Trasforma il viaggio in un'esperienza di crescita.Come Viaggiare da Soli: Manuale di Travel Coaching

Sono stata una volta sola in Islanda, direi ancora, perchè ci tornerò di sicuro altre volte. Nel mio viaggio ho sconfitto due grandi pregiudizi: ci sono andata da sola e in Inverno.

Molte persone mi scoraggiavano perchè volevo andarci da sola, ma secondo me è qualcosa di totalmente fattibile. C’è da tenere in mente un paio di cose, la stagione e il tempo a disposizione. Il modo migliore per girare l’Islanda è affittare una macchina, magari con una tenda e alternare i campeggi alle guest house o magari al couchsurfing, quello consiglio farlo in compagnia perchè è un paese piuttosto isolato e se fate il periplo dell’isola da soli specialmente fuori stagione potreste non incontrare nessuno per giorni nel caso in cui voi aveste bisogno. Cosa completamente diversa se andate in luglio o agosto, in quell’epoca pullula di turisti. In più in inverno alcune strade verso nord sono chiuse quindi è impossibile arrivarci. Ad ogni modo in qualsiasi stagione siate, se viaggiate sa soli potete cercare qualcuno con cui condividere il viaggio, in ostelli, o aiutarvi con piattaforme on line, l’unica peculiarità è che avete bisogno di più tempo.

Io mi sono concentrata solamente sulla parte sud dell’Isola, ossia tutto quello che potete fare partendo da Reykjavik.

Dove dormire a Reykjavik

Si è vero Reykjavik è una città molto cara, gli hotel a parer mio sono inavvicinabili, ci sono tantissime guest house, che sicuramente sono una buona opzione per mantenere la propria privacy, ma finirete per essere molto isolati e onestamente non è proprio il posto dove fuggire l’incontro con l’altro, almeno secondo me.

Io ho alloggiato in ostello, come faccio sempre e vi sorprenderà sapere che a Reykjavik c’è uno degli ostelli più belli del mondo, ha vinto tantissimi premi, in effetti sembra un locale di New York, è famosissimo per il suo bar e per le sue zone in comune, sto parlando del Kex Hostel , se dormite in camerata da 4 avrete un buon compromesso tra prezzo e stile in più se siete stanchi avete sempre l’opzione di non uscire e andare direttamente al bar ristorante.

Rykjavik - Islanda

Altra opzione è il Reykjavik Downtown Hostel , vicinissimo al porto e a tanti buoni ristoranti di pesce. Diverse volte alla settimana fa la serata cinema, è più tranquillo e raccolto dell’altro.

Il Bus Hostel ha aperto da poco, è molto luminoso, curato nei dettagli, vicinissimo alla spiaggia, ti da la possibilità di noleggiare le biciclette… direi se c’andate in estate.

Il Galaxy Pod Hostel, questo ostello è davvero strano, o forse dovrei dire moderno, le sale in comune sono tutte vetro e arredamento moderno e ci sono le famose capsule, ma diverse da quelle che avevo visto in altri ostelli, qui sono tipo navicella spaziale, un design unico.

Il Oddsson è la soluzione con vista! Si trova nel quartiere di Vesturbær, e dalla sua terrazza puoi vedere fino al mare. Le cose che mi piacciono sono la vasca idromassaggio all’ultimo piano e il fatto che diano lezioni di yoga su richiesta! Non male per un ostello no?

Cosa fare in Islanda partendo da Reykjavik

Il Circolo d’Oro

Ragazzi inutile dirlo ma avete l’imbarazzo della scelta. Procediamo con ordine, sicuramente una giornata la dovete dedicare al Circolo d’Oro. Non possedendo macchina io ho contattato i ragazzi di Reykjavik Excursions, mi sono persino venuti a prendere in ostello e poi… cosa che delizia noi millennials: ha il wifi in ogni bus!

Dopo circa due ore di traversata nel buio, all orizzonte si iniziamo a vedere delle casette di vetro tutte illuminate, ma Natale nn era passato? Ma non sono decorazioni, sono serre! La mia immagine di serre sono quelle della riviera ligure invece qui, in una terra alquanto inospitale hanno capito come sfruttare il calore della terra. Hanno costruito le serre geotermiche, coltivano pomodori in una casetta di vetro, ed è tutto organico, acqua sulfurea e api importare dall’Olanda. In ogni serra si consuma al giorno la stessa energia necessaria per illuminare una città di 300.000 abitanti, ma a costo zero perché è tutto rigorosamente geotermico. Per 800 Isk puoi prendere una zuppa di pomodoro con pane fatto in casa, decisamente ottimo.

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Seconda tappa le famosissime Cascate Gullfoss, credo siano le cascate più fotografate in tutto il paese, ma come le ho viste io sono decisamente più insolite, tutte le rocce intorno erano ricoperte di neve, l’acqua lattiginosa era dello stesso colore del cielo, dava l’impressione che la natura fosse misteriosamente arrabbiata.

Oltre la pioggia ghiacciata c’era un vento con raffiche fino a 50kmh che rendeva praticamente impossibile camminare, ma non so perché, ma il tutto mi ha reso le cascate ancora più belle, era come avere la netta sensazione di trovarsi al 66 parallelo in una terra al confine con la Luna. Terza tappa i Gayzer, direi che iconograficamente l’Islanda è la terra dei Gayzer, in realtà il Geysir quello più famoso che spara getti d’acqua di 80m si è tappato a furia di ricevere pietre gettate dai turisti per incitarlo, per fortuna a fianco c’è Strokkur, che lancia colonne d’acqua da 30 metri ogni 5 miuti. Tutta la vallata intorno è costellata di pozze fumose e ruscelli con acqua a 100 gradi. Ultima tappa il parco naturale di Pingvellir dove le lacche tettoniche dell’Europa e delle Americhe si incontrano. È un parco costellato di falle e canyon, il colore nero delle rocce laviche contrasta con le lagune lattiginose e la neve rimasta imprigionata tra le fenditure della roccia. Non tutti lo sanno ma tra le due placche è possibile immergersi, la temperatura è di circa 5 gradi, ovviamente avrete una muta stagna e oltre a nuotare tra due continenti vivrete nel posto con la visibilità più alta della terra, ossia fino a 100 metri.

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La Penisola di Reykjanes

La penisola di Reykjanes ha poche grandi attrazioni ma è una continua scoperta, un continuo meravigliarsi, avrei voluto fermarsi a scattare fotografie ogni secondo. Iniziamo col dire che è la parte più giovane dell’Islanda e che è interamente lavica, i passaggi si alternano tra scogliere nere, crateri fumanti e lagune vulcaniche, tutto con un vento che ti porta via. Per tutta la giornata non abbiamo incontrato altri turisti, ogni panorama, ogni fotografia era assolutamente privata. Dopo lunghi sentieri neri tra rocce aride, siamo arrivati al paesino di pescatori di Grindavik, il più importante centro ittico dell’isola. Per anni si è prodotto baccalà, mentre adesso si esporta prevalentemente merluzzo fresco.

Ho visto anche una cosa di cui ignoravo l’esistenza, delle capanne sotto le quali seccavano migliaia di teste e pelli di merluzzo pronte per l’esportazione per l’Africa. Per l’ora di pranzo siamo andati al porto per vedere come pescano in queste acque davvero poco ospitali, più che un porto di pescatori mi sembrava un porto turistico francese, era tutto perfettamente ordinato e pulito e l’unica trattoria una taverna molto accogliente e pulita, che ci ha servito una saporitissima zuppa di scampi per 1.450 Isk. Se volete info per fare questo tour rivolgetevi a Salty Tours io mi sono trovata benissimo.

La Costa Sud dell’Islanda

Come in tutte le giornate islandesi in inverno, le prime ore sono totalmente buie e per dirigersi verso la cittadina di Vik servono quasi 2h, ma per fortuna su tutti i bus di Reykjavik Escursions, c’è il wi-fi, una manna dal cielo.

Molto spesso questa escursione è combinata con una camminata con i ramponi sui ghiacciai “Take a walk on the ice side”, quindi una parte del gruppo si divide verso le 11 per ricongiungersi alle 15:30. Personalmente credo che questo penalizzi molto il tour semplice South Shore Adventures, perchè si finisce per visitare le cascate alle 16, praticamente quando è quasi buio e la visibilità è molto scarsa. Quindi per chi di voi ha voglia di investire 200€ per camminare sul ghiaccio consiglio di fare l’escursione combinata.

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La prima tappa della giornata è il museo Skógar folk, un museo folcloristico, dove c’è la riproduzione di un villaggio di inizio ‘900 e dove si racconta la vita rurale, tendenzialmente non amo queste cose perchè sono trappole per turisti, ma devo dire che la cultura islandese è talmente lontana dalla nostra che senza quelle spiegazioni non avrei mai saputo un sacco di cose. Di sicuro il clima, la latitudine ed il vento caratterizzano questa piccola isola dell’atlantico, ma immaginare cosa dovesse essere vivere lì senza le risorse tecniche e tecnologiche di oggi è davvero spaventoso. Se si visita l’Islanda in inverno ci si stupisce che nn fa poi così freddo, anche se il vento è glaciale, che basta coprirsi bene, con un abbigliamento tecnico tipo da sci, che ogni edificio è perfettamente riscaldato, che si usa l’energia geotermica per avere docce calde, centri termali in ogni cittadina e anche per alimentare serre che producono pomodori sugosi, ma questo è iniziato solo dopo gli anni ’50. Pensate vivere in Islanda senza acqua calda, senza goretex, senza tessuti impermeabili, riscaldamento, oddio rabbrividisco solo al pensiero.

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La bellezza di questo museo è stato farci capire quanto il popolo islandese si sia industriato nei secoli per compensare l’asperità del suo territorio.

Il museo si trova poco lontano dal paesino di Vik anche se chiamarlo paesino forse è un eufemismo! Sono 5 case orrende e fredde senza senso, ma con una grande vista. Davanti a Vik si trova una delle spiagge vulcaniche più belle dell’Islanda, sabbia nera, faraglioni enormi nel mare e onde rumorose che si infrangono sulle rocce. L’oceano è talmente forte che anche camminare sulla riva può essere pericoloso,ma l’energia che trasmette quel panorama è difficilmente riscontrabile altrove.

Si arriva alle pendici del ghiacciaio che a causa delle ceneri sparse dall’ultima eruzione è un po’ grigiastro, ma comunque emozionate. Personalmente non avevo mai visto ghiacciai che non finivano in acqua e la cosa mi è molto piaciuta.

Una delle attrazioni più famose dell’Islanda, sono le cascate; Seljalandsfoss è famosa per la possibilità di attraversarla da dietro, magari in estate, mentre Skógafoss, una montagna d’acqua di 60m si può osservare dall’alto risalendo sul cammino di destra fino a raggiungere la cima della collina.

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Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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