Un intervista ad Angelo, un viaggiatore solitario davvero giovanissimo; 23 anni, autore del blog Exploremore.it,  da quasi tre anni vive in viaggio. Partito nel Gennaio 2010 per l’Australia con un visto vacanza-lavoro come capita a molti, e quello che doveva essere un periodo di sei mesi non è ancora finiro, e non si sa bene quando finirà!

 

Angelo di Exploremore.it

Angelo di Exploremore.it

1. Cosa ti ha spinto a 20 anni e qualcosa a lasciare tutto e partire per l’ altra
parte del mondo?
Credo che la spinta principale sia venuta da un misto di noia e curiosità. A casa niente mi emozionava più, ogni giorno era lo stesso, e tutto rimaneva un po’ fine a stesso, avevo bisogno di un bel cambiamento, drastico, per darmi una scossa. Allargare i miei confini, conoscere persone diverse, ma sopratutto conoscere i miei limiti. Partire da solo, per un posto lontano senza grandi piani è stato il mio modo di mettermi in gioco, di capire dove sarei potuto arrivare. Credo di essere partito semplicemente per sentirmi vivo.

2. Quale è stata l organizzazione pre partenza?
In questo viaggio per me è stato fondamentale partire pianificando il meno possibile. Ho comprato un biglietto di sola andata per Melbourne, non sapevo né quando sarei tornato, né dove avrei dormito la prima notte. Ed è stato il bello, tutto è andato liscio e probabilmente molto meglio di come avrei potuto prevedere. Se dovessi dire in cosa ha consistito l’organizzazione, direi semplicemente in lavorare molto nei mesi precedenti al viaggio per potermelo poi effettivamente permettere, ma per il resto è stato un salto nel buio (anche se molto più semplice di come suona).

3. Ci racconti il tuo itinerario fino ad oggi?
Sono arrivato a Melbourne, e dopo poco mi sono spostato in un paesino del bush per cercare lavoro in fattoria, come fanno molti backpackers, e ho vissuto in un ostello a Mildura per circa un mese e mezzo. In questo luogo ho conosciuto Lorenzo, un amico con cui, dopo essere tornato a Melbourne e aver lavorato in un ristorante per alcuni mesi, ho acquistato un pulmino con cui abbiamo riasalito la costa fino a Cape Tribulation. Siamo poi scesi nell’Outback, fino a Uluru e poi risaliti fino a Darwin. Ho proseguito da solo poi fino a Broome, dove un altro amico, conosciuto mesi prima, mi ha contattato chiedendomi di partire con lui per l‘Asia. In preda alla solitudine, ho guidato fino a Perth, dalla quale siamo volati in Malesia. Ho visitato Malesia e Thailandia con Jonas, e dopo esserci separati ho proseguito in Vietnam e Cambogia per conto mio. Sono poi tornato a lavorare in Australia fino alla scadenza del mio visto, quando ho deciso di andare in Nuova Zelanda. A Wellington ho trovato un passaggio con dei ragazzi tedeschi, e ho avuto modo di girare l’isola sud con loro, dormendo nella mia tenda. A Christchurch poi sono scampato al terremoto per poche ore, e, ancora una volta contattato da una persona conosciuta in precedenza, sono tornato in Asia, visitando Singapore, la Malesia e di nuovo la Thailandia. Tornando in Nuova Zelanda mi sono poi stabilizzato a Wellington, la città che preferivo, dove mi trovo ancora oggi e resterò fino a inizio anno prossimo (credo!).
4. C’è mai stata una volte in cui hai detto:” ho fatto una caxxxxta torno a casa!”?
Non proprio, se avessi voluto tornare sarei tornato, non ho niente che mi blocca dove sono. Non ho mai pensato di stare via così a lungo, ho sempre pensato “tra tre mesi torno”, “a gennaio me ne vado”, ma poi ho sempre trovato motivi, quasi sempre persone, che mi hanno fatto proseguire. Ormai ho più paura di tornare a casa e rendermi conto di aver fatto una cazzata, invece che il contrario!

 

The Red Centre - Australia

The Red Centre – Australia


5. In cosa è cambiato di più il tuo carattere?
Credo di essere diventato un persona più paziente, ma forse il cambiamento più grande, vivendo con poco, è l’aver imparato a dare il giusto valore alle cose che mi circondano. In negativo però mi sono reso conto di affidarmi spesso solamente a me stesso, e di annoiarmi molto più rapidamente di tutto ciò che non è nuovo.
6. L’incontro più importante ed perché.
Di incontri ce ne sono stati veramente tanti. Oggi vivo con la mia fidanzata qui a Wellington, ma se mi trovo qui è perché ho incontrato qualcuno prima. E prima ancora, e ancora. Insomma non saprei davvero dire chi è più importante di chi, in quanto è stata una reazione a catena che mi ha portato dove sono. Ho sempre seguito le persone, e gli amici con cui sono in contatto tutt’oggi credo rimarranno nella mia vita per sempre, ognuno è stato importante in un momento preciso.
7. Il posto o la situazio e che ti ha lasciato maggiormente a bocca aperta?
Ho conosciuto una persona arrivata in Australia in bicicletta dall’Olanda, e sì, mi ha lasciato a bocca aperta.  Ma i momenti di stupore sono stati tanti, dal vedere il primo canguro libero, all’incidente con il pulmino appena comprato con una Porche Cayenne, a quando mi sono stati rubati tutti i vestiti, a passare dalla tranquilla e pulita Perth a Kuala Lumpur per la prima volta, a trovare lavoro per caso in un gay bar, e così via. Ah, anche gli stipendi in Australia mi hanno lasciato a bocca aperta!


L'Australia vista da Angelo

L’Australia vista da Angelo

8. Quali sono secondo te le caratteristiche personali che dovrebbe avere un

viaggiatore solitario?
Dipende da come si è abituati a viaggiare. Per me ad esempio la flessibilità è fondamentale, non definire troppo i piani. La capacità di adattamento, accettare che la pasta si può mangiare anche se non è al dente, l’umiltà e la pazienza sono tutte cose che aiutano per come viaggio io. Credo che chi viaggia per il gusto di viaggiare debba inoltre essere pronto a sacrificare alcune comodità, sapersi arrangiare e capire il contesto in cui ci si trova. Se poi mi chiedi quali caratteristiche vorrei che tutti i viaggiatori avessero, ti direi il rispetto per i luoghi che si visitano, che a volte, purtroppo, manca.

9. Una cosa nuova che hai imparato a fare?
Non so se si può considerare una cosa, ma sono diventato vegetariano. Se poi vuoi qualcosa di più pratico ho imparato a fotografare, a fare la pizza, a fare il caffè, a fare immersioni, ho studiato web design e internet marketing, a bere vino, a non buttare via niente, a guidare dal lato sinistro, a giocare a squash, e altre cose che mi è capitato di provare. Che poi queste cose le sappia fare bene è un altro discorso!
10. Credi che questa sia solo una parentesi della tua vita o il tuo modo di
affrontarla?
Forse non viaggerò per sempre, ma spero di affrontare la vita come affronto i miei viaggi.
Francesca Di Pietro

Francesca Di Pietro

Psicologa e Viaggiatrice. Giro il Mondo e studio la personalità dei viaggiatori! Ho visitato più di 60 paesi molti dei quali da sola. Per me il viaggio è uno strumento di crescita personale. Ho creato questo sito per tutti quelli che amano viaggiare da soli o che vorrebbero iniziare a farlo.

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