Broken Sea

Broken Sea è un miraggio, uno di quei posti che si vedono su Instagram ( se seguite stranieri) che non pensereste mai di poter visitare un giorno. Una baia a conca con un piccolo ponticello che crea un arco dove il mare si rompe. Passeggiate, fotografate, fate quello che volete, ma non avvicinatevi agli scogli verso il mare, il fatto che li troviate bagnati vuol dire che spesso le onde c’arrivano, non sempre, ma spesso. Ho visto persone con i miei occhi spingersi su scogli per fotografare che esattamente 30 secondi dopo sono stati avvolti da onde di 6 metri, per pochi istanti non sono morti. Non per fare la catastrofica, ma in passato sono morti turisti perché portati via dalle onde, quindi meglio stare alla larga.

A tipo 30 metri troverete Angel Billabong, un altro promontorio dove il mare si rompe e la spuma scorre in una piscina naturale creando un canale d’acqua. nei millenni le rocce si sono levigate in maniera strepitosa. Gli spruzzi delle onde producono degli arcobaleni bellissimi.

Broken-Sea.Nusa-Penida

Ci sono altre bellissime spiagge, ma dato che non ci sono andata non posso scriverne.

Dove dormire

Credo che la maniera migliore sia arrivare e chiedere in loco una home stay. Personalmente come zone direi che la soluzione più baricentrica sia alloggiare a Ped o Sampalan. Io ho alloggiato al Kubu Ganesh Guesthouse, a Sampalan, anche se è molto carina non ve la consiglio, l’ho trovata decisamente troppo cara per quello che offre, pessima colazione, e poi ti fanno pagare l’acqua! anche se di sicuro le stanze sono belle e molto curate.

Tra quelli che ho visto girando in motorino consiglio:

The Mél Homestay, a Ped, decisamente in stile balinese, carina e prezzi contenuti;

Full Moon Bunagalows totalmente fatto in bamboo, sicuramente essenziale ma con un grande fascino, la prossima volta che torno alloggio qui;

Namaste Bunaglows questo si trova verso la strada per Crystal Bay, ha senso solo se si ipotizza di cenare all’interno perché è in una zona molto isolata, ma è molto bello, frequentato da ragazzi e fanno anche i corsi di yoga la mattina;

Coco Resort sembrerebbe il più lussuoso dell’isola ma quanto a prezzi non si distacca per niente dal Namastè, molto curato ma anche lui in una posizione alquanto isolata, sulla strada per Crystal Bay.

Crystal.bay.Nusa-Penida

Durante il mio viaggio a Nusa Penida ho indossato gli abiti outdoor di Dolomite.

atuh beach

Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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